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PREGHIERE

DIO, ABBI CURA DELL’AMICA CHE NON SENTO PIÙ.

Il suo compleanno è ancora sul telefono. Un tempo l’avresti chiamata subito. Oggi puoi affidare a Dio il bene che vi siete volute e ciò che resta difficile.

Buste, matite e carta da lettere su una superficie chiara.

Il telefono ti ricorda il suo compleanno. Lo sapevi già, in realtà. Ci sono date che restano anche quando una persona non fa più parte delle nostre giornate. Ti viene in mente come rideva, una sera precisa, il modo in cui capiva una battuta prima che tu la finissi.

Poi torna anche il resto. Quello che vi siete dette, il messaggio rimasto senza risposta, oppure soltanto gli anni che hanno spostato tutto. Non tutte le amicizie finiscono con un litigio. Alcune diventano più rade, finché un giorno ti accorgi che non sai da dove ricominciare.

Forse desideri scriverle. Forse, oggi, preferisci di no. Puoi pregare per lei senza avere già deciso quale sarà il futuro del vostro rapporto. Il bene che le affidi non ha bisogno di una risposta nella chat per essere sincero.

Una preghiera per portare a Dio un nome

Nella catechesi del 16 dicembre 2020, Francesco ha parlato della preghiera di intercessione come di un modo per portare davanti a Dio la vita degli altri, con le loro gioie e difficoltà. Questa forma di preghiera può accogliere anche una persona con cui il rapporto è cambiato.

Le parole che seguono sono una composizione originale di CHIARA!. Puoi cambiarle, lasciare fuori una parte, sostituire amica con il nome che hai nel cuore. Non sono una formula liturgica né una promessa di riconciliazione. Sono uno spazio in cui provare a dire il vero.

Signore, oggi mi è tornata in mente lei

Signore, oggi mi è tornata in mente la mia amica. La chiamo ancora così, anche se da tempo non conosco più le sue giornate. Non so con chi prenda il caffè, che cosa la faccia ridere adesso, quali pensieri si porti a casa la sera. Tu conosci la sua vita, anche nei punti che io non vedo più.

Ti ringrazio per quello che abbiamo condiviso. Per le volte in cui mi sono sentita capita, per le cose semplici che con lei erano più belle, per il tempo in cui esserci sembrava naturale. Aiutami a ricordare quel bene con sincerità, senza dover cancellare tutto per riuscire ad andare avanti.

Ti affido anche ciò che ancora mi fa male. Le domande rimaste aperte, la delusione che torna quando meno me l’aspetto, le parole che avrei voluto sentire. Non sempre so raccontare questa distanza senza mettermi sulla difensiva. Accogli anche la parte confusa del mio cuore.

Se ho ferito la sua fiducia, aiutami a riconoscere la mia responsabilità. Dammi parole pulite per chiedere scusa, senza usarle per ottenere subito il suo perdono. Se sono stata ferita, aiutami a cercare pace e protezione, con il tempo e il sostegno di cui ho bisogno.

Abbi cura di lei, Signore. Delle persone che ama, della fatica che forse non racconta, dei desideri a cui sta lavorando. Fa’ che incontri qualcuno capace di ascoltarla, che abbia compagnia nei giorni difficili e libertà di gioire quando arriva una cosa bella.

Se ci sarà spazio per parlarci ancora, aiutaci a farlo con rispetto. A lasciare domande vere, a non pretendere che un incontro sistemi tutto, a riconoscerci per le persone che siamo diventate. Se le nostre strade resteranno lontane, aiutami a non trasformare questa distanza in una guerra da continuare dentro di me.

Custodisci anche me, la voglia di voler bene che a volte nascondo per paura di restare delusa. Aiutami a ricevere le amicizie presenti, a fare posto a quelle che verranno, a non chiedere a nessuno di diventare la copia di ciò che mi manca.

Oggi ti affido il suo nome e il mio. Il bene vissuto, quello che non abbiamo saputo custodire, quello che ancora non riusciamo a capire. Insegnami un modo libero e rispettoso di amare. Amen.

Dopo la preghiera, puoi rispettare il tempo che ti serve

Potresti sentire il desiderio di scrivere una riga. Puoi domandarti che cosa vorresti comunicarle e quanto spazio sei pronta a lasciare alla sua risposta, compresa la possibilità che non arrivi. Un augurio può restare un augurio, senza portarsi dietro tutte le domande degli ultimi anni.

Potresti anche accorgerti che contattarla oggi ti farebbe troppo male. Non devi contraddire questa consapevolezza per dimostrare di aver pregato bene. Il rapporto con Dio può accompagnarti mentre riconosci che cosa è possibile e che cosa richiede ancora distanza.

Se l’amicizia è stata segnata da manipolazione o violenza, la protezione resta necessaria. Una preghiera per il bene dell’altra persona non ti obbliga a riaprire un contatto. Puoi cercare sostegno e parlare con qualcuno di fidato mentre scegli come prenderti cura di te.

E se oggi rimane soltanto la nostalgia, puoi accoglierla senza trasformarla in un comando. Ci sono persone che hanno contato davvero. Puoi riconoscerlo, respirare, e tornare alle relazioni che oggi ti chiedono presenza. Anche con quella piccola tenerezza rimasta nel cuore.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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