DIO, POSSO CHIEDERTI ANCHE DI INNAMORARMI?
Le cose importanti le portiamo a Dio. E quel desiderio di qualcuno con cui dividere la vita? Possiamo parlarne, con tutta la sua tenerezza e le sue contraddizioni.

Per gli altri chiedi salute, protezione, forza. Quando arrivi a te, abbassi quasi la voce: Dio, mi piacerebbe innamorarmi. Mi piacerebbe essere amata bene. Poi ti senti un po’ sciocca. Come se, davanti ai problemi del mondo, quel desiderio fosse troppo piccolo per entrare in una preghiera.
Eppure non stai parlando soltanto di una cena romantica. Stai pensando alla confidenza, alla presenza, a una persona con cui ridere di una cosa minuscola e dividere quelle grandi. Magari desideri un matrimonio. Magari, dopo una delusione, vuoi soltanto ritrovare la fiducia nell’idea di conoscere qualcuno.
La preghiera cristiana può accogliere anche questo. Il desiderio di amare non richiede di essere nascosto dietro parole più solenni.
Puoi dire a Dio quello che desideri davvero
Il Catechismo, parlando della preghiera di domanda, descrive un rapporto nel quale la persona si rivolge a Dio riconoscendo il proprio bisogno. Nel Padre nostro, Gesù insegna a chiedere anche il pane quotidiano: la vita concreta entra nella preghiera.
Pregare per trovare amore non significa quindi presentare una richiesta fuori luogo. Puoi parlare della solitudine, della speranza, del desiderio di una famiglia. Puoi anche riconoscere le parti meno ordinate: il confronto con le amiche, la paura che sia troppo tardi, il fastidio davanti all’ennesima domanda sulle tue relazioni.
Non occorre sistemare tutte queste emozioni prima di pregare. Puoi cominciare proprio da come stai. Anche con una frase impacciata, detta mentre torni a casa e nessuno ti sente.
L’altra persona resta libera
C’è però una distinzione importante. Chiedere di incontrare un amore buono è diverso dal pretendere che una persona precisa ricambi il nostro sentimento. L’altro non è il risultato di un percorso spirituale riuscito.
Se qualcuno ha detto no, la preghiera non autorizza a insistere, controllare o interpretare ogni gesto come la prova che in fondo vi appartenete. Puoi affidare a Dio la tua delusione e rispettare quella libertà. Anche quando fa male.
Una novena, una devozione o una preghiera condivisa non garantiscono un fidanzamento entro una certa data. Diffidare di una promessa del genere è ragionevole. La tradizione cattolica distingue la fiducia in Dio dalla superstizione, che attribuisce efficacia quasi automatica a pratiche o formule.
L’attesa non è una bocciatura
Forse conosci il consiglio: quando smetterai di cercarlo, arriverà. Suona rassicurante, ma nessuno può saperlo. E per chi aspetta da tempo può diventare un’altra accusa: allora sto desiderando troppo, sto facendo qualcosa di sbagliato.
Essere single non dimostra che preghi male. Non misura quanto sei amabile. E incontrare una persona non è la ricompensa per chi ha imparato a essere abbastanza serena. Le storie umane sono più complesse di un premio assegnato al momento giusto.
Nella visione cristiana, la dignità personale non dipende dallo stato sentimentale. La tua vita possiede relazioni, responsabilità, possibilità di dono e gioia già adesso. Puoi desiderare una coppia senza descrivere tutto ciò che vivi come una sala d’attesa.
Pregare può cambiare le domande che ti fai
Invece di chiedere soltanto quando arriverà qualcuno, puoi domandare anche che cosa cerchi davvero in un legame. Desideri una presenza con cui costruire, oppure l’urgenza di non sentirti esclusa ti porta ad accettare chiunque ti scelga?
Non c’è bisogno di rispondere in modo impeccabile. Puoi guardare i comportamenti: questa persona rispetta i tuoi tempi? Puoi esprimere un disaccordo? Ti senti libera di mantenere amicizie e interessi? Il futuro che racconta corrisponde a ciò che fa oggi?
La preghiera può accompagnare questa attenzione. Il discernimento resta necessario anche quando un incontro sembra meraviglioso. Sentire un’emozione forte non rende superfluo conoscere una persona nel tempo.
La vita può aprirsi con gesti molto normali
Se desideri conoscere qualcuno, puoi frequentare ambienti in cui stai bene, accogliere un invito, proporre un’uscita, usare strumenti di incontro con prudenza. Non devi aspettare un segno straordinario per prendere un’iniziativa rispettosa.
E puoi proteggerti dalle conversazioni che trasformano ogni pranzo di famiglia in un aggiornamento sulla tua situazione sentimentale. Una risposta possibile è: se ci sarà qualcosa che vorrò raccontare, lo farò io. Nel frattempo mi farebbe piacere parlare anche di altro.
Desiderare amore non significa consegnare a tutti il diritto di commentare la tua attesa. Puoi custodire questa parte di te con discrezione, senza vergognartene.
Una preghiera possibile, senza promesse sul finale
Signore, conosci il mio desiderio di amare e di essere amata. Aiutami a incontrare gli altri con sincerità, a rispettare la loro libertà e a custodire la mia. Dammi lucidità davanti a ciò che ferisce e coraggio davanti a ciò che può crescere. Accompagnami anche oggi, nella vita che ho già tra le mani. Amen.
Sono parole originali di CHIARA!, che puoi adattare. Dopo averle dette non devi dimostrare di essere improvvisamente tranquilla. Puoi continuare a desiderare, a vivere, a conoscere. Con la speranza aperta e il tuo valore già intero.


