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SANTA RITA: PRIMA DELLE ROSE, UNA PACE DA CONQUISTARE!

La conosciamo come la santa dei casi impossibili. Ma prima di tutto è stata figlia, moglie, mamma e vedova a Roccaporena.

Santa Rita da Cascia, dipinto di Antonio de Torres, circa 1720.

Prima delle rose c’è una famiglia. Margherita Lotti, che tutti conosciamo come Rita, nasce a Roccaporena, vicino a Cascia. Sull’anno, però, le fonti non sono d’accordo: 1371 o 1381? Il Dicastero delle Cause dei Santi considera più probabile la prima data. Anche le storie più famose hanno i loro piccoli misteri.

Fermare la vendetta

Rita sposa Paolo di Ferdinando di Mancino e ha due figli, Giangiacomo e Paolo Maria. Poi il marito viene assassinato, in un clima di rivalità tra famiglie e fazioni politiche. Il rischio è che i figli vogliano vendicarlo. Le biografie raccontano tutto l’impegno di Rita per spezzare quella catena di odio.

Anche i figli muoiono giovani. Il santuario parla di una malattia, forse la peste o un’altra infermità, senza una diagnosi certa. Nelle sue preghiere, raccontano le fonti, Rita esprime la paura che diventino assassini: non certo il desiderio di perderli.

Una nuova stagione

Vedova e senza figli, Rita entra nel monastero agostiniano di Cascia. Figlia, moglie, madre, vedova, religiosa: Giovanni Paolo II ha invitato a conoscere tutte queste stagioni della sua vita, e non solo i prodigi attribuiti alla sua intercessione.

La rosa chiesta in pieno inverno e la spina sulla fronte fanno parte della devozione che ne custodisce la memoria. Rita non ha lasciato scritti: la sua voce arriva fino a noi solo attraverso testimonianze e biografie. Quindi, se sui social trovi una «sua» frase, controlla da dove viene prima di condividerla!

Che cosa chiediamo ai «casi impossibili»?

La invochiamo con devozione e speranza, portandole anche le situazioni che ci sembrano senza uscita. Il suo culto è cresciuto dalle testimonianze locali fino al riconoscimento della Chiesa: Rita è stata proclamata santa il 24 maggio 1900.

La sua festa è il 22 maggio. Una cosa però va detta chiaramente: la sua ricerca di pace non chiede a chi subisce violenza di restare in pericolo. Perdono, protezione e giustizia possono stare insieme, e la storia di una santa non deve mai diventare un peso in più per chi soffre.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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