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IL TELEFONO DEL PAPA NON SI FERMA: UN APPELLO PER OLESHKY

Cibo, cure e una via sicura per chi vuole andare via. Nella telefonata a Zelensky del 19 ottobre, Leone XIV riporta l’attenzione sui civili di Oleshky. E su una pace che deve cominciare dalle loro necessità.

Papa Leone XIV durante l’udienza con i media del 12 maggio 2025

Ci sono parole enormi, come pace. E ci sono le cose da cui quella parola deve cominciare: poter mangiare, ricevere cure, lasciare un luogo pericoloso senza mettere a rischio la propria vita. È su queste necessità che Papa Leone XIV ha richiamato l’attenzione di Volodymyr Zelensky, nel colloquio telefonico del 19 ottobre 2026.

Che cosa ha chiesto Leone XIV

Il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede mette al centro Oleshky, nella regione ucraina di Kherson. Il Papa ha auspicato che la collaborazione tra le parti renda possibile l’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e un’evacuazione volontaria e sicura dei civili. Ha inoltre ricordato la richiesta di una tregua umanitaria già rivolta al presidente russo.

Il passaggio decisivo è proprio questo: perché l’assistenza raggiunga le persone, serve la cooperazione di entrambe le parti. Il comunicato riferisce un’iniziativa diplomatica e le sue richieste; non annuncia una tregua già conclusa né un’evacuazione già realizzata.

Prima Putin, poi Zelensky

La telefonata al presidente ucraino segue il colloquio con Vladimir Putin del 16 ottobre. Il filo che unisce i due contatti è la situazione umanitaria della città. La Santa Sede ha ribadito il proprio impegno per il dialogo e per la pace.

Perché “volontaria e sicura” conta

Sono due parole da leggere senza fretta. Volontaria significa rispettare la scelta delle persone; sicura richiama la loro protezione durante lo spostamento. Nel linguaggio dei comunicati possono sembrare formule. Riguardano invece la possibilità concreta di lasciare la propria casa e affrontare un viaggio mentre intorno continua una guerra.

La vicinanza passa anche da qui

Il pensiero di CHIARA! — Non conosciamo la vita quotidiana di tutte le persone che si trovano a Oleshky. Possiamo però evitare che un nome sulla mappa diventi un rumore di fondo. Leggere con attenzione, distinguere un appello da un risultato ottenuto, non condividere immagini o notizie senza verificarle: anche il nostro modo di informarci può rispettare chi sta soffrendo.

Per continuare: il ritorno del Papa all’Angelus e come organizzare una donazione utile.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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