AL BANO, IL CUORE RESTA IN CAMPAGNA!
Il cantante si schiera con gli agricoltori. Dietro le sue parole ci sono le origini a Cellino San Marco, una promessa al padre e un legame con la terra che il successo non ha interrotto.

C’è Al Bano che sale sul palco e basta una nota per riconoscerlo. E c’è Al Bano che parla di gasolio, raccolti e conti da far tornare. Sono due pezzi della stessa storia, cominciata a Cellino San Marco, in una famiglia di agricoltori, molto prima dei dischi e degli applausi.
«Io sono nato contadino», ricorda nell’intervista a Chi pubblicata online il 28 ottobre. Oggi prende posizione accanto agli agricoltori in difficoltà. E il punto che solleva ci riguarda anche se la nostra esperienza di campagna finisce davanti al banco della frutta: chi produce ciò che mangiamo deve poter vivere del proprio lavoro.
Una promessa a papà Carmelo
Per capire quanto sia personale questo legame bisogna tornare a una promessa. Al Bano racconta di aver detto al padre che gli avrebbe costruito un’azienda vinicola. Carmelo, abituato alla fatica dei campi, aveva risposto: «Sogni! Sogni! La realtà è dura!».
Nel 1973 l’azienda nasce davvero. E una bottiglia porta proprio il nome Don Carmelo. Nel ricordo condiviso dal cantante sul sito delle Tenute, suo padre la tiene in mano con gli occhi lucidi e riconosce, con un’affettuosa battuta in dialetto, la testardaggine del figlio.
Un nome su un’etichetta può essere una scelta commerciale. Qui custodisce anche una storia tra padre e figlio: il ragazzo che aveva promesso qualcosa di enorme e il genitore che, finalmente, può toccarlo. È il dettaglio che dà spessore alle parole di oggi. La campagna, nella vita di Al Bano, ha il volto di qualcuno.
Le Tenute si trovano ancora a Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, tra vigneti, uliveti e bosco. Il ritorno alle origini, nel suo caso, è diventato un’attività concreta, costruita negli anni accanto alla carriera musicale.
Milano, i primi lavori e quella voce
Il percorso per arrivarci passa però da una partenza. Giovanissimo, Al Bano lascia la Puglia per Milano, con il desiderio di seguire la strada di Domenico Modugno. Prima di affermarsi fa diversi lavori per mantenersi; poi arrivano l’incontro con il mondo del Clan di Celentano e il contratto con la EMI.
Nel 1967 Nel sole lo porta al grande successo. È facile, conoscendo il seguito, raccontare quell’inizio come se tutto fosse già scritto. Per il ragazzo appena arrivato a Milano, invece, il futuro era ancora da conquistare. Anche questo rende interessante il suo rapporto con casa: il luogo da cui era partito resta una parte del progetto di vita.
Perché la spesa costa e i conti nei campi non tornano?
Nell’intervista Al Bano richiama l’aumento delle spese e invita chi prende decisioni politiche a conoscere da vicino il lavoro agricolo. Ammette anche il proprio vantaggio: la musica gli ha permesso di sostenere economicamente il legame con la terra. Una possibilità che molti produttori non hanno.
Vale la pena fermarsi qui, perché davanti a uno scontrino pesante viene spontaneo chiedersi come possano essere in difficoltà anche gli agricoltori. Il prezzo che paghiamo in negozio e quello ricevuto da chi produce sono due valori diversi. ISMEA li monitora separatamente, distinguendo origine, ingrosso e dettaglio, e rileva anche i costi dei mezzi di produzione.
La differenza comprende passaggi e servizi: trasporto, conservazione, distribuzione. Per capire quanto resta a un’azienda agricola bisogna guardare anche a quanto spende per produrre. Lo scontrino, da solo, non racconta il suo guadagno. È una distinzione utile per tenere insieme due preoccupazioni reali: quella delle famiglie che fanno la spesa e quella di chi lavora nei campi.
Un futuro da poter scegliere
C’è poi la domanda sui giovani. Al Bano teme che le difficoltà economiche li allontanino dall’agricoltura. La sua è una preoccupazione espressa nell’intervista: merita ascolto senza diventare una sentenza su un’intera generazione.
Chiedere a una ragazza o a un ragazzo di continuare l’attività di famiglia significa parlare anche di reddito, investimenti e possibilità di costruirsi una vita. Il legame con un luogo può essere fortissimo; scegliere di lavorarci richiede prospettive. Vale nei campi come in una bottega o in una piccola impresa. La passione diventa un futuro quando trova condizioni che le permettono di durare.
La cura della terra passa dalle persone
Per chi porta la fede nella vita quotidiana, questa storia incontra un richiamo preciso. Nella Laudato si’, al paragrafo 129, papa Francesco chiede alle autorità sostegno ai piccoli produttori e alla diversificazione della produzione. La cura del creato comprende il lavoro e la possibilità, per le comunità, di continuare ad abitare e coltivare i propri territori.
Anche nelle nostre giornate c’è spazio per un’attenzione concreta: conoscere la provenienza di ciò che compriamo, fare una domanda al produttore quando ne abbiamo occasione, organizzare la spesa per sprecare meno. Ognuna secondo le proprie possibilità, senza trasformare il carrello in un esame di bravura. Le risposte economiche e politiche restano necessarie.
Di Al Bano conosciamo il cappello, la voce, i ritornelli che vengono fuori alle feste di famiglia. In questa storia resta un’immagine più piccola: suo padre con una bottiglia in mano. Forse è lì che il racconto arriva più vicino. Quando realizziamo un sogno, a volte desideriamo soprattutto poterlo mostrare a chi ci ha visto cominciare.
Dalla terra alla tavola, il cibo ci mette in relazione. Per conoscere due modi concreti di condividerlo, leggi Una spesa in più, per chi ne ha bisogno e QUI LA SPESA LA SCEGLI TU. ANCHE SE HAI BISOGNO DI AIUTO..
FONTI E APPROFONDIMENTI
- Chi — intervista di Biagio d’Anelli, 28 ottobre 2026
- Tenute Al Bano — la promessa al padre e la nascita dell’azienda
- Rai Televideo — biografia di Al Bano Carrisi
- ISMEA — prezzi dal campo alla tavola
- Vaticano — Laudato si’, paragrafo 129
- Studio Aperto — Vendemmia con Al Bano, servizio d’archivio del 4 ottobre 2019


