E SE A DIO DICESSI COME STAI DAVVERO?
Nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù, Leone XIV parla di solitudine, di amicizia e del coraggio di farsi conoscere così come si è.

Scrivi «Oggi è stata una giornata orrenda». Rileggi. Cancelli tutto e mandi «Sì sì, tutto bene». Magari perché l’altra persona ha già i suoi pensieri. Magari perché spiegare il tuo, di pensiero, richiederebbe un vocale di sette minuti e pure un secondo vocale per dire «Scusa, mi sono dilungata».
Leggendo il messaggio di Leone XIV ai giovani, viene da ripensare proprio a quel primo messaggio, quello rimasto senza invio. Il Papa scrive a ragazze e ragazzi che passano da una conversazione all’altra e possono sentirsi soli anche in mezzo a tutte quelle notifiche. Li invita a cercare la compagnia di persone che sappiano ascoltarli, a fare spazio a un’amicizia che regga anche quando la risposta a «Come va?» è lunga e un po’ scomoda.
La preghiera può cominciare da una frase storta
«Abbiate il coraggio di essere veri davanti a Dio e davanti agli altri». Il Papa lo scrive in un messaggio che ha come filo conduttore le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
C’è un punto in cui quel coraggio diventa molto quotidiano. È quando ti siedi per pregare e ti accorgi che l’unica frase che ti viene è «Signore, oggi sono arrabbiata». Puoi partire da lì. Puoi anche raccontargli con chi ce l’hai, che cosa ti ha ferita e perché da tre giorni continui a rifare quella conversazione nella testa. Il messaggio di Leone insiste proprio su questo: per Dio sei già una persona da amare, anche nel mezzo di una storia che fai fatica a raccontare.
Prima nelle diocesi, poi a Seoul
La 41ª Giornata Mondiale della Gioventù si celebra domenica 22 novembre nelle diocesi, nella solennità di Cristo Re. L’incontro internazionale si terrà a Seoul, in Corea del Sud, dal 3 all’8 agosto 2027.
Nel frattempo, magari quel messaggio che avevi cancellato puoi anche riscriverlo. Bastano due righe a una persona di cui ti fidi. «Oggi è stata una giornata orrenda. Hai cinque minuti?»

