QUI LA SPESA LA SCEGLI TU. ANCHE SE HAI BISOGNO DI AIUTO.
Davanti a uno scaffale fai tante piccole scelte. Quella pasta piace ai bambini, quell’ingrediente sai già come cucinarlo, un altro non va bene per un’esigenza alimentare. Sembrano dettagli. Poi immagini di non poter scegliere più niente, nemmeno ciò che arriverà sulla tavola di casa.

Quando una famiglia attraversa una difficoltà economica, ricevere aiuto conta moltissimo. Conta anche il modo in cui quell’aiuto viene organizzato. La possibilità di esprimere un bisogno, un gusto, una necessità concreta non scompare insieme al denaro disponibile.
Un emporio dove scegliere secondo i propri bisogni
Il 23 marzo 2026 Caritas Italiana ha raccontato l’inaugurazione di un emporio della solidarietà a Spoltore, nell’Arcidiocesi di Pescara-Penne. Il progetto coinvolge Caritas, Associazione Spazi di prossimità, Comune, Conad Adriatico e parrocchie del territorio.
Nel servizio descritto, le famiglie individuate dai servizi sociali insieme a Caritas possono accedere ai beni con una tessera a punti e scegliere i prodotti secondo i propri bisogni. La notizia presenta l’emporio anche come luogo di ascolto e accompagnamento verso l’autonomia.
È un’esperienza concreta, non la descrizione di un sistema identico ovunque. Modalità di accesso, disponibilità e organizzazione possono cambiare tra territori. Per questo le informazioni vanno chieste al servizio locale, senza dedurre da una singola storia ciò che avverrà in ogni città.
Anche il gusto fa parte della vita
Può sembrare poco importante chiedere quale prodotto una persona preferisca, quando mancano risorse essenziali. Eppure conoscere gli alimenti, poterli utilizzare, preparare qualcosa che in famiglia venga mangiato davvero riguarda la quotidianità.
Non dobbiamo idealizzare un carrello. L’offerta dipende da ciò che il servizio riesce a rendere disponibile e può avere limiti. Ma lasciare uno spazio di scelta riconosce che la persona aiutata continua a conoscere la propria vita meglio di chi la guarda da fuori.
Questo sguardo può cambiare anche il nostro modo di aiutare in piccolo. Invece di decidere automaticamente ciò che dovrebbe servire a un’amica o a una famiglia, possiamo chiedere. Una domanda rispettosa può evitare sprechi e, soprattutto, lasciare all’altro il diritto di rispondere con sincerità.
Prima di donare, conoscere il servizio
Se desideri contribuire a un emporio, cerca il riferimento ufficiale della Caritas diocesana o dell’organizzazione che lo gestisce. Puoi informarti sui prodotti richiesti, sulle modalità di consegna o su altre forme di sostegno accettate.
Non è detto che ciò che hai in casa corrisponda al bisogno del momento. I servizi devono gestire conservazione, distribuzione e spazi. Seguire le indicazioni ricevute rende l’aiuto più semplice da utilizzare e rispetta il lavoro di chi lo organizza.
Anche per il volontariato conviene chiedere come funziona l’inserimento. Orari, formazione e compiti non vanno improvvisati. Una disponibilità sostenibile può fare più bene di una promessa enorme che diventa impossibile mantenere.
Se l’aiuto, questa volta, serve a te
Puoi rivolgerti alla Caritas del tuo territorio o ai servizi sociali comunali per conoscere le possibilità presenti. Saranno loro a spiegare quali percorsi esistono, se un emporio è disponibile e quali condizioni si applicano. Questa pagina non può garantire l’accesso a un servizio.
Chiedere informazioni non obbliga a esporre la propria storia pubblicamente. Puoi domandare come verranno trattati i dati e quali passaggi siano necessari. La riservatezza appartiene alla dignità della persona, anche quando riceve sostegno.
Nel Vangelo di Matteo, Gesù lega l’incontro con lui anche al dare da mangiare a chi ha fame. La riflessione cristiana comincia da una persona reale, non da un pacco da consegnare per sentirci a posto. E una persona reale ha una casa, abitudini, esigenze e desideri. Anche davanti allo scaffale della pasta.


