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LA FEDE HA UNA VOCE

Patrizia Liuzzi: «Dio ci ama proprio nella nostra imperfezione»

Insegnante di religione, mamma di tre figli e una passione per la teologia da condividere. Con «Sposta lo sguardo», Patty porta la Bibbia sui social e racconta una fede che entra nelle giornate: nelle scoperte, nelle relazioni, anche nelle domande più difficili.

Patrizia Liuzzi

«Perché tutti si mettono in fila e tu no? Non hai fatto niente di male».

Sua figlia era piccola quando glielo ha chiesto. Andavano a messa insieme, ma al momento della Comunione Patrizia restava al suo posto. Dopo il divorzio era convinta di non potersi più accostare all’Eucaristia. Quella domanda le è rimasta nel cuore.

Aveva sentito il bisogno di tornare ad amare se stessa, ma dentro di lei quella scelta si scontrava con un’educazione cattolica molto forte. Come poteva amare il prossimo se non riusciva ad amare se stessa? E come poteva continuare ad annullarsi? «È stata una vera battaglia spirituale».

Col tempo si era allontanata anche da Dio, convinta di aver infranto una norma. L’attesa è durata circa dieci anni. Il riavvicinamento è passato dalla messa con le figlie, dagli incontri per i genitori al catechismo e dall’accoglienza di un sacerdote durante un ritiro: lì ha trovato il coraggio di aprirsi e confessarsi.

La lettura di Amoris laetitia ha dato un impulso importante alla sua ricerca. A papa Francesco lega la gratitudine per il ritorno alla Comunione e la gioia di poter ricevere di nuovo Gesù. «Siamo fatti di carne e di spirito e abbiamo bisogno anche di Gesù che si fa pane».

Se potesse parlare alla Patrizia di allora, le direbbe: «Vai avanti, perché tutto andrà bene».

Patty, con gli occhi al cielo e tanto da fare

Oggi Patrizia Liuzzi insegna religione, studia teologia e parla di fede sui social. Per chi la conosce è Patty: ama le lunghe passeggiate nelle campagne del suo paese, le stelle cadenti e gli arcobaleni. Il cielo le piace guardarlo anche durante i temporali. Camminando in mezzo alla natura si sente più vicina al creato.

È nata nel 1975. Prima ha lavorato nella segreteria aziendale, poi ha studiato grafica e comunicazione. Adesso frequenta l’ISSR di Lodi e le mancano dieci esami alla laurea. Le esperienze precedenti le tornano utili: «La segreteria mi ha dato l’ordine, la grafica l’occhio, la teologia mi sta dando il senso».

Le piace affrontare la vita con il sorriso, anche quando ci sono problemi. Rivolgere lo sguardo verso Dio è qualcosa che cerca di fare nelle sue giornate. Il nome del suo progetto, «Sposta lo sguardo», arriva anche da questa abitudine.

Quello che scopriva, voleva condividerlo

Studiando teologia ha cominciato a capire tante cose che prima dava per scontate. «Era come se Dio mi dicesse: “Ti stavo aspettando, adesso sei pronta per sapere”». Quelle scoperte le hanno fatto venire voglia di parlarne anche a chi non aveva la possibilità di studiare.

Ha pensato agli apostoli che portavano il Vangelo di paese in paese. Lei poteva cominciare dal telefono: «Oggi Dio ci ha dato i social, e i social sono le nostre piazze».

Il primo video, sulla liturgia, aveva qualche difetto che oggi ricorda bene. La musica troppo alta, alcune parti della messa mancanti e gli accappatoi appesi alla porta sullo sfondo. Aveva messo un filtro per il viso; a quello che si vedeva dietro di lei non aveva pensato.

«Dovevo ancora imparare moltissimo, sia per registrare sia per montare». Quel video ha superato le 84.500 visualizzazioni: «Per me è stato un enorme successo, del tutto inaspettato».

