HALLOWEEN E FEDE: PARLIAMONE SENZA PAURA!
Una sera per travestirsi, un dolce da condividere e la solita discussione che torna ogni ottobre: chi crede può festeggiare Halloween? Proviamo a parlarne con curiosità e un po’ di leggerezza, lasciando a ogni famiglia il proprio modo di vivere questi giorni.

La tua amica ha già scelto il film. Tuo figlio vuole vestirsi da vampiro. Tu, a dire la verità, avevi soprattutto voglia di una scusa per preparare una torta al cioccolato. Poi apri i social e scopri che anche quest’anno Halloween è diventato un esame: da una parte chi lo difende a ogni costo, dall’altra chi sembra chiederti di giustificare perfino una zucca sul balcone.
Possiamo fare un respiro? Il dubbio di chi crede merita una risposta chiara: una festa con costumi e dolcetti può convivere con la fede cattolica. A fare la differenza sono le attività proposte e il significato che diamo loro.
Che cosa dice davvero il Catechismo?
Per capire la posizione cattolica bisogna partire dal primo comandamento: la fiducia e l’adorazione che il credente rivolge a Dio.
Il Catechismo affronta tre questioni precise.
La superstizione. Al numero 2111 mette in guardia dall’attribuire un’efficacia magica a gesti o oggetti. Può succedere perfino con una preghiera, quando la trattiamo come una formula che dovrebbe funzionare automaticamente, dimenticando la fede e la disposizione del cuore.
La divinazione. Il numero 2116 respinge il ricorso a medium, l’evocazione dei morti e le pratiche con cui si pretende di conoscere il futuro. Il motivo riguarda il desiderio di controllare ciò che ci aspetta attraverso presunte potenze nascoste. Al numero precedente, il 2115, l’atteggiamento cristiano viene indicato nella fiducia nella provvidenza di Dio.
La magia e la stregoneria. Il numero 2117 condanna le pratiche con cui si pretende di mettere potenze occulte al proprio servizio o di ottenere un potere soprannaturale sugli altri. Precisa che neppure uno scopo apparentemente buono, come procurare la salute, le rende accettabili.
E questo che cosa c’entra con Halloween?
Questi paragrafi non esprimono un giudizio su una festa chiamata Halloween: spiegano quali pratiche il cattolicesimo rifiuta e perché.
Per valutare un’attività, il Catechismo offre anche un altro criterio: considerare che cosa si sceglie di fare, con quale intenzione e in quali circostanze. Sono i tre elementi indicati al numero 1750.
Tutti e tre contano. Dire «Voglio soltanto divertirmi» non basta a rendere buona qualsiasi attività: il numero 1753 chiarisce che una buona intenzione non giustifica un comportamento sbagliato.
Applicare questi principi a una serata significa quindi conoscerne il programma e valutare le attività concrete. È un ragionamento che deriva dall’insegnamento del Catechismo; non una sua dichiarazione specifica sui costumi, sulle zucche o su Halloween.
Sorpresa: Halloween e Ognissanti hanno un legame
Il nome Halloween deriva da All Hallows’ Eve: la vigilia di Tutti i Santi. Già nel nome, dunque, c’è un filo che lega il 31 ottobre a Ognissanti, il 1° novembre, e alla commemorazione dei fedeli defunti, il 2.
Questo non significa che ogni usanza di oggi sia nata in chiesa. Nel tempo si sono intrecciate tradizioni popolari, ricorrenze religiose e abitudini commerciali. Perfino alcuni racconti sulle origini sono discussi: lo storico Ronald Hutton ha riesaminato criticamente, in uno studio del 2024, le prove alla base della descrizione di Samhain come antico capodanno celtico e grande festa dei morti.
La storia, insomma, ha più sfumature dei post che promettono di spiegarla in tre righe. E conoscerla può essere molto più interessante che usarla per vincere una discussione.
Ma quando è arrivato Halloween in Italia?
«Quando eravamo piccoli, noi non lo festeggiavamo». Se ti riconosci in questa frase, il motivo c’è: la diffusione dell’Halloween che conosciamo oggi è relativamente recente. In Italia comincia a prendere piede negli anni Novanta e si consolida negli anni Duemila. Non esiste un giorno preciso in cui tutto il Paese abbia cominciato a festeggiarlo: è stato un cambiamento graduale, vissuto in modo diverso secondo i luoghi e le generazioni.
Prima lo abbiamo conosciuto attraverso gli schermi. Film e televisione ci hanno reso familiari le zucche illuminate, i bambini mascherati e le porte a cui bussare per chiedere dolci. La cultura statunitense ha fatto viaggiare queste immagini ben oltre i suoi confini. Anche le lezioni d’inglese hanno contribuito a far conoscere la ricorrenza, insieme alla lingua e alle abitudini dei paesi anglofoni.
Poi quelle immagini hanno cominciato a diventare appuntamenti reali. Una storia concreta arriva dalla Toscana: nel 1994, a Borgo a Mozzano, nasce Halloween Celebration. Gli organizzatori raccontano che Patrizio De Servi, tornato da New York, propose a Stefano Nannizzi di portare una festa di Halloween nel territorio lucchese. Un esempio di come un’esperienza vista all’estero possa trasformarsi in un evento locale.
Il commercio ha amplificato il fenomeno. Costumi, decorazioni e dolci hanno reso la festa sempre più visibile e facile da organizzare. Ma il suo successo incontra anche un desiderio semplice: avere un’occasione per travestirsi, inventare qualcosa e stare insieme. È una delle letture proposte dalle studiose di pedagogia dell’Università di Milano-Bicocca che hanno analizzato la sua diffusione.
Questo spiega perché, nella stessa famiglia, qualcuno possa dire «Da bambino non sapevo nemmeno che cosa fosse» e qualcun altro aspettare il 31 ottobre per settimane.
Le tradizioni italiane legate ai santi e ai defunti hanno invece storie proprie. I doni di novembre in Sicilia e le questue dei bambini in Sardegna ci aiutano a conoscerle: le somiglianze con “dolcetto o scherzetto” sono interessanti, ma non bastano a farne la stessa festa.
Da qui possiamo guardare questi giorni con più curiosità: capire che cosa è arrivato da fuori e riscoprire che cosa, nelle nostre famiglie, rischiavamo di dimenticare.
Anche nel mondo cattolico esistono sensibilità diverse
Nel 2018, il vescovo di Tulsa, David Konderla, invitò a ritrovare il significato della vigilia di Ognissanti, evitando l’esaltazione di superstizione e occultismo. Nel 2019, don Aldo Buonaiuto espresse pubblicamente una posizione molto critica verso il consumismo e il gusto del macabro. Due voci da ascoltare dentro una conversazione che, fra credenti, ha accenti diversi.
Sono interventi con contenuti e ruoli diversi: un documento diocesano e l’opinione di un sacerdote non diventano automaticamente una regola universale. Aiutano però a capire perché anche tra persone che condividono la stessa fede possano esserci scelte differenti.
C’è chi adora travestirsi e chi trova Halloween poco interessante. Chi organizza una cena e chi preferisce dedicare la vigilia alla preghiera. Possiamo parlarne, anche dissentire, lasciando a ciascuno lo spazio per spiegare la propria scelta.
Una festa può essere semplicemente una bella sera insieme
Un costume recuperato dall’armadio, una playlist scelta a turno, i biscotti venuti un po’ storti. Per molte persone, la parte più bella dei preparativi è già questa: avere un appuntamento, inventarsi qualcosa, ritrovarsi.
Con i bambini possiamo partire da ciò che piace a loro. Qualcuno ama i mostri buffi; qualcuno preferisce un personaggio dei cartoni. Se una maschera spaventa, si cambia gioco. Se un bambino non vuole partecipare, lo si ascolta. La festa funziona quando c’è posto anche per i gusti e i limiti degli altri.
Lo stesso vale tra adulti. Un invito può essere leggero, senza la pressione di spendere per il costume perfetto o di esserci per forza. A volte basta dire: «Vieni come sei, portiamo qualcosa e stiamo insieme». Anche il diritto di scegliere il divano merita una sua piccola tutela.
Archivio 2026: le proposte locali del 31 ottobre e 1° novembre
Le iniziative del 31 ottobre e del 1° novembre 2026 sono concluse. Qui ritrovi il programma di quell’edizione; per le prossime occasioni d’incontro, puoi seguire il calendario della tua comunità.
A Milano, piccoli investigatori cercasi. Il programma del 31 ottobre annunciava al Museo Archeologico Delitto al Museo, una visita animata per bambini e ragazzi dai 6 agli 11 anni. La data è trascorsa; informazioni, prezzo e modalità restano qui come archivio dell’appuntamento pubblicato.
