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DIO, MI SENTI?

DIO, PERCHÉ NON MI PIACE IL MIO CORPO?

La fotografia era bella. C’erano le tue amiche, una luce calda, una sera che avresti voluto ricordare. Tu però hai ingrandito subito quel punto. Poi hai chiesto di rifarla. E nella seconda immagine hai trovato qualcos’altro da correggere.

Una donna con fiori tra i capelli guarda il proprio riflesso in uno specchio: fotografia di Tiko Giorgadze.

Ci sono giorni in cui il corpo sembra arrivare prima di tutto il resto: davanti alla voce, alle cose che sappiamo fare, persino alla gioia di esserci. Se ti succede, forse una frase come «ma sei bellissima!» non riesce ad arrivare dove fa male. E puoi ritrovarti a pensare: Dio, se mi hai voluta tu, perché faccio così fatica a guardarmi?

Questa domanda può entrare nella preghiera

Non devi presentarti a Dio già riconciliata con ogni centimetro di te. Puoi portargli il fastidio, il confronto continuo, la stanchezza di sentirti osservata. Anche l’imbarazzo di parlarne quando fuori ci sono problemi che sembrano più grandi.

Il dolore legato all’immagine di sé non diventa frivolo soltanto perché riguarda lo specchio. E non si risolve misurando quanto dovresti essere riconoscente. Può avere una storia lunga: commenti ricevuti, cambiamenti del corpo, malattia, età, paragoni diventati automatici.

Pregare può cominciare da una frase molto semplice: oggi mi guardo con durezza e non so come smettere. Non è una formula da ripetere per ottenere subito serenità. È un modo per non nascondere più questa parte della tua vita.

Il corpo ha dignità anche quando non ti convince

Il Catechismo, ai numeri 362–365, parla della persona come unità di corpo e anima e riconosce al corpo la dignità di immagine di Dio. Non è un involucro meno importante della parte spirituale. Riguarda te, tutta intera.

Questa convinzione non equivale a dire che ogni giorno debba piacerti il tuo aspetto. La dignità non dipende dal giudizio che riesci a formulare stamattina. Rimane anche quando non ti senti desiderabile, quando una cicatrice ti colpisce, quando il corpo cambia più velocemente di quanto tu riesca ad accettare.

Nel Salmo 139 il credente contempla con stupore la propria esistenza conosciuta da Dio. Possiamo sostare davanti a quelle parole senza trasformarle in un ordine a sentirci meravigliose. La gratitudine può maturare lentamente. Non serve fingere un’emozione religiosa che oggi non proviamo.

Prendersi cura senza trasformarsi in un progetto infinito

Vestirti, truccarti, muoverti, cercare cure appropriate: il desiderio di stare bene nel corpo non contraddice la fede. Anche una passione per la moda può essere gioco, espressione e piacere. La domanda nasce quando ogni gesto diventa una verifica del tuo diritto a mostrarti.

Puoi accorgerti delle conversazioni che ti lasciano peggio, delle immagini che alimentano il confronto, dei commenti sul corpo presentati come premure. Puoi dire che certi giudizi non ti aiutano. E puoi scegliere persone con cui parlare anche di ciò che vivi, non soltanto di come appari.

Christus vivit osserva quanto la cultura dell’immagine possa legare la bellezza alla giovinezza. È una pressione che attraversa età diverse. Non riguarda soltanto chi passa molto tempo sui social.

La fede può accompagnare anche una richiesta di aiuto

Se il rapporto con il corpo occupa gran parte delle tue giornate, ti porta a evitare relazioni o si intreccia con comportamenti alimentari che ti fanno soffrire, meriti un ascolto competente. Parlare con un professionista sanitario non è un fallimento spirituale. La preghiera può accompagnare quel percorso senza sostituirlo.

Per oggi non ti chiediamo di amare una fotografia. Potresti conservarla perché racconta una sera con le tue amiche. Guardare anche i loro sorrisi. Ricordarti che eri lì, dentro una relazione, con una voce e una storia.

Dio, aiutami a trattare con rispetto questo corpo anche nei giorni in cui non riesco a guardarlo con tenerezza. Fammi incontrare persone capaci di ascoltare. E accompagnami mentre imparo a esserci, senza aspettare di sentirmi perfetta.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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