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PREGHIERE

DIO, AIUTAMI A CHIEDERE SCUSA SENZA AGGIUNGERE «PERÒ».

Il messaggio comincia con «scusami». Subito dopo, però, stai già preparando una spiegazione. Una preghiera originale per riconoscere la propria parte e cercare un gesto di riparazione.

Un taccuino aperto con pagine a righe: fotografia di contesto.

Hai scritto «scusami». Lo guardi sullo schermo e, prima di inviare, aggiungi una frase. Ero stanca. Avevo avuto una giornata difficile. Anche tu, però. In pochi secondi il messaggio cambia: la persona a cui volevi chiedere scusa sta per ricevere anche una parte del tuo processo difensivo.

È difficile riconoscere di aver ferito qualcuno. Soprattutto quando nella stessa conversazione ci siamo sentite ferite anche noi. Vorremmo spiegare tutto insieme, ristabilire ogni dettaglio, assicurarci che nessuno esca dalla storia pensando che la responsabilità sia stata soltanto nostra.

Possiamo cercare un ordine diverso. Prima riconoscere con precisione il nostro gesto. Poi, se è necessario e possibile, affrontare anche il resto. Una scusa sincera può cominciare da una frase piccola: quella cosa l’ho detta io, ti ha fatto male e desidero prendermene cura.

La preghiera incontra anche la conversazione rimasta a metà

Nel Vangelo secondo Matteo, al capitolo 5, versetti 23–24, Gesù collega l’offerta all’altare alla riconciliazione con il fratello. È una pagina che ci chiede di non tenere la relazione con Dio separata da ciò che accade fra noi e le altre persone.

Non significa che ogni rapporto possa ricomporsi subito o tornare com’era. Ci invita a prendere sul serio la responsabilità che ci appartiene. Pregare può aiutarci a guardarla con più onestà e poi cercare un passo concreto, senza usare la preghiera per rimandare all’infinito una parola necessaria.

Questo testo è una preghiera originale di CHIARA!, per la devozione personale. Puoi leggerla prima di una telefonata, di un incontro o di un messaggio. Non è una formula liturgica e non è attribuita a un santo.

Una preghiera prima di dire «scusami»

Signore Gesù, sto pensando a una persona che ho ferito. Continuo a ripercorrere la scena e trovo tante ragioni per spiegarmi. Alcune sono vere, altre mi servono a proteggere l’orgoglio. Aiutami a riconoscere la differenza.

Tu conosci la mia stanchezza e quello che stavo vivendo. Ti affido tutto questo. Ti chiedo anche il coraggio di guardare le parole che ho scelto, il tono che ho usato, il silenzio con cui ho lasciato sola quella persona. Fammi vedere ciò di cui devo rispondere io.

Aiutami a chiedere scusa con parole comprensibili. A nominare il gesto, invece di dire soltanto che mi dispiace se qualcuno si è offeso. A riconoscere il dolore che ho provocato, senza decidere io quanto avrebbe dovuto pesare.

Se c’è qualcosa da restituire, da correggere o da chiarire, indicami un passo possibile. Se ho raccontato ingiustamente una persona, dammi il coraggio di rettificare. Se ho fatto una promessa che non ho mantenuto, insegnami a parlare con sincerità di ciò che posso fare adesso.

Custodiscimi dalla fretta di essere perdonata. Vorrei sentirmi dire subito che va tutto bene, ma l’altra persona può avere bisogno di tempo. Aiutami ad ascoltare anche una risposta difficile e a rispettare un confine che non avrei desiderato.

Non lasciare che la vergogna mi convinca a nascondermi per sempre. Il male che ho fatto merita di essere riconosciuto; la mia vita può ancora scegliere il bene. Donami umiltà per ricominciare e costanza perché le scuse trovino seguito nei comportamenti.

Ti affido questa relazione, ciò che si può riparare e ciò che oggi non so come affrontare. Insegnami una pace capace di verità. Accompagnami quando dirò la prima frase e quando, dopo, dovrò imparare a viverla. Amen.

Una scusa che l’altra persona possa capire

Prima di inviare, puoi rileggere il messaggio e chiederti se nomina davvero ciò che è accaduto. Dire che hai interrotto una confidenza, condiviso qualcosa di privato o parlato con durezza dà alla scusa un contenuto. L’altra persona può riconoscere che stai parlando proprio di quella ferita.

Una spiegazione può essere utile, ma ha bisogno di trovare il suo posto. Il sonno perso, la pressione al lavoro o una preoccupazione familiare raccontano il contesto; non cancellano il gesto. Puoi condividerli senza chiedere a chi hai ferito di occuparsi immediatamente del tuo disagio.

Anche il seguito conta. Se il problema riguarda un comportamento che si ripete, una frase bella potrebbe non bastare. Quale accordo concreto puoi rispettare? Quale aiuto ti serve per cambiare? Promettere meno e mantenere qualcosa di preciso può essere più credibile di una dichiarazione enorme.

Il perdono non si pretende in cambio delle scuse

La risposta potrebbe arrivare dopo qualche giorno. Potrebbe contenere rabbia, distanza o il bisogno di interrompere la conversazione. Chiedere scusa non ci dà il controllo sul modo in cui verremo accolte. Possiamo offrire una riparazione e lasciare all’altra persona la libertà di valutarla.

Riconoscere un errore non richiede neppure di assumere responsabilità che non sono nostre. Nelle relazioni segnate da intimidazioni o violenza, la sicurezza e un sostegno competente vengono prima del tentativo di risolvere tutto con un incontro. Questa preghiera non è un invito a tornare in una situazione pericolosa.

Per una difficoltà ordinaria, il primo passo potrebbe invece essere proprio quel messaggio lasciato nelle bozze. Puoi togliere la frase con cui volevi vincere di nuovo la discussione. Restare con ciò che desideri riconoscere. E lasciare che il tuo «scusami» abbia finalmente lo spazio per arrivare.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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