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Kane, Mbappé e Yamal: sul podio del calcio, dalla parte dei bambini

Il Pallone d’Oro a Harry Kane, il secondo posto a Kylian Mbappé, il terzo a Lamine Yamal. Tre campioni, tre storie diverse e un filo che ci piace seguire: quello che porta il talento fuori dallo stadio, vicino ai bambini e ai ragazzi che hanno bisogno di ascolto, occasioni e un’infanzia protetta.

Harry Kane nell’amichevole Salisburgo–Bayern del 6 gennaio 2025. Foto di repertorio, non della visita scolastica.

Ci sono sere in cui il calcio sembra stare tutto dentro una busta. Un nome da leggere, un trofeo da alzare, gli applausi. Il 26 ottobre 2026, a Londra, il Pallone d’Oro lo ha vinto Harry Kane, davanti a Mbappé e Yamal. Una classifica che fa discutere, accende i tifosi e riempie le notizie.

Ma noi di CHIARA! abbiamo voglia di guardare anche oltre quella sera. Perché questi tre giocatori hanno scelto, in modi diversi, di sostenere progetti per gli altri. Dietro i nomi delle organizzazioni ci sono cose molto concrete: una lezione sulle emozioni, un percorso educativo, lo sport portato ai bambini in ospedale, il diritto di giocare difeso davanti al mondo.

Il trofeo è uno. Le occasioni per fare del bene, per fortuna, sono molte.

Harry Kane: una mano a chi fa fatica a rialzarsi

Prima del campione c’è stato un bambino a cui hanno detto no. Il London Museum ricostruisce il momento in cui Kane, a otto anni, fu lasciato andare dall’Arsenal: non sembrava avere le caratteristiche giuste. Poi sono arrivati il Tottenham, i prestiti e la strada verso il grande calcio.

Oggi quella storia dà un significato particolare al suo impegno. La Harry Kane Foundation, lanciata il 10 ottobre 2022, nella Giornata mondiale della salute mentale, lavora per cambiare il modo in cui parliamo del nostro benessere psicologico. Collabora con esperti e associazioni, sostenendo progetti educativi, sensibilizzazione e accesso al sostegno.

Con Premier League Primary Stars sono stati sviluppati materiali scolastici sulla resilienza: attività per riconoscere i pensieri che scoraggiano e affrontare gli ostacoli. Nel febbraio 2023 Kane ha anche incontrato a sorpresa una classe che gli aveva scritto delle proprie difficoltà e dei propri obiettivi.

Immagina quel momento: il tuo calciatore preferito che prende sul serio qualcosa che per te è difficile. Una fatica con la scrittura, una paura, un traguardo che sembra lontano. Qualcuno ti sta ascoltando. E, per una volta, non devi essere il più bravo per meritare attenzione.

Tra gli alunni incontrati c’era Zamil, che aveva raccontato le sue difficoltà con la scrittura. La Premier League riferisce la sua emozione per il riconoscimento ricevuto da Harry e il desiderio di incorniciarlo in salotto. È una scena che dice molto: qualcosa che un adulto potrebbe liquidare con un incoraggiamento frettoloso, per un bambino può diventare il ricordo di essere stato visto.

Nel lavoro della fondazione c’è anche Kate, la moglie di Harry: l’archivio ufficiale documenta materiali didattici realizzati insieme per il percorso Healthy Minds di Bounce Forward e un incontro scolastico del 2024 con lei presente in classe e Harry collegato a distanza.

Accanto alla scuola c’è il sostegno a Haven House. Nel febbraio 2024 Kane ha promosso Miles for Smiles, una sfida di cammino con raccolta fondi. Secondo il resoconto della fondazione, il suo coinvolgimento ha contribuito a raccogliere oltre 25.000 sterline. Un’altra forma di presenza: usare l’attenzione che ricevi per far conoscere il lavoro di chi si prende cura degli altri.

La forza può essere anche chiedere una mano

Nel novembre 2025 la fondazione ha sostenuto con The Mix un modulo gratuito sulla resilienza per ragazzi dai 10 ai 18 anni, con contenuti interattivi e fumetti. Kane ha contribuito condividendo esperienze di pressioni e difficoltà. Il messaggio del progetto è chiaro: essere resilienti non significa diventare indistruttibili; comprende il saