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SANTO CIELO!

CARLO ACUTIS: VIDEOGIOCHI, COMPUTER E UN’AUTOSTRADA PER IL CIELO!

Scherzi in classe, siti web, amici da aiutare. Carlo era un ragazzo come tanti, con una passione fuori dal comune: raccontare l’Eucaristia a tutti, anche online.

Carlo Acutis con la polo rossa davanti alle montagne.

Un ragazzo si nasconde in un armadio con l’amico Lorenzo, poi salta fuori gridando «Boo!» e fa prendere un colpo alla prof di matematica. Lo stesso ragazzo fa sentire accolto Andrea, il compagno che tutti lasciano in disparte. Quel ragazzo è Carlo Acutis: a raccontarlo è suor Monica Ceroni, la sua insegnante di religione alle medie, in una testimonianza pubblica del 2025. E il santo quindicenne torna quello che era: un ragazzo vero, da conoscere da vicino.

Nato a Londra, cresciuto a Milano

Carlo nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove papà Andrea Acutis e mamma Antonia Salzano si trovano per lavoro. A settembre la famiglia si trasferisce a Milano. Lì Carlo cresce tra le scuole della città e a quattordici anni arriva al liceo classico Leone XIII. Il 16 giugno 1998, ad appena sette anni, riceve la Prima Comunione con un permesso speciale.

Da quel giorno la Messa, l’adorazione e il Rosario diventano appuntamenti fissi. È qui che nasce la frase che tutti gli attribuiscono: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo». Per i cattolici l’Eucaristia è il memoriale della Pasqua e la presenza viva di Cristo. Per Carlo era il centro di tutto.

Un genio del computer, con il cuore acceso

Carlo adora la musica, i videogiochi e l’informatica. Con uno studente di ingegneria crea il sito della parrocchia di Santa Maria Segreta. Poi realizza quello della Pontificia Accademia Cultorum Martyrum e dà una mano nella preparazione alla Cresima. Nell’estate del 2006 fa volontariato con la scuola e, indovina un po’, si occupa ancora di un sito. Il suo insegnante, padre Roberto Gazzaniga, lo ricorda ben inserito in classe e sempre disponibile.

Il progetto più famoso? Una mostra sui miracoli eucaristici riconosciuti dalla Chiesa cattolica. Carlo cerca i materiali, li mette in ordine e li rende consultabili in rete. Le schede spiegano come la Chiesa ha riconosciuto quegli episodi. Oggi il sito parla più lingue e offre i contatti per allestire la mostra.

Mamma Antonia racconta che Carlo ci lavorava anche in vacanza, fino a tardi. Lo colpiva quanto spazio si desse a concerti e sport, e quanto poco al tabernacolo. Lui voleva far conoscere a tutti ciò che per lui contava di più.

Amici veri, anche per chi amico non era ancora

Aiutare un compagno con i compiti. Passare dalle mense dei Cappuccini e di Madre Teresa. Accorgersi di chi, nel quartiere, è in difficoltà. Anche questo è Carlo. Rajesh Mohur, che lavorava in casa Acutis, ricorda le uscite per aiutare i poveri e i regali a cui Carlo rinunciava per mettere da parte qualcosa per loro. Racconta che proprio quell’esempio lo ha aiutato ad avvicinarsi al cristianesimo.

Sono dettagli preziosissimi, perché tirano Carlo fuori dal solito santino. La sua attenzione agli altri aveva luoghi, nomi e occasioni ben precise.

Quindici anni, e poi il Cielo

Nell’ottobre 2006 Carlo si ammala di leucemia. Viene curato tra Milano e Monza e muore il 12 ottobre, a quindici anni. Il funerale si celebra il 14 ottobre nella sua parrocchia. È una perdita enorme: il suo coraggio non rende meno dolorosa la morte di un ragazzo così giovane.

Nel 2019 papa Francesco gli dedica alcuni passaggi di Christus vivit, parlando del modo in cui Carlo usava il mondo digitale. Il 10 ottobre 2020 viene beatificato ad Assisi, dopo il riconoscimento di una guarigione avvenuta in Brasile. Il secondo miracolo riguarda una ragazza del Costa Rica, gravemente ferita in un incidente in bicicletta a Firenze nel 2022. Il decreto sul secondo miracolo è stato autorizzato il 23 maggio 2024.

Il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, Leone XIV lo proclama santo insieme a Pier Giorgio Frassati. Oggi Carlo riposa nel Santuario della Spogliazione di Assisi.

Il 12 ottobre è la sua memoria liturgica e nel 2026 sono vent’anni dalla sua morte. Vuoi conoscerlo davvero, oltre gli slogan? Parti dai ricordi di chi gli è stato accanto: un amico, un insegnante, una persona che ha aiutato.

Carlo Acutis — mini serie Vatican News (2020)
Fonte: Vatican News ↗

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FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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