Tutti i colori della vita. Dio nel cuore.

PREGHIERE

DIO, TI AFFIDO QUEL PROGETTO CHE MI FA BRILLARE GLI OCCHI.

Hai un’idea e, quando ne parli con la persona giusta, ti cambia la faccia. Ti vengono in mente dettagli, possibilità, cose che vorresti imparare. Poi arrivano i conti, il tempo che manca, la paura di sembrare ingenua. L’idea torna nel cassetto, ma ogni tanto si fa sentire.

Un computer portatile aperto su una scrivania, immagine di contesto per un nuovo progetto

Può essere un laboratorio, un percorso di studio, un progetto creativo. Qualcosa di piccolo che desideri fare con cura. Anche questo può entrare nella preghiera. Il Catechismo, ai numeri 2659–2660, invita a pregare nelle vicende di ogni giorno: possiamo portare a Dio ciò che ci preoccupa e anche ciò che ci entusiasma.

Quella che segue è una preghiera originale di CHIARA!, da leggere tutta oppure scegliendo il passaggio che oggi ti somiglia. Non è un testo liturgico e non promette che il progetto riuscirà. È un modo per affidare a Dio una parte viva della propria giornata.

Prima di scrivere la prima riga

Signore, oggi vengo da te con un’idea. È ancora un po’ disordinata. Ci sono cose che ho capito e altre che sto soltanto immaginando. Però, quando ci penso, sento una gioia che vorrei ascoltare senza vergognarmene.

Ti affido questo desiderio. Aiutami a conoscerlo meglio, a capire da dove nasce e quale posto può avere nella mia vita. Vorrei riconoscere ciò che contiene di buono, senza pretendere che tutto quello che desidero sia già una tua indicazione.

Dammi il tempo e l’onestà per fare domande. La pazienza di imparare quello che ancora non so. La disponibilità ad ascoltare chi vede un problema che a me, nell’entusiasmo, era sfuggito.

Per la gioia di provarci

Custodisci in me il piacere di fare qualcosa con attenzione. Vorrei accorgermi anche delle parti belle del lavoro: una cosa capita finalmente, un dettaglio riuscito, una conversazione che apre una possibilità.

Aiutami a non rimandare ogni gioia al risultato finale. Ci sarà molto da fare prima di vedere dove mi porterà questa idea. Insegnami a vivere anche il percorso, senza controllare di continuo come sembrerà agli occhi degli altri.

Ti affido le mie capacità, quelle che conosco e quelle che devo ancora esercitare. Rendimi disponibile alla fatica di diventare più competente. E concedimi di sorridere quando il primo tentativo sarà goffo, senza usarlo come prova che avrei dovuto lasciar perdere.

Quando apro i conti

Ti porto anche il budget, le spese, le ore che posso dedicare a questa cosa. Aiutami a guardarle con lucidità. A fare promesse sostenibili. A rispettare il lavoro delle persone che potrebbero affiancarmi.

Se per cominciare devo ridurre l’idea, dammi libertà. Se occorre aspettare, aiutami a capire quale preparazione posso fare nel frattempo. Se è il momento di tentare, sostienimi nel primo passo concreto.

Vorrei avere cura anche di chi vive accanto a me. Saper parlare del tempo che questo progetto richiederà. Accogliere un limite senza sentirmi subito ostacolata. Ricordare che la mia passione entra in una vita condivisa, fatta di persone e responsabilità.

Per le persone che incontrerò

Benedici chi mi insegnerà qualcosa, chi mi offrirà una possibilità, chi lavorerà con me. Aiutami a essere riconoscente in modo concreto: rispettando gli accordi, pagando ciò che devo, riconoscendo il contributo degli altri.

Dammi parole chiare per chiedere aiuto e per dire quello che posso offrire. Liberami dalla fretta di sembrare già esperta. Vorrei costruire relazioni nelle quali sia possibile fare una domanda senza sentirsi piccole.

Se arriverà un buon risultato, aiutami a condividerne la gioia. A non dimenticare le mani che mi avranno accompagnata. A conservare attenzione anche per chi sta ancora cercando la propria occasione.

Se dovrò cambiare strada

Signore, ti affido il momento in cui potrei scoprire che questa idea ha bisogno di essere diversa. Forse più semplice. Forse orientata altrove. Forse da salutare, almeno per adesso.

Sostienimi se mi sentirò delusa. Aiutami a distinguere ciò che posso correggere da ciò che devo accettare. A chiedere un consiglio prima di consumare altre energie soltanto per non ammettere che qualcosa non funziona.

Ricordami, attraverso le persone che mi vogliono bene, che posso essere amata anche mentre ricomincio. Che posso riposare senza dover giustificare ogni pausa. Che il mio nome resta più grande del risultato di questo progetto.

Ti affido quello che farò oggi. Una telefonata, una pagina, un’ora di studio, un preventivo. Ti affido la gioia che mi muove e le domande che mi accompagnano. Cammina con me mentre cerco di dare a questo desiderio una forma buona, attenta e possibile. Amen.

Una cosa da fare dopo la preghiera

Puoi restare un momento in silenzio, poi annotare il prossimo gesto che dipende davvero da te. Uno solo, con una misura realistica. La preghiera può accompagnare il lavoro necessario, il confronto con qualcuno e le decisioni che richiedono tempo.

Se oggi quel gesto è soltanto raccogliere un’informazione, va bene. Il quaderno può cominciare da lì. Non serve già conoscere l’ultima pagina per scrivere con cura la prima.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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