SANTI, NON PERFETTI: LA NOTTE DEI SANTI PER CHI SI SENTE FUORI POSTO
La Notte dei Santi del 31 ottobre a Milano e Pavia è conclusa. L’articolo conserva la proposta annunciata per gli adolescenti tra incontri, musica e preghiera, senza attribuire esiti non documentati.

La parola “santo” può far pensare a qualcuno lontanissimo: sempre paziente, sempre capace di scegliere bene, con una risposta pronta perfino nei giorni difficili. E allora viene spontaneo tirarsi fuori. Io? Con quel messaggio a cui non ho risposto, la rabbia di ieri e tutte le cose che non riesco a sistemare?
Il titolo di uno degli incontri in programma a Pavia il 31 ottobre, “Santi, non perfetti”, apre uno spiraglio proprio lì. Nella distanza tra la persona che vorremmo essere e quella che ci ritroviamo a essere quando siamo stanche, confuse, poco generose. Una distanza che merita di essere attraversata, invece di diventare una condanna.
La Notte dei Santi arriva a Sant’Ambrogio
Sabato 31 ottobre 2026, alla vigilia di Ognissanti, la Fom propone a Milano la Notte dei Santi nel complesso della basilica di Sant’Ambrogio. Gli adolescenti degli oratori sono invitati a interrogarsi sulla gioia del Vangelo e sul modo in cui prende forma nei rapporti di ogni giorno.
Il percorso comprende un laboratorio, la preghiera con l’Arcivescovo o uno dei vescovi ausiliari e un momento di festa nell’oratorio. Per i gruppi sono indicate partenze alle 19, alle 20 e alle 21; l’esperienza dura circa due ore. Per disponibilità e modalità di partecipazione il riferimento resta il proprio oratorio o la pastorale giovanile.
La basilica offre un luogo concreto in cui incontrarsi. E forse è proprio questa la prima cosa bella: uscire dalla propria stanza, arrivare con le proprie domande e accorgersi che ci sono altri ragazzi disposti a farle. Senza dover dimostrare di avere già una fede ordinata e senza esitazioni.
A Pavia si comincia con Agostino
Il programma pubblicato dalla Diocesi di Pavia fissa il ritrovo alle 19 davanti a San Pietro in Ciel d’Oro. Don Matteo Zambuto accompagna i ragazzi alla scoperta di sant’Agostino attraverso parole e musica. Il percorso prosegue a San Francesco con don Claudio Burgio, cappellano del carcere minorile Beccaria, per l’incontro dedicato a fragilità, errori e possibilità di ricominciare.
Seguono la preghiera con il vescovo Corrado Sanguineti e, alle 21.15, l’apericena all’Oratorio del Carmine. L’iniziativa è rivolta ai gruppi di adolescenti: per unirsi al percorso conviene contattare gli organizzatori o il proprio gruppo parrocchiale prima di mettersi in viaggio.
Musica, ascolto, qualcosa da mangiare insieme. Sono gesti familiari, capaci di dare spazio anche a conversazioni che altrove facciamo fatica a iniziare. Che cosa me ne faccio dei miei errori? Come si chiede aiuto? E come si torna a fidarsi dopo una delusione?
Quel “non perfetti” può fare bene anche agli adulti
Non significa che ogni scelta sia indifferente, o che basti sentirsi a posto. Gli errori possono ferire e qualche volta chiedono una riparazione concreta. Ma riconoscerli è diverso dal convincersi di essere sbagliate per sempre. La possibilità di cambiare ha bisogno di qualcuno che continui a guardarci come persone capaci di farlo.
Questa è anche una domanda per gli adulti che accompagnano gli adolescenti. Quando un ragazzo sbaglia, gli lasciamo uno spazio per raccontarsi? Riusciamo a correggerlo senza ridurlo al suo gesto peggiore? Non servono risposte facili per prendere sul serio queste domande. Serve tempo, e una presenza che non sparisca appena la relazione diventa faticosa.
Una serata non risolve tutto. Può però offrire un incontro da cui ripartire, una frase che rimane, il nome di una persona a cui rivolgersi. A volte una comunità comincia a essere riconoscibile proprio così: sai a chi scrivere quando le cose vanno male.
Una vigilia da vivere senza fare la guerra alle zucche
Per raccontare questa proposta non occorre trasformare ogni festa di Halloween in un avversario. Si può spiegare che cosa si offre, lasciando a chi legge la libertà di avvicinarsi. La vigilia di Ognissanti è un’occasione per dare un volto a una parola che rischia di restare chiusa nei libri di catechismo.
Il 1° novembre la Chiesa celebra Tutti i Santi. Il programma della vigilia proponeva incontri e storie di santità, nei luoghi in cui ci si ritrova. Le date di questa edizione sono concluse.
E se nella tua città non c’è una serata organizzata?
Puoi chiedere alla tua parrocchia quali appuntamenti siano previsti, oppure scegliere un gesto piccolo e possibile. Cercare la storia di un santo che conosci soltanto di nome. Pregare per una persona con cui fai fatica. Telefonare a qualcuno che hai lasciato troppo a lungo in attesa.
Non sono le prove da superare per sentirsi migliori a fine giornata. Sono modi per dare una direzione al desiderio di bene che magari senti, senza sapere bene da dove cominciare. Anche una riconciliazione ha un primo messaggio; anche una preghiera può iniziare con “non so che cosa dirti”.
“Santi, non perfetti” ci piace perché lascia la porta aperta. C’è posto per chi cerca con convinzione e per chi arriva pieno di dubbi. Per chi ha una storia da raccontare e per chi, quella sera, preferisce ascoltare.