Ha iniziato da TikTok, poi ha aperto Instagram, Facebook e YouTube. Sui quattro canali la seguono complessivamente circa centomila persone. Per Patty, quell’interesse dice quanto desiderio ci sia ancora di conoscere Dio.

A casa sono in cinque. E lo sguardo cambia anche lì

Lei, suo marito e tre figli. A volte le sembra di dover fare tutto, e un tempo questo la portava a scontrarsi con gli altri. Cercava di controllare le persone e le cose, si arrabbiava, alzava la voce. Succedeva anche quando i figli non volevano andare a messa.

Poi ha cominciato a pensare che forse non fosse il loro momento di capire. Poteva lasciare spazio ai loro tempi e testimoniare la fede con il proprio esempio. Prima di chiedere agli altri di cambiare, poteva provare lei a guardarli diversamente.

«Sposta lo sguardo» prende forma anche fra queste fatiche familiari. Patty prova a viverlo con le persone che frequenta, dagli amici ai parenti: proprio dove le aspettative e l’affetto si intrecciano ogni giorno.

Le parole raccolte per ritrovare serenità

Ci sono stati giorni in cui pregare era difficile. È successo dopo la morte di sua cognata Giorgia, che chiamava «la mia sorellina». Aveva trent’anni, un bambino di due e un male incurabile che l’ha portata via in meno di tre mesi.

Patrizia chiedeva a Dio il perché. «Siccome non mi rispondeva, ho pensato di leggere qualcosa scritto da Lui, o almeno così dicevano». Così ha cominciato a leggere la Bibbia.

Il 2 febbraio 2020, giorno del suo compleanno, Giorgia se n’era andata da circa due settimane. Patty ha preso un quaderno e sulla prima pagina ha scritto «I consigli di Dio».

Quel quaderno lo conserva ancora. Fra le parole che l’hanno sostenuta ci sono queste: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me».

Di Giorgia sente ancora la mancanza. E tra chi le scrive ci sono persone che hanno perso il marito, la moglie, qualcuno che amavano. Le chiedono come si possa superare un lutto, perché sia successo proprio a loro. Domande che conosce anche lei.

«Vieni e vedi», poi prova a viverlo

La frase del Vangelo che sente più sua è l’invito di Filippo a Natanaele: «Vieni e vedi». La lega al metodo C.O.M.E.: credere, osservare, meditare, eseguire. Guardare le persone e le situazioni, pensarci senza dare risposte affrettate, poi cercare di seguire l’esempio di Gesù. Patty racconta questo metodo nel suo libro C.O.M.E.: Credi, Osserva, Medita, E-segui. Sposta lo sguardo e impara ad amare come Gesù.

Prepara così anche le riflessioni: legge il testo, lo analizza e si domanda come possa diventare concreto nella propria vita. Prima di condividerlo, vuole lasciarsi coinvolgere lei.

Fra i messaggi ricevuti torna spesso il bisogno di capire da dove cominciare e che cosa Dio voglia dalla propria vita. C’è chi si sente poco amato, chi teme di non essere all’altezza. Attraverso i social sono nate anche amicizie da coltivare di persona. Patty aveva chiesto a Dio più amici e oggi dice: «Sono piena di amici». Persone con cui le piace parlare, incontrarsi, stare insieme.

Alla fine le proponiamo il pensiero di una lettrice in una giornata difficile: «Con tutto quello che ho vissuto, Dio avrà ancora spazio per me?».

«Assolutamente sì. La domanda vera è se tu hai spazio per Dio». E aggiunge: «Nessuno di noi è perfetto, ma Dio ci ama proprio nella nostra imperfezione».

È la fiducia che Patty vorrebbe trasmettere: «In Gesù si è fatto uomo, fragile come noi, per l’enorme spazio che gli uomini occupano nel suo cuore». Anche chi oggi fatica a crederci. Anche chi sente di avere ancora tante cose da sistemare e intanto avrebbe bisogno di sapere da dove ricominciare.

Puoi seguire Patrizia Liuzzi su Instagram, TikTok e YouTube. La trovi anche sul suo sito.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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