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LA FEDE HA UNA VOCE

MASSIMO ROBBERTO: GUARDA LE GALASSIE, CONTINUA A FARSI DOMANDE

La foto di una galassia compare tra un messaggio e una pubblicità. La ingrandisci: luci, forme, colori che sembrano appartenere a qualcosa di lontanissimo dalla tua giornata. Per qualche secondo resti a guardare. Poi arriva una notifica e il cielo scivola sotto il pollice.

La regione di formazione stellare NGC 3324 nella Carena, ripresa dal telescopio James Webb: immagine astronomica di contesto

Forse è una scena familiare. Abbiamo accesso a immagini straordinarie e pochissimo tempo per fermarci davanti a loro. La storia pubblica di Massimo Robberto, astrofisico impegnato con il telescopio spaziale James Webb, offre un’occasione per restare qualche minuto in più. E chiederci che cosa succede alle grandi domande quando guardiamo l’universo da vicino.

Chi è Massimo Robberto e che cosa fa con il James Webb

Il profilo ufficiale dello Space Telescope Science Institute presenta Robberto come responsabile del gruppo NIRCam, la camera nel vicino infrarosso del James Webb. Coordina un’équipe di circa quindici scienziati impegnati nelle operazioni scientifiche e nelle prestazioni dello strumento. Ha studiato a Torino e ha lavorato anche alla strumentazione del telescopio Hubble.

È una precisazione utile: un’immagine astronomica arriva fino a noi grazie a strumenti, competenze e lavoro condiviso. Dietro ciò che guardiamo ci sono persone che progettano, verificano, interpretano dati. La meraviglia ha anche questa consistenza concreta, fatta di attenzione ai particolari e di domande alle quali rispondere con metodo.

La puntata di Soul: scienza, fede e stupore

Robberto è stato ospite di Monica Mondo a Soul, su TV2000, nella puntata annunciata per l’11 ottobre 2026 e pubblicata nella pagina del programma il 12 ottobre. Nella presentazione ufficiale, l’emittente indica tra i temi il rapporto tra scienza e fede, lo stupore per l’universo e l’esperienza di lavoro con colleghi di fedi diverse o non credenti.

La conversazione è firmata Monica Mondo per TV2000: puoi ascoltarla nel video originale di Soul qui sotto. Il racconto del programma affianca l’esperienza professionale di Robberto a domande che possono raggiungere anche chi, nella vita, fa tutt’altro.

Da qui parte la nostra riflessione: quanto spazio lasciamo, noi, a ciò che ci sorprende? Possiamo desiderare di capire meglio una cosa e, nello stesso tempo, accorgerci delle domande che apre dentro di noi. Succede davanti al cielo, ma anche dentro una giornata apparentemente uguale alle altre.

Capire qualcosa può renderlo ancora più sorprendente

La NASA spiega che NIRCam permette di osservare, tra le altre cose, galassie antiche, giovani stelle e oggetti del Sistema solare. Lo strumento lavora soprattutto con luce infrarossa, oltre a una parte del rosso visibile. Ci aiuta dunque a raccogliere informazioni che i nostri occhi, da soli, non potrebbero ottenere.

Conoscere questo dettaglio cambia il modo di guardare un’immagine. Può venirti voglia di capire che cosa rappresenta, di leggere la descrizione, di distinguere un dato scientifico da una fantasia. La bellezza non perde necessariamente forza quando smettiamo di limitarci a dire che è bella.

Succede anche in cose più vicine. Un brano musicale può commuoverci e poi spingerci a conoscere come è stato scritto. Un paesaggio può invitarci a scoprire gli alberi che lo abitano. La curiosità è un modo di dedicare tempo a ciò che incontriamo.

La fede davanti al cielo, senza scorciatoie

Per un credente, la bellezza del creato può diventare gratitudine e preghiera. Questo non autorizza a presentare una fotografia spaziale come prova sperimentale di Dio, né a usare la fede personale di uno scienziato per risolvere una questione scientifica. Le affermazioni richiedono criteri e argomenti adeguati a ciò di cui parlano.

Il Salmo 8 mette in relazione la contemplazione del cielo con una domanda sull’essere umano e sulla cura di Dio. Possiamo accostarci a quella domanda senza pretendere che sostituisca lo studio dell’universo. Ci riguarda in un altro modo: che valore ha la nostra vita, piccola dentro uno spazio così grande?

Forse la prima risposta personale sarà una preghiera. Forse sarà il desiderio di ascoltare chi vede le cose diversamente. Un confronto diventa più interessante quando non chiediamo all’altro di arrivare alla nostra stessa conclusione prima ancora di aver parlato.

Mentre ascolti, tieni vicine tre domande: che cosa mi rende curiosa? Quando ho cambiato idea dopo aver imparato qualcosa? Riesco ad ascoltare chi guarda la vita diversamente da me? Magari una risposta arriva proprio quando il video è finito.

Fare spazio a una domanda, dentro una giornata normale

Non serve aspettare un viaggio o un cielo senza luci. Possiamo cominciare da una fotografia osservata con calma, dalla lettura di una pagina affidabile, da una conversazione in cui ammettere di non sapere. È un piccolo cambiamento di ritmo: scegliere una cosa e darle attenzione.

La puntata con Robberto può essere un’occasione per farlo. Ascoltare una persona che lavora con strumenti capaci di allargare il nostro sguardo, poi tornare alle proprie domande senza fretta di renderle una conclusione da condividere.

Quella galassia, sul telefono, puoi aprirla di nuovo. Leggere dove si trova, che cosa stai guardando. E restare ancora un momento, con la curiosità di chi ha imparato qualcosa e ha scoperto di voler chiedere altro.

Guarda la puntata originale di Soul su TV2000

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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