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FIORELLA: «NELLE SCUOLE SI INSEGNI L’AMORE»

La voce di Mannoia, il lavoro di Una Nessuna Centomila e una domanda che riguarda anche gli adulti: come si rende concreto il rispetto?

Fiorella Mannoia sostiene Musica Contro le Mafie in una fotografia di repertorio del 2013.

Fiorella Mannoia chiede di portare a scuola l’educazione all’amore e al rispetto. Una domanda che attraversa anche il suo impegno con Una Nessuna Centomila, la fondazione di cui è cofondatrice e presidente onoraria. Da dove si comincia? Forse proprio da ciò che succede ogni giorno, dentro e fuori le nostre chat.

La parola amore, accanto alla parola scuola, può sembrare enorme. Vengono in mente una materia in più, una lezione con le sedie in cerchio, qualcuno che spiega ai ragazzi come dovrebbero sentirsi. Eppure basta spostare lo sguardo su un gesto quotidiano per capire da dove si potrebbe cominciare: una fotografia che finisce in una chat senza il permesso della persona ritratta. Chi la inoltra si diverte; chi c’è dentro magari vorrebbe sparire.

La domanda diventa concreta: sappiamo fermarci prima di premere “invia”? E sappiamo intervenire quando a farlo è qualcuno del nostro gruppo?

Dietro il palco c’è un lavoro che continua

Una Nessuna Centomila nasce dopo l’omonimo concerto del 2022. Accanto a Fiorella ci sono le altre fondatrici: Giulia Minoli, presidente, e le vicepresidenti Celeste Costantino e Lella Palladino. La musica è uno dei linguaggi con cui la fondazione porta all’attenzione del pubblico la violenza contro le donne, sostiene i centri antiviolenza e promuove percorsi di educazione all’affettività.

Il passaggio dal grande evento al lavoro quotidiano conta. Un concerto raccoglie persone e risorse; un centro accompagna le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. Sono impegni diversi, che possono sostenersi a vicenda.

Per l’edizione 2026, il comunicato ufficiale precisa che ai centri sono destinati i proventi al netto dei costi e prevede la rendicontazione delle risorse. Un dettaglio utile a capire come funziona la raccolta: dietro una serata solidale ci sono scelte organizzative e responsabilità che continuano anche dopo l’ultimo applauso.

Fiorella Mannoia — Mariposa, video ufficiale (Sanremo 2024)
Fonte: fiorellamannoiaVEVO ↗

Che cosa significa, in pratica, educare alle relazioni

L’UNICEF Italia colloca l’educazione all’affettività dentro il rispetto reciproco, la parità, il consenso e i diritti delle persone. Sottolinea anche una condizione essenziale: linguaggi e contenuti devono essere adeguati all’età e al percorso di crescita.

Non avrebbe senso parlare allo stesso modo a una bambina delle elementari e a una ragazza di diciassette anni. Per la prima, si può partire dalla possibilità di rifiutare un abbraccio senza essere rimproverata perché “fa la difficile”. Con un adolescente, si può ragionare sulla richiesta della password del telefono, sulla pressione a mandare una foto, sul diritto di avere amicizie proprie.

Sono esempi di vita comune, non episodi attribuiti a un progetto della fondazione. Aiutano però a dare un contenuto alla parola rispetto: il corpo, il tempo e le relazioni dell’altra persona non diventano disponibili solo perché le vogliamo bene.

Accettare un limite può essere scomodo. Si può provare delusione, rabbia, imbarazzo. Imparare a riconoscere queste emozioni permette almeno di parlarne, anziché consegnare all’altro il compito di placarle facendo ciò che chiediamo.

Anche i grandi hanno una parte da imparare

Gli adulti entrano in questo discorso con le proprie abitudini. Un genitore può chiedere al figlio di non umiliare un compagno e poi ridicolizzare qualcuno durante una discussione. Un insegnante può invitare a rispettare le differenze e liquidare una protesta con una battuta sul carattere delle ragazze.

Non serve fingersi impeccabili. Può essere più educativo tornare su una frase e correggerla: “Ti ho preso in giro, ho sbagliato”. Una scusa chiara lascia a chi l’ha ricevuta il tempo di rispondere. Evita di trasformarsi subito in una richiesta di assoluzione.

È qui che il tema esce dall’aula e arriva a tavola, negli spogliatoi, nelle chat dei genitori. Se chiediamo ai ragazzi una lingua più rispettosa, dobbiamo offrirgliene una che possano ascoltare anche da noi.

La ricerca entra nella conversazione

Il lavoro della fondazione incontra anche l’università. Il 4 marzo 2026 la Sapienza di Roma ha ospitato la presentazione dell’accordo con Una Nessuna Centomila per attività di formazione e ricerca sul rispetto, sulle discriminazioni di genere e sulla violenza contro le donne. All’incontro ha partecipato Mannoia.

È un passaggio da seguire perché mette accanto competenze diverse: l’esperienza di chi lavora con le donne, la ricerca accademica e la capacità degli artisti di raggiungere un pubblico ampio. La popolarità può aprire una porta; per costruire un percorso servono poi persone preparate, continuità e la disponibilità a verificare ciò che si fa.

Da dove può cominciare una scuola

Sul sito di Una Nessuna Centomila c’è una pagina per gli istituti interessati: si compila un questionario e la fondazione ricontatta per concordare i passi successivi. È un primo contatto, a partire dal quale conoscere proposta e modalità.

Per docenti e famiglie può essere l’occasione di fare domande precise: chi conduce gli incontri? Come vengono adattati all’età degli studenti? Quale spazio avranno dubbi e domande? Come si inserisce il lavoro nella vita della classe? Informarsi così rende il confronto più utile di una discussione fatta soltanto per slogan.

Un incontro da solo non risolve la violenza. Può però trovare posto in un’attenzione che dura: ascoltare una confidenza senza deriderla, riconoscere una pressione, chiedere aiuto a un adulto preparato. Chi subisce resta libero dalla responsabilità per le scelte di chi gli fa del male.

La voce di Fiorella può portare fin qui una conversazione iniziata con una canzone. Poi la parola passa a noi. Magari con una domanda semplice, rivolta a un figlio o a un’amica, e con il tempo per ascoltare la risposta: nelle tue relazioni ti senti libera di dire quello che pensi?

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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