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PREGHIERE

UNA PREGHIERA PRIMA DI APRIRE QUEL REFERTO.

Il risultato è disponibile. Il dito resta fermo sullo schermo. In quel momento puoi cercare una voce amica e trovare parole per pregare.

Candele di preghiera nella cattedrale di San Patrizio a New York, 11 agosto 2013. Foto di contesto, non di una situazione clinica.

La notifica arriva mentre stai facendo altro. Il documento è pronto. Fino a un istante prima eri concentrata sulla spesa, su un messaggio, su una cosa di lavoro. Adesso c’è soltanto quel file.

Forse riguarderà un controllo di routine. Forse viene dopo settimane di domande. A volte il momento più difficile è proprio quello che precede la lettura: non sai ancora che cosa ci sarà scritto e intanto la mente ha già provato a riempire lo spazio.

C’è chi apre subito il referto, chi aspetta di essere a casa, chi preferisce farlo insieme al medico o a una persona fidata. Se oggi cerchi qualche parola per attraversare l’attesa, questa preghiera può tenerti compagnia.

Prima di aprire, scegli una presenza

Se puoi, domandati con chi vorresti affrontare questo momento. Una persona può restare accanto a te, sentirti al telefono o accompagnarti all’appuntamento. Non è necessario raccontare tutto a tutti: puoi scegliere un sostegno preciso.

Puoi anche preparare il contatto del professionista che ti segue e segnare le domande. I termini di un referto hanno bisogno di essere letti nel contesto clinico. Cercare ogni parola online, da sola e in fretta, può aggiungere confusione. Sarà il medico a chiarire il significato del risultato e i passi appropriati.

Pregare, per una cattolica, può stare dentro questo percorso. Non prende il posto della valutazione medica e non chiede di rimandare le cure. Può essere il modo di affidare a Dio ciò che stai vivendo mentre cerchi le informazioni e l’aiuto necessari.

La paura può entrare nella preghiera

Nel racconto del Getsemani, Gesù attraversa l’angoscia, prega il Padre e domanda ai discepoli di vegliare con lui. Il brano di Matteo 26,36–46 appartiene alla sua Passione: non va ridotto a una tecnica per gestire l’ansia. Custodisce però una presenza decisiva per chi crede: la sofferenza e la richiesta di compagnia non sono estranee alla vita di Gesù.

Se oggi hai paura, non sei obbligata a pronunciare una frase fiduciosa che non senti. Puoi chiedere aiuto con sincerità. Anche il Catechismo, nella riflessione sulle difficoltà della preghiera, riconosce che il rapporto con Dio attraversa prove e domande. Se ti chiedi da dove cominciare, qui parliamo di come pregare anche quando ti distrai, senza aspettare di trovare una concentrazione perfetta.

Le parole che seguono sono una composizione originale di CHIARA!: non una formula liturgica, non una citazione di un santo e non una promessa di guarigione. Puoi leggerle lentamente, modificarle o fermarti soltanto su una riga.

Signore, resta con me mentre apro questo risultato

Signore, questo documento pesa più di quanto riesca a dire. È ancora chiuso, ma nella mia testa ci sono già tante possibilità. Conosci le domande che faccio ad alta voce e quelle che mi tengo dentro per non preoccupare gli altri.

Oggi ti affido questa attesa. Non so come mi sentirò tra pochi minuti. Non voglio fingere una calma che non ho. Ti chiedo di accompagnarmi proprio così, con il respiro corto e il bisogno di capire.

Aiutami a cercare una presenza buona. Dammi le parole per dire a qualcuno: vorrei che tu fossi qui. Fa’ che non mi vergogni della mia paura e che sappia accogliere una mano tesa.

Sostieni i medici e chi si prende cura di me. Aiutami a fare domande, a chiedere spiegazioni quando non comprendo, a distinguere ciò che so da ciò che immagino. Dammi pazienza per i passaggi che richiederanno tempo.

Se ci sarà una buona notizia, che io possa riceverla con gratitudine. Se ci saranno altre verifiche, aiutami ad affrontarle una alla volta. Se arriverà una notizia difficile, fa’ che trovi persone capaci di restare e cure di cui potermi fidare.

Custodisci anche chi mi vuole bene. Aiutaci a parlarci con sincerità, senza dover essere forti tutti nello stesso momento. Donaci rispetto per i nostri silenzi e il coraggio di chiedere ciò che serve.

Adesso apro questo risultato, o scelgo con chi leggerlo. Ti affido il prossimo passo, quello che posso compiere oggi. Resta con me, Signore. Amen.

Dopo la lettura non devi affrontare tutto insieme

Quando hai letto, puoi prenderti un momento prima di inoltrare il documento o rispondere alle persone che aspettano notizie. Puoi annotare una domanda e contattare chi ti segue. Puoi dire a una persona cara che, per ora, preferisci avere compagnia anziché consigli.

Se l’esito è rassicurante, non c’è un modo obbligatorio di festeggiare. Se richiede approfondimenti, è comprensibile sentirsi sospese. Se è difficile, puoi chiedere che qualcuno ti aiuti a ricordare le indicazioni ricevute. Il sostegno concreto può cominciare anche da un’agenda, da un passaggio in auto o da una telefonata fatta insieme.

Se vuoi pregare per una persona che ami

Puoi sostituire il mio nome con il suo e domandare anche di capire come esserle vicina. Prima di inviare preghiere, consigli o racconti di altre malattie, chiedi che cosa le farebbe bene ricevere.

A volte sarà felice di pregare con te. Altre volte vorrà parlare di una cosa normale o restare in silenzio. La cura può rispettare entrambe le possibilità. Quel rispetto è già un gesto concreto di amore, mentre il percorso continua.

Se in questo momento riesci soltanto a fermarti, puoi continuare con una preghiera per quando non trovi le parole.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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