Tutti i colori della vita. Dio nel cuore.

SANTO CIELO!

Prima di diventare santi, erano persone. Con sogni, ostacoli e scelte coraggiose.

Ritratto storico di santa Francesca Saverio Cabrini, con aureola nella riproduzione

AVEVA PAURA DELL’ACQUA. CABRINI ATTRAVERSÒ L’OCEANO.

Hai già aperto quella pagina tre volte. Il corso comincia tra un mese, la candidatura scade venerdì, il progetto ha perfino un nome. Poi arrivi al punto in cui bisogna fare qualcosa di concreto e chiudi tutto. Magari domani. Quando ti sentirai più pronta, più tranquilla, più capace di affrontare quello che ancora non conosci.

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Ritratto storico di san Carlo Borromeo

MILANO AVEVA BISOGNO. SAN CARLO HA VENDUTO UN PRINCIPATO.

Hai quasi finito di ordinare un armadio. Nel sacco da donare finiscono le cose che non metti più; davanti a quel maglione che ti piace ancora, però, la mano si ferma. È normale. Ma proprio lì comincia una domanda interessante: quanto di quello che chiamiamo generosità ci chiede davvero di lasciare qualcosa?

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Elisabetta della Trinità da giovane al pianoforte, in una fotografia storica

ELISABETTA AMAVA CHOPIN. E CERCAVA DIO.

Lo spartito è ancora lì. Oppure è una scatola di colori, una macchina fotografica, quel quaderno in cui scrivevi prima che le giornate diventassero tutte urgenti. Lo guardi e pensi: quando avrò tempo. Intanto il tempo trova sempre un altro indirizzo.

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Statua di san Martino de Porres nella chiesa di Sant’Antonio a Liverpool

SAN MARTINO DE PORRES, IL SANTO CHE IMPARÒ DAL BARBIERE

La mantellina sulle spalle, lo specchio davanti, quella domanda che arriva mentre qualcuno divide i capelli in ciocche: come stai? A volte rispondi di corsa. Altre volte, senza averlo previsto, racconti del lavoro che ti preoccupa, di una festa che aspetti, di tua madre che non vuole più uscire. È curioso quanto possa diventare familiare un posto in cui entri per sistemarti i capelli.

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Sant’Agostino raffigurato da Sandro Botticelli. Riproduzione di un’opera storica.

AGOSTINO AVEVA BISOGNO DEGLI AMICI. ANCHE TU?

Il messaggio arriva mentre stai per mettere via il telefono: sabato ci vediamo? Guardi il calendario, pensi alla lavatrice e a quella commissione rimandata. Poi ti accorgi che stai sorridendo. Perché con certe persone non devi inventarti qualcosa di speciale. Ti basta sapere che ci saranno. Anche Agostino conosceva quella gioia, molto prima dei nostri gruppi su WhatsApp.

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Teresa d’Avila nel dipinto di François Gérard del 1827, riproduzione di un’opera in pubblico dominio.

TERESA TROVAVA DIO ANCHE TRA LE PENTOLE. E NOI?

Il sugo comincia ad attaccarsi proprio mentre squilla il telefono. C’è una tazza da spostare, qualcosa nel lavandino, il pane che ti eri dimenticata di tirare fuori. Avevi pensato di prenderti un momento per pregare. Lo farai dopo, quando sarà tutto sistemato. Quel dopo, però, continua a cambiare orario.

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Il Carmelo di Lisieux in una cartolina fotografica intorno al 1900: il luogo della vita religiosa di Teresa.

QUELLA PERSONA TI IRRITA. SUCCEDEVA ANCHE A TERESINA.

Ci sono rumori minuscoli che, a un certo punto, sembrano riempire tutta la stanza. La penna che scatta. Il cucchiaino girato per un tempo infinito. Un’abitudine della persona accanto a te che ormai riconosci ancora prima che cominci. Ti dici che non è niente. Intanto senti salire il nervoso.

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Ritratto storico di sant’Antonio Maria Claret, intorno al 1860.

IL LAVORO ANDAVA BENE. LUI, UN PO’ MENO.

Ti dicono che sei brava. Ti affidano un’altra responsabilità, ti chiedono un consiglio, danno per scontato che continuerai. E tu sorridi, perché essere riconosciuta fa piacere. Poi arriva una domanda che non sai dove mettere: se questo lavoro mi riesce così bene, perché continuo a immaginarmi altrove?

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