A Roma, invece, si creava con le mani. Explora aveva annunciato per il 31 ottobre e il 1° novembre i laboratori Pipistrello dispettoso e Lanterna spettrale. Le date sono trascorse e la proposta resta archiviata, senza dichiarare disponibilità o risultati.
Hai voglia di una serata tra adulti, di un castello o di una gita fuori porta? Abbiamo raccolto altre proposte nelle nostre guide, divise per provincia:
👉 Halloween in Lombardia: feste, castelli e notti da brivido
👉 Halloween nel Lazio: da Roma ai borghi, scegli la tua serata
Prima di prenotare, controlla disponibilità, età consigliata e programma aggiornato. Soprattutto con i bambini, scegli pensando a ciò che diverte loro: la voglia di provare e il diritto di dire «Questo mi fa troppa paura» possono stare nella stessa famiglia.
Archivio 2026: la Festa della Luce nella vigilia di Ognissanti
Nel 2026 alcune comunità hanno annunciato feste della luce e veglie dedicate ai santi come proposta cristiana per la vigilia di Ognissanti. Le date segnalate sono trascorse; conserviamo qui i programmi pubblicati, senza trasformarli in resoconti.
Il centro è la fede: ritrovarsi per pregare, conoscere le storie dei santi, partecipare alla Messa o all’adorazione. In alcuni appuntamenti ci sono anche giochi e momenti conviviali, perché una comunità si incontra davanti all’altare e poi continua a conoscersi fuori dalla chiesa.
A Trento, la notte comincia in cattedrale. Il 31 ottobre, dalle 20.30, la Cattedrale di San Vigilio ospita la Notte di Ognissanti, Notte della Luce, con una veglia aperta a tutti e l’adorazione eucaristica, prevista indicativamente fino alle 23. Il filo conduttore è l’invito di Gesù: «Voi siete la luce del mondo». Una luce da portare poi nella vita di ogni giorno, nelle persone che incontriamo e nelle scelte che facciamo.
A Salerno, la preghiera attraversa la città. Alle 21 del 31 ottobre, la processione eucaristica Luce del mondo, presieduta dall’arcivescovo Andrea Bellandi, parte dalla chiesa di San Pietro in Vinculis, in piazza Sedile di Porta Nova, e raggiunge piazza della Libertà, dove segue l’adorazione.
Ad Amendolara Marina, in Calabria, si parte insieme ai più piccoli. La parrocchia Madonna della Salute dà appuntamento alle 17.30 del 31 ottobre in piazza Venezia. La Festa della Luce prevede una sfilata verso la chiesa e poi giochi e condivisione nell’oratorio Papa Giovanni Paolo II. L’invito è rivolto a bambini, famiglie e comunità, per riscoprire insieme la vita e l’esempio dei santi.
Se cerchi una proposta vicino a casa, guarda gli avvisi della tua parrocchia o il calendario della diocesi: potresti trovare una veglia alla quale andare con un’amica, un’attività per i bambini o una chiesa aperta dove fermarti a pregare.
Anche questo può diventare un invito da mandare sul telefono: «Ti va di venire con me?».
E poi c’è novembre, con tutti i nostri affetti
Ognissanti e il ricordo dei defunti portano con sé domande e sentimenti che meritano spazio. Per chi crede, la festa dei santi parla di vite nelle quali la fede è diventata amore concreto. Il 2 novembre raccoglie nella preghiera i nomi di chi ci manca.
Ci sono ricordi che arrivano da una ricetta, da una fotografia, da un modo di dire. Magari prepari un dolce e ti torna in mente tua nonna che correggeva le dosi a occhio. Oppure vorresti telefonare a qualcuno e, per un istante, dimentichi che quella telefonata non puoi più farla.
Possiamo lasciare spazio anche a questo, con delicatezza. Nell’Angelus del 1° novembre 2019, Francesco richiamò il legame con i nostri cari passati all’altra vita e invitò alla visita e alla preghiera al cimitero. In quel testo non nominò Halloween e non formulò un divieto generale della festa.
Una risata con gli amici, una celebrazione, un ricordo possono trovare posto in questi giorni. Ognuno porta con sé una storia diversa. Ascoltarla è già un bel modo di incontrarsi, magari davanti all’ultima fetta di torta.
Un momento per fermarsi: il video di Ognissanti
Nell’Angelus del 1° novembre 2019, Francesco parla della santità quotidiana e del legame con i nostri cari. Puoi ascoltarlo nel video d’archivio: qualche minuto per fermarti sul significato di questi giorni.
