SANTA FAUSTINA: DALLA CUCINA DEL CONVENTO A UN’IMMAGINE CHE HA FATTO IL GIRO DEL MONDO!
Un diario, due raggi di luce e tanti lavori di tutti i giorni. La storia della Divina Misericordia comincia da una ragazza di nome Helena.

Cuoca, giardiniera, portinaia. Gli incarichi di suor Faustina Kowalska hanno il ritmo delle giornate più normali. Eppure oggi il suo nome è legato a un’immagine di Gesù conosciuta in tutto il mondo, quella con due raggi che partono dal petto. Tra le pentole e quel dipinto c’è una storia tutta da scoprire.
Helena, terza di dieci figli
Nasce il 25 agosto 1905 a Głogowiec, un villaggio della Polonia. Va a scuola appena per circa tre anni e, da ragazzina, lavora presso alcune famiglie per aiutare anche i genitori. Nel 1925 entra a Varsavia nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Vive in diverse case, tra cui Płock, Vilnius e Cracovia.
Il quadro? Non l’ha dipinto lei
Nel suo Diario racconta una visione del 22 febbraio 1931, a Płock: Gesù vestito di bianco, con la mano alzata e due raggi, uno rosso e uno pallido. Nel 1934, a Vilnius, il pittore Eugeniusz Kazimirowski dipinge la prima immagine seguendo le sue indicazioni, con l’aiuto del sacerdote Michał Sopoćko. Le versioni di Adolf Hyła arriveranno più tardi.
Giovanni Paolo II ha letto quei raggi come il sangue e l’acqua usciti dal costato di Cristo, segno del Battesimo e dell’Eucaristia. Ricapitolando: il quadro dà forma al racconto di Faustina, ma il pennello era in mano a un altro.
Misericordia, anche con gli altri
La sua proposta unisce due cose: fidarsi di Dio ed essere misericordiosi con gli altri. La coroncina e la preghiera delle tre del pomeriggio fanno parte di questa devozione. E nel 2000 la seconda domenica di Pasqua diventa ufficialmente la Domenica della Divina Misericordia.
Faustina muore il 5 ottobre 1938, a trentatré anni, e viene proclamata santa nel 2000. La sua memoria è il 5 ottobre. Una precisazione importante: il Diario racconta rivelazioni private, che secondo il Catechismo non completano né sostituiscono la rivelazione di Cristo.


