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San Carlo Acutis: «Ridevamo troppo». Da Saronno ad Assisi

Il 12 ottobre 2026 ricorrono vent’anni dalla morte di San Carlo Acutis. A Saronno un compagno di scuola racconta il ragazzo dietro il santo: risate, computer e amici da aiutare. Ad Assisi proseguono le celebrazioni.

Carlo Acutis con la polo verde abbraccia un cane nero e bianco in un prato di montagna.

Il 12 ottobre è il giorno della memoria liturgica di San Carlo Acutis. Nel 2026 sono vent’anni dalla morte del ragazzo milanese, avvenuta il 12 ottobre 2006, a quindici anni. Il 7 settembre 2025 papa Leone XIV lo ha proclamato santo. Ma come era Carlo, visto da vicino? Per scoprirlo, questa volta, si parte da Saronno.

Saronno: la reliquia di San Carlo Acutis e la cassetta della posta

Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli è un gioiello del Rinascimento lombardo. Gli affreschi di Bernardino Luini decorano l’abside, il presbiterio e l’anti-presbiterio; Gaudenzio Ferrari ha dipinto nella cupola gli angeli musicanti. Le attribuzioni sono documentate nella scheda culturale di UPEL.

Il santuario custodisce una reliquia di Carlo Acutis e dal 4 al 7 settembre 2026 gli ha dedicato quattro giornate, “Grazie Carlo!”, per il primo anniversario della canonizzazione. Accanto alla devozione c’è un gesto semplice: lasciare un’intenzione nella cassetta della posta dedicata a Carlo.

Nell’agosto 2026, alcuni giovani scout di Białystok, in Polonia, hanno pregato davanti alla reliquia e imbucato i propri messaggi. A ottobre don Massimiliano ha ricordato quei ringraziamenti: segni della devozione dei fedeli, da custodire nel loro valore personale.

Federico Oldani racconta San Carlo Acutis: un compagno, prima di tutto

Il 10 ottobre 2026, il diacono Massimo Tallarini ha incontrato Federico Oldani, compagno di Carlo alle medie e oggi ingegnere aerospaziale. Nei suoi ricordi tornano giochi, computer e Formula 1: il tempo di un’amicizia fra ragazzi.

«Io e lui siamo stati buttati fuori da una classe perché ridevamo troppo», ricorda Oldani. La fede restava sullo sfondo delle loro conversazioni. Carlo si faceva conoscere soprattutto attraverso la disponibilità verso chi gli stava vicino.

Federico ricorda i mercoledì dedicati da Carlo ad aiutare un compagno nello studio e una telefonata prima dell’esame, per ripassare la tesina e allentare la tensione. Ricorda anche la sua preoccupazione davanti a una persona senza dimora: Carlo si domandava come riuscire ad aiutare tutti.

L’ultimo invito riguardava un computer. Federico aveva comprato un Mac su consiglio di Carlo e lo aveva invitato a casa propria per mostrarglielo. Poi arrivarono la malattia, il ricovero e l’impossibilità di visitarlo. Alla veglia funebre la perdita diventò reale.

Oldani tiene distinto il proprio ricordo personale dalla devozione pubblica per Carlo. Quando gli chiedono se lo senta soprattutto come santo o come amico, la sua risposta è: «È rimasto l’amico».

Assisi: il Santuario della Spogliazione e la festa del 12 ottobre

Dal 6 aprile 2019 le spoglie di Carlo riposano nel Santuario della Spogliazione di Assisi. La tomba si trova nella navata destra, come indica il sito ufficiale dell’Associazione Carlo Acutis. È un luogo di preghiera che continua ad accogliere pellegrini da molti Paesi.

Nel comunicato del 30 settembre 2026, la responsabile dell’ufficio stampa del santuario Marina Rosati ha riferito oltre 1,7 milioni di presenze dal luglio 2025.

Per il ventesimo anniversario della morte, il programma ufficiale prevede quattro giorni di celebrazioni, dal 9 al 12 ottobre 2026. Per l’11 ottobre alle 10 era annunciata la Messa presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, con diretta su Canale 5. Per il 12 ottobre alle 18 è in programma la Messa presieduta dal vescovo Felice Accrocca. Gli orari e le celebrazioni sono riportati dal portale turistico ufficiale Visit Assisi e dalla diocesi.

San Carlo Acutis, oltre la festa: il valore dell’amicizia

La risposta di Federico ci riporta alle persone, prima degli slogan. Per chi gli è stato accanto, Carlo resta il compagno con cui ridere, studiare e parlare di computer. Per chi lo prega, è anche un esempio di fede vissuta nelle giornate normali. Le due prospettive possono incontrarsi senza confondersi.

Un pomeriggio regalato a un compagno in difficoltà. Una telefonata prima di un esame. L’attenzione a chi dorme per strada. Sono gesti che possiamo provare a portare nelle nostre vite, senza aspettare una ricorrenza speciale.

Papa Francesco, nel numero 106 di Christus vivit, riprende il pensiero di Carlo sugli originali e le fotocopie. È un invito a non lasciarsi rendere tutti uguali: anche un’amicizia, custodita nel tempo, racconta qualcosa di irripetibile.

Come ricordare San Carlo Acutis

Una preghiera breve: «San Carlo, tu che hai saputo restare originale e amico di tutti, insegnaci a vivere ogni giorno vicini a Gesù e a chi ci sta accanto. Amen». Preghiera scritta dalla redazione di CHIARA!, non una citazione di Carlo.

Quando si festeggia San Carlo Acutis?

La sua memoria liturgica è il 12 ottobre, giorno della morte nel 2006. Nel 2026 ricorre il ventesimo anniversario.

Dove è sepolto San Carlo Acutis?

Le sue spoglie riposano dal 6 aprile 2019 nel Santuario della Spogliazione di Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore.

Dove si trova la reliquia di Carlo Acutis a Saronno?

Al Santuario della Beata Vergine dei Miracoli. Per conoscere modalità di visita e iniziative in corso, consulta i canali del santuario.

Quando è diventato santo Carlo Acutis?

È stato canonizzato da papa Leone XIV il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro, insieme a Pier Giorgio Frassati.

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La festa di Carlo Acutis — videogiornale diocesano del 14 ottobre 2026
Fonte: Diocesi di Assisi ↗

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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