Fonte: Vatican News ↗
Prima dei sacchetti di caramelle, i «dolci dell’anima»
C’è un altro pezzo di questa storia che merita un assaggio. In Inghilterra, nei giorni intorno a Ognissanti e alla commemorazione dei defunti, esisteva il souling: le persone più povere bussavano alle porte chiedendo un’offerta. Ricevevano piccoli dolci, i soul cakes, e in cambio pregavano per i familiari defunti di chi li aveva donati.
I soul cakes compaiono nei documenti intorno al 1400, quando l’usanza era già descritta come antica. In seguito, le questue coinvolsero anche gruppi di bambini. La somiglianza con il nostro «dolcetto o scherzetto» incuriosisce, ma non basta a dimostrare una discendenza unica e diretta: le usanze moderne hanno raccolto influenze diverse.
In Sicilia, i regali arrivano anche a novembre
E poi c’è la Sicilia, dove il ricordo dei defunti ha anche i colori della pasticceria. Nella notte tra il 1° e il 2 novembre, gli adulti nascondono in casa i regali per i bambini. Nel racconto della tradizione, a portarli sono i cari scomparsi: al mattino comincia una piccola caccia al tesoro.
Nel cannistru, il cesto della festa, trovano posto frutta secca, dolci e pupi di zucchero. E naturalmente la frutta Martorana: minuscoli frutti e ortaggi modellati nella pasta di mandorle, così curati da far venire voglia di guardarli ancora un momento prima di mangiarli.
La loro storia è legata al monastero palermitano della Martorana. Una leggenda racconta che le monache avrebbero appeso agli alberi frutti di pasta di mandorle per accogliere una visita importante. Le versioni cambiano, e il racconto resta una leggenda. Viene comunque da sorridere immaginando quel giardino: un albero carico di dolci è un’invenzione capace di conquistare anche gli ospiti più solenni.
In Sardegna, si bussa per le «animeddas»
In Sardegna si bussa alle porte per is animeddas, le piccole anime. Secondo i paesi, la questua prende anche il nome di su mortu mortu o altre denominazioni locali. I bambini passano di casa in casa chiedendo doni per le anime. Nel Campidano, tra le offerte di un tempo c’erano pane di sapa, arance, melagrane e mandorle; oggi si aggiungono biscotti, caramelle e cioccolatini.
Sono tradizioni con storie proprie, che sarebbe riduttivo chiamare semplicemente «Halloween italiano». Allargano però lo sguardo: dolci, bambini, porte a cui bussare e memoria dei morti abitano anche il nostro patrimonio culturale. E forse la domanda più curiosa da portare a tavola è proprio questa: «Da voi, quando eravate piccoli, che cosa si faceva?». Potrebbe venirne fuori una storia che ancora nessuno ti ha raccontato.
FONTI E APPROFONDIMENTI
- Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2111 e 2116–2117
- Catechismo, nn. 1750–1756
- Diocesi di Tulsa, memorandum del vescovo David Konderla
- Vatican News, intervista a don Aldo Buonaiuto
- Vatican News, The Catholic roots of Halloween
- Ronald E. Hutton, The Celtic New Year and Feast of the Dead, Folklore, 2024
- Francesco, Angelus di Ognissanti
- English Heritage, What are soul cakes and what’s their link with Halloween?
- Comune di Palermo, portale del turismo: Festa dei morti
- Visit Sicily – Regione Siciliana, La frutta Martorana
- SardegnaCultura – Regione Sardegna, Il “ritorno” autunnale dei defunti
- SardegnaTurismo – Regione Sardegna, Janas e animeddas nella notte di Halloween
- Comune di Milano — Museo Archeologico, Delitto al Museo, 31 ottobre 2026
- Explora — Halloween 2026 al Museo dei Bambini di Roma
- Arcidiocesi di Trento — Notte di Ognissanti, Notte della Luce, 31 ottobre 2026
- Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno — Luce del mondo, 31 ottobre 2026
- Parrocchia Madonna della Salute — Festa della Luce ad Amendolara Marina, 31 ottobre 2026
- Università di Siena — Fabio Mugnaini, Hallowitaly (2020), scheda e abstract
- Università di Milano-Bicocca — Halloween, la festa d’importazione più amata e snobbata dagli italiani
- Ipsos — Halloween 2023: diffusione e festeggiamenti in Italia
- Halloween Celebration — storia e format della manifestazione, nata nel 1994
- Halloween Celebration Carnival 2024 — il trentennale e il racconto degli organizzatori


