SANTA GIANNA BERETTA MOLLA: CAMICE, SCI E LETTERE D’AMORE!
Medico, volontaria, sportiva, moglie e mamma. La vita di Gianna ha tanti capitoli: vale la pena leggerli tutti, prima dell’ultimo.

Di giorno in ambulatorio, nel tempo libero in montagna. Gianna aveva più di una passione. La biografia vaticana ricorda il suo lavoro con mamme, bambini, anziani e persone povere, ma anche l’amore per lo sci e l’alpinismo. Dettagli che ce la fanno conoscere ben oltre il racconto della sua ultima gravidanza.
Una dottoressa in Lombardia
Nasce a Magenta il 4 ottobre 1922. Si laurea in medicina a Pavia nel 1949 e l’anno dopo apre un ambulatorio a Mesero. Nel 1952 si specializza in pediatria a Milano. E accanto alla professione trova il tempo per l’Azione Cattolica e il servizio nella San Vincenzo.
Il 24 settembre 1955 sposa Pietro Molla e arrivano Pierluigi, Mariolina e Laura. Durante la canonizzazione del 2004, Giovanni Paolo II cita anche una sua lettera al futuro marito. Nella vita di Gianna c’è una vera storia d’amore, da scoprire attraverso i documenti originali.
Quei mesi vanno raccontati con precisione
Durante la quarta gravidanza le viene diagnosticato un fibroma all’utero. Il 6 settembre 1961 viene operata all’ospedale San Gerardo di Monza e la gravidanza va avanti. Il 21 aprile 1962 nasce Gianna Emanuela; Gianna muore il 28 aprile, a trentanove anni. Secondo la cronologia del sito a lei dedicato, la causa è una peritonite settica dopo il parto.
Dire che «rifiutò ogni cura» non è corretto: cancellerebbe l’intervento e tutti i tentativi di salvare mamma e figlia. La Chiesa ricorda la sua scelta di proteggere la bambina, ma la storia conserva anche l’operazione, la nascita e le complicazioni, senza confonderle.
Gianna viene proclamata santa il 16 maggio 2004 e la ricordiamo il 28 aprile. La sua vita non indica ad altre donne quali decisioni mediche prendere: ogni gravidanza ha bisogno di medici preparati e di scelte informate. E per conoscerla davvero, torna anche al suo camice, al volontariato e alle sue montagne.


