MI ESCLUDONO DAL GRUPPO. E DOVREI PURE PERDONARLE?
Cara CHIARA!,
da qualche settimana le mie amiche escono senza invitarmi. Ho scoperto che hanno anche una chat dove parlano di me e mi prendono in giro.
Una di loro adesso mi ha scritto come se niente fosse. Io vorrei risponderle malissimo, perché ci sto davvero male.
A casa mi dicono di lasciar perdere e di perdonare. Ma perché dovrei perdonare persone che continuano a trattarmi così? Perdonare vuol dire lasciare che gli altri mi facciano del male?
La risposta: puoi perdonarle. E chiudere la porta.
Cara amica, puoi perdonarle. E accompagnarle molto gentilmente fuori dalla tua vita. 💗
Anche poco gentilmente, se oggi la gentilezza proprio non ti viene. Non devi trovare parole dolcissime per dire una cosa chiarissima: «Con me questo trattamento finisce qui».
Perché escluderti, creare una chat per parlare di te e prenderti in giro è una cattiveria. Quando l’umiliazione diventa un comportamento di gruppo che si ripete, va presa sul serio: qui ci sono segnali di bullismo, non una semplice incomprensione tra amiche.
Ci crediamo che vorresti rispondere malissimo. Hai scoperto che persone di cui ti fidavi si divertivano alle tue spalle. Fa male, fa arrabbiare e può farti ripensare a ogni confidenza fatta: «Avranno riso anche di quella?».
Allora partiamo da qui: non hai il dovere di recuperare questa amicizia. Nemmeno perché sei cristiana. Nemmeno perché qualcuno ti dice che «bisogna essere superiori».
Perdonare e chiudere un rapporto possono stare nella stessa frase.
Puoi arrivare a dire: «Non voglio vendicarmi, non desidero che vi succeda qualcosa di brutto. Ma nella mia vita, così, non ci state più».
Puoi perdonare e bloccare un numero. Perdonare e uscire dal gruppo. Perdonare e non raccontare mai più un tuo segreto a quelle persone.
La fiducia è preziosa: sei libera di scegliere a chi affidarla. E dopo quello che è successo, non devi offrire un’altra possibilità per dimostrare di avere un cuore buono.
A quella che ti scrive come se niente fosse puoi rispondere così:
«So della chat e delle prese in giro. Quello che avete fatto mi ha ferita e non lo accetto. Per me un’amicizia richiede rispetto, quindi mi allontano. Non voglio continuare questo rapporto».
Punto. Non serve aggiungere un cuoricino per rendere il messaggio meno scomodo. Non devi convincerla che hai sofferto abbastanza da potertene andare.
Se risponde «era uno scherzo», puoi chiudere con: «Io non mi sono divertita. Ti ho detto la mia decisione».
E se pensi che risponderle servirebbe soltanto a offrirle altro materiale per prenderti in giro, puoi anche non rispondere. Il confine vale anche senza un discorso di addio.
Quanto al perdono, lascia che abbia il suo tempo.
Oggi magari senti soltanto rabbia. Puoi portare a Dio proprio quella:
«Signore, sono ferita. Aiutami a uscire da questa situazione e a non vendicarmi. Il perdono adesso faccio fatica perfino a desiderarlo: stammi vicino anche qui».
La fede non ti obbliga a esporti ancora alle loro umiliazioni. Può sostenerti mentre trovi il coraggio di allontanarti, anche se ti mancano i momenti belli, anche se una parte di te vorrebbe essere cercata proprio da loro.
Se continuano a deriderti, ti insultano o diffondono messaggi e immagini, conserva le prove e chiedi aiuto a un adulto affidabile o alla scuola. Segnalare quello che succede è un modo concreto per proteggerti. Non sei tenuta a sopportare in silenzio.
E adesso una cosa da tenere stretta: il fatto che un gruppo ti abbia trattata male non significa che tu abbia qualcosa in meno. Significa che quelle persone si sono comportate male con te.
Puoi avere un cuore buono e una porta chiusa.
E sì: quel «ma andate a quel paese» che senti dentro può diventare una decisione molto sana e molto ferma:
«Io merito rispetto. E da qui me ne vado».
Con affetto, CHIARA! 💗
Il riferimento evangelico: Matteo 5,44 ↗

