E SE A DIO DICESSI COME STAI DAVVERO?
Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, Leone XIV parla di solitudine, di amicizia e del coraggio di farsi conoscere così come si è.
APRI LA STORIA ↗Gesù, Maria e la preghiera dentro la vita vera.
Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, Leone XIV parla di solitudine, di amicizia e del coraggio di farsi conoscere così come si è.
APRI LA STORIA ↗Dal 6 al 17 novembre il Papa visiterà Uruguay, Argentina e Perù. A Buenos Aires è previsto un omaggio al suo predecessore.
APRI LA STORIA ↗Per novembre, Leone XIV invita a pregare per il buon uso della ricchezza. Nella sua lista ci sono anche il tempo e quello che sappiamo fare.
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Torni al banco, ti inginocchi e provi a raccoglierti. Per qualche secondo ci riesci. Poi ricordi il messaggio a cui non hai risposto, una cosa da comprare, il pranzo da organizzare. Qualcuno vicino a te ha gli occhi chiusi e un’espressione che sembra piena di pace. Tu senti soprattutto la cucitura dei pantaloni sulle ginocchia.
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Ci sono nomi che arrivano subito. Non devi cercarli, non devi leggere una lista. Basta una data, una canzone, una ricetta fatta in un certo modo. Sono le persone che porti con te, quelle a cui il pensiero torna anche in mezzo a una giornata piena.
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Il tabellone dice cinque minuti. Poi sei. Poi di nuovo cinque. Nel frattempo hai letto un messaggio, controllato il meteo e pensato alla spesa. Ti viene in mente una persona che oggi affronta qualcosa di importante. «Dio, stalle vicino». Tre parole, in piedi sul marciapiede. È già una preghiera?
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La stanza è finalmente silenziosa. Hai controllato la sveglia, messo il telefono in carica, tirato su la coperta. Poi la testa apre una riunione non convocata: la frase di stamattina, il messaggio senza risposta, quello che devi fare domani. Tutti presenti, adesso che volevi soltanto dormire.
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Hai appena aperto la porta e lui è già lì. Non sa come sia andata la riunione, non conosce il contenuto di quel messaggio che continui a rileggere. Sa che sei tornata. E mentre cerchi le chiavi nella borsa, la giornata cambia un poco: qualcuno vuole uscire, annusare lo stesso albero di ieri, stare con te.
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Non avevi programmato di entrare. La porta della chiesa era aperta, fuori c’era rumore e tu ti sei fermata. Adesso sei seduta, con la borsa sulle ginocchia, e non sai bene che cosa dire. Ti torna una formula imparata da piccola, ma ti sembra lontana. Alla fine trovi soltanto questa frase: Dio, è da tanto che non ti parlo.
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La notizia arriva nella chat mentre stai facendo altro. Una foto, i cuori, le prime congratulazioni. Sei contenta per loro. Poi senti il bisogno di posare il telefono. Ti accorgi che il sorriso è rimasto a metà e ti dispiace perfino questo: vorresti riuscire a essere soltanto felice.
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Stavi scorrendo le notizie mentre aspettavi il tuo turno. Un titolo, una fotografia, poche righe. Hai continuato a leggere, poi hai posato il telefono. Non conosci quella persona. Non sapresti nemmeno riconoscerla se la incontrassi per strada. Eppure il pensiero è rimasto lì.
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La notizia è arrivata mentre facevi altro. Hai riletto il messaggio, sorriso al telefono, cercato subito il nome della persona a cui raccontarlo. Forse aspettavi quella risposta da settimane. O forse è una cosa piccola, che però oggi ti ha riempito di gioia.
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La fotografia era bella. C’erano le tue amiche, una luce calda, una sera che avresti voluto ricordare. Tu però hai ingrandito subito quel punto. Poi hai chiesto di rifarla. E nella seconda immagine hai trovato qualcos’altro da correggere.
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Aperte le iscrizioni alla GMG 2027: dal 3 all’8 agosto i giovani si incontreranno in Corea del Sud. Papa Leone XIV li invita a partire con tutto ciò che hanno nel cuore. Anche quello che fa male.
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Nessuna richiesta da presentare subito. Solo qualche minuto in chiesa, davanti a Gesù. La preghiera può cominciare anche dal desiderio di esserci.
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Una canzone, un nome che ritorna, un’occasione inattesa. Quando qualcosa sembra parlare proprio a te, puoi ascoltare ciò che senti senza consegnargli tutta la tua decisione.
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Hai controllato l’allegato tre volte. La candidatura è partita. Ora comincia l’attesa, con il desiderio di lavorare e la fatica di sentirti sempre in esame.
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Avevi detto soltanto che domenica non potevi. Poi qualcuno ha chiesto perché, e nominare la Messa ti è sembrato improvvisamente complicatissimo.
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Le cose importanti le portiamo a Dio. E quel desiderio di qualcuno con cui dividere la vita? Possiamo parlarne, con tutta la sua tenerezza e le sue contraddizioni.
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Hai pregato, hai aspettato, e adesso senti soltanto rabbia. Nei Salmi c’è spazio anche per una domanda che non riesci più a trattenere.
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Dall’annuncio dell’11 ottobre al bollettino sulle dimissioni del 17: continuiamo a pregare per Papa Leone e per tutte le persone malate.
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Ci sono mancanze che tornano in una canzone, in una fotografia, nel gesto di prendere il telefono. A Betania Gesù incontra proprio questo dolore. E prima di richiamare Lazzaro alla vita, piange. Fermiamoci lì: quelle lacrime hanno qualcosa da dire anche al nostro cuore.
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Una distrazione, poche parole, un minuto di silenzio. La preghiera può trovare posto nelle tue giornate senza un copione perfetto.
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Una domanda fatta bene può aprire un mondo. Come ascoltare la fede di un’altra persona senza avere già in tasca tutte le risposte.
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