Assisi: con tutte queste guerre, incontrarsi serve ancora?
Ad Assisi l’incontro del 25–27 ottobre si è concluso con l’Appello di pace e il videomessaggio di Leone XIV. Quarant’anni dopo Giovanni Paolo II, resta una domanda che ci riguarda: come continuare a cercare la pace?

Ci sono sere in cui spegni il telefono e le immagini rimangono. Un bambino portato in braccio. Una casa aperta a metà da un’esplosione. Le persone in fila, le partenze, qualcuno che aspetta una notizia. Può venirti voglia di sapere tutto e, un momento dopo, di non leggere più niente. Come si fa a restare vicini a tanto dolore senza sentirsi impotenti?
È anche con questa domanda nel cuore che guardiamo ad Assisi. Dal 25 al 27 ottobre 2026 la città di san Francesco ha ospitato «Pace disarmata e disarmante», l’incontro internazionale promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Tre giorni per mettere attorno allo stesso tavolo religioni, culture e voci diverse. E per continuare a cercare una strada mentre le guerre sembrano chiuderle tutte.
Assisi, il coraggio di esserci ancora
L’appuntamento ha ricordato i quarant’anni della Giornata di preghiera per la pace convocata da Giovanni Paolo II nel 1986. La cerimonia conclusiva si è svolta il 27 ottobre nella Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco.
Papa Leone XIV non ha partecipato di persona: la Sala Stampa aveva comunicato che i medici avevano sconsigliato il viaggio in elicottero durante il recupero dopo l’intervento. Nel videomessaggio del 27 ottobre ha chiesto di ricostruire la pace e rifiutare ogni giustificazione religiosa della guerra. Una frase raccoglie il suo invito: «Solo la pace è santa».
Un anniversario può restare una data. Oppure può fermarci e farci domandare che cosa vogliamo farne, oggi, di quella memoria. Pensiamo a quanto sia facile perdere fiducia dopo una promessa mancata. Quanto costi tornare a parlare quando sembra che nessuno ascolti. Continuare a incontrarsi, allora, diventa una scelta da prendere di nuovo.
Al tavolo anche le domande dei bambini
Il programma dei forum attraversa questioni molto concrete: la pace nell’età della forza, le narrazioni dei media, la tecnologia, la cura del pianeta. C’è un appuntamento intitolato «Le domande dei bambini» e uno dedicato ai poveri come risorsa di umanità. Titoli che riportano l’attenzione sulle persone e sulla vita che le decisioni degli adulti possono cambiare.
Fermiamoci su quelle domande dei bambini. Anche quando non conosciamo ogni intervento, possiamo riconoscere quanto sia importante creare uno spazio per ascoltarli. Chi è più piccolo ha diritto a essere considerato quando parliamo del mondo che verrà. Il suo futuro merita tempo, cura, risposte che non siano una frase di circostanza.
Religioni diverse, una responsabilità da condividere
Per l’assemblea inaugurale del 25 ottobre, a UmbriaFiere di Bastia Umbra, il programma annunciava l’introduzione di Andrea Riccardi e, tra le voci invitate, Matteo Zuppi, il gran rabbino di Francia Haïm Korsia e l’imam Nasaruddin Umar. Accanto a loro figuravano la studiosa e attivista sudanese Hala Al-Karib, il politologo Olivier Roy e altri rappresentanti religiosi. Il programma prevedeva anche un intervento musicale di Frida Bollani Magoni.
La pluralità di queste presenze ci invita a fare spazio a esperienze che non coincidono con la nostra. Ascoltare può richiedere pazienza. Può far emergere distanze, ferite, domande scomode. Ma permette anche di smettere di parlare degli altri come se fossero tutti uguali, senza un volto e senza una storia.
«Disarmante»: una parola da portare a casa
Nel titolo dell’incontro c’è una parola che trattiene lo sguardo: disarmante. Possiamo leggerla come una domanda rivolta anche al nostro modo di stare nelle relazioni. Quali parole aprono uno spazio? Quali cercano soltanto il punto in cui ferire?
La violenza di una guerra richiede protezione, responsabilità e soluzioni concrete. Nella nostra quotidianità, intanto, abbiamo un terreno su cui lavorare: i messaggi che scriviamo, i giudizi che facciamo circolare, il modo in cui ascoltiamo chi ha un’esperienza diversa. Non tutto dipende da noi. Qualcosa, però, passa anche dalle nostre mani.
Puoi entrare nell’incontro anche da qui
La pagina ufficiale raccoglie le trasmissioni dei forum e delle celebrazioni del 25–27 ottobre. Qui resta il collegamento italiano dell’assemblea inaugurale, pubblicato dagli organizzatori: una registrazione da cui cominciare ad ascoltare. Nelle fonti trovi anche il messaggio del Papa e il testo dell’appello conclusivo.
Se ti sembra troppo lontano, scegli una storia
Non devi riuscire a contenere tutto il dolore del mondo in una sera. Puoi scegliere un intervento, seguirlo con attenzione, informarti su una realtà che conosci poco. Se desideri aiutare, cerca un’organizzazione riconoscibile e una possibilità concreta: una raccolta documentata, un servizio del territorio, un bisogno spiegato con chiarezza.
E se preghi, puoi dare un nome alla tua intenzione. Affidare una famiglia, una comunità, chi ha paura questa notte. La preghiera può accompagnare il desiderio di capire e la disponibilità a fare un passo.
Incontrarsi serve ancora?
Un incontro non può promettere, da solo, la fine di una guerra. Chi la subisce merita ben più di una rassicurazione. Possiamo però ascoltare con serietà, seguire le proposte, tornare a chiedere che cosa sarà fatto. La speranza ha bisogno anche di questo sguardo attento.
L’Appello di pace del 27 ottobre chiede di destinare risorse agli esseri umani anziché al riarmo e di scegliere il dialogo. È stato affidato simbolicamente ai bambini. L’incontro è concluso; la responsabilità che ci consegna continua nelle scelte di ogni giorno.
Fonte: Comunità di Sant’Egidio ↗
FONTI E APPROFONDIMENTI
- Sant’Egidio, presentazione dell’incontro, 23 ottobre 2026
- Programma ufficiale Assisi 2026
- Dirette e trasmissioni ufficiali
- Vatican News — presentazione di Assisi 2026
- Vatican News — Papa Leone XIV non sarà ad Assisi, 23 ottobre 2026
- Santa Sede — Angelus del 25 ottobre 2026
- Santa Sede — videomessaggio di Leone XIV, 27 ottobre 2026
- Sant’Egidio — Appello di pace 2026
- Vatican News — conclusione dell’incontro, 27 ottobre 2026


