Tutti i colori della vita. Dio nel cuore.

SANTO CIELO!

ANCHE UN PAPA ANDAVA IN VACANZA. E TU RIESCI A STACCARE?

Il pomeriggio è libero. Tu, però, stai già cercando qualcosa da sistemare. Giovanni Paolo II fra le montagne ci lascia una domanda sul tempo che ci concediamo.

La Maison-musée Jean-Paul II a Les Combes d’Introd, in Valle d’Aosta, fotografata nel 2010.

Il computer è chiuso, ma tu stai ancora lavorando. Ripensi a quella risposta, controlli se è arrivata una notifica, ti ricordi una cosa da fare lunedì. Avevi immaginato un pomeriggio libero. Adesso che ce l’hai, quasi non sai dove metterlo.

A volte riposare mette più in difficoltà che avere un impegno. Se qualcuno ti chiede cosa hai fatto, vorresti poter elencare almeno tre cose utili. Una passeggiata senza meta sembra una risposta troppo piccola. Stare seduta a guardare fuori, poi, ti pare quasi di doverlo giustificare.

Eppure anche nella vita di un papa c’era il tempo delle vacanze. In vista della memoria di san Giovanni Paolo II, il 22 ottobre, fermiamoci su un’immagine diversa dalle grandi piazze: un soggiorno fra le montagne della Valle d’Aosta, con spazio per il silenzio.

Les Combes, una domenica del 2004

L’11 luglio 2004 Giovanni Paolo II recitò l’Angelus a Les Combes. Ringraziò chi rendeva sereno il soggiorno suo e dei collaboratori e parlò della quiete della montagna. Nel testo ricordò quanto le molte occasioni di comunicazione e informazione potessero lasciare poco spazio al raccoglimento. Presentò le vacanze anche come un tempo per coltivare la vita interiore.

Questo è il punto documentato da cui partiamo. La riflessione che segue riguarda invece le nostre giornate: che cosa succede quando abbiamo sempre qualcosa da ricevere, leggere, risolvere? Riusciamo ancora a lasciare una domanda aperta, senza riempire immediatamente il silenzio?

Forse riconosci quella scena: sei davanti a un panorama bellissimo, scatti la foto, la mandi, aspetti una risposta. Quando alzi gli occhi, ti accorgi di aver guardato più a lungo lo schermo. Non devi rimproverarti per la fotografia. Puoi semplicemente restare lì ancora un po’.

Il riposo non ha bisogno di una prestazione finale

Puoi rientrare da una passeggiata senza aver avuto un’idea brillante. Puoi leggere dieci pagine e dimenticare l’ora. Puoi trascorrere un pomeriggio con qualcuno senza trasformarlo in un’occasione per affrontare tutti i problemi rimasti in sospeso.

Anche le persone che ami possono incontrarti in un modo diverso quando non stai coordinando ogni minuto. Magari cominciate parlando del pranzo e finite per raccontarvi una cosa che vi mancava. Magari restate tranquille. Non ogni incontro deve produrre una confidenza importante per essere tempo condiviso.

Questo vale anche nel rapporto con Dio. Un momento di raccoglimento può contenere una lettura del Vangelo, una preghiera conosciuta, una domanda tua. Puoi arrivarci con pensieri sparsi. Se il silenzio non ti riesce subito, non significa che tu abbia sbagliato anche il riposo.

E se una vacanza adesso non puoi permettertela?

Ci sono vite in cui trovare tempo libero richiede un’organizzazione enorme. Lavori, assistenza a una persona cara, figli, spese da affrontare: non basta suggerire di spegnere il telefono. A volte quel telefono deve restare acceso proprio perché qualcuno potrebbe aver bisogno.

Per questo una riflessione sul riposo deve avere riguardo per le possibilità reali. Un viaggio e dieci minuti al sole non sono la stessa cosa. Entrambi, però, possono farci riconoscere un bisogno che merita ascolto. Chi si prende cura degli altri ha bisogno, a sua volta, di persone con cui dividere qualcosa.

Potresti chiedere un cambio preciso, se c’è qualcuno disponibile. Oppure proteggere un piccolo intervallo che esiste già: il tragitto a piedi, la pausa dopo pranzo, qualche minuto prima di rientrare. Il suo valore non dipende dalla bellezza del luogo in cui ti trovi.

Una pausa abitata, con il tuo nome

Prova a immaginare un tempo che desideri davvero. Non quello che sarebbe bello mostrare. Forse è fare due passi con un’amica, forse ascoltare musica, forse andare in chiesa quando è tranquilla. Forse, per oggi, è sederti e basta.

Puoi scegliere anche che cosa lasciare fuori per un po’. Una conversazione di lavoro che può aspettare, un controllo ripetuto delle notifiche, la pretesa di rispondere a tutto immediatamente. Se hai responsabilità condivise, parlarne con chi ti sta accanto rende quella pausa più concreta e possibile.

La quiete di Les Combes non va trasformata in una ricetta per avere giornate serene. La vita continua a portare impegni e preoccupazioni. Quella pagina di Giovanni Paolo II ci invita però a prendere sul serio lo spazio interiore, che facilmente finisce sempre dopo tutto il resto.

Oggi potresti partire da una cosa piccola: concederti il tempo di finire il caffè sentendone il sapore. Guardare davvero la persona con cui sei. Restare ancora due minuti davanti a quel panorama. Senza dover dimostrare, al ritorno, che ne sia valsa la pena.

San Giovanni Paolo II nel Calendario dei santi

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

TI POTREBBE PIACERE