SAN GIUSEPPE: NON DICE UNA PAROLA, MA FA TUTTO!
Quattro sogni, una fuga nella notte e una famiglia da proteggere. Nei Vangeli Giuseppe non parla mai: agisce.

Accoglie Maria. Dà il nome a Gesù. Parte per l’Egitto, torna, sceglie Nazaret. Nei Vangeli Giuseppe non pronuncia nemmeno una battuta, eppure ogni sua azione cambia la vita della sua famiglia. Per conoscerlo, allora, basta seguire i suoi verbi.
Quello che sappiamo davvero
Matteo lo presenta come un uomo giusto, discendente di Davide. Luca racconta Betlemme, Nazaret e il pellegrinaggio a Gerusalemme. Non sappiamo quando sia nato né quanti anni avesse al matrimonio. Il suo mestiere di solito si traduce con «falegname», ma la parola greca tekton indica un artigiano e può comprendere anche altri lavori manuali.
Una notte cambia tutti i piani
Nel primo capitolo di Matteo, Giuseppe pensa di separarsi da Maria in silenzio, senza esporla davanti a tutti. Poi un angelo gli parla in sogno: lui prende Maria con sé e dà il nome al bambino. Nella lettera Patris corde del 2020, papa Francesco riflette proprio su questa paternità fatta di accoglienza e responsabilità.
Nel secondo sogno arriva l’allarme: Erode è un pericolo e Giuseppe deve partire con il bambino e sua madre. Il Vangelo racconta la fuga in Egitto, senza descriverne le tappe. Dopo la morte di Erode, un altro sogno annuncia il ritorno. Ma c’è Archelao, e dopo un nuovo avvertimento la famiglia si dirige verso la Galilea, a Nazaret.
Anche loro hanno perso di vista un figlio
Luca racconta la scena di Gesù dodicenne che resta a Gerusalemme. Maria e Giuseppe lo cercano in pensiero e poi tornano tutti insieme a Nazaret. È un episodio che porta dentro la Santa Famiglia anche ansie, domande e incomprensioni. Proprio come nelle nostre famiglie.
Hai presente i quadri della fuga in Egitto? La prossima volta confrontali con il racconto di Matteo: paesaggi, vestiti e animali dicono molto anche della fantasia del pittore. Vangelo e arte sono due modi diversi, e bellissimi, per entrare nella stessa scena.
San Giuseppe si festeggia il 19 marzo, mentre il 1° maggio è la festa di san Giuseppe lavoratore. Nel 1870 viene proclamato patrono della Chiesa universale. Nei Vangeli la sua storia occupa poche righe: vale la pena leggerle con calma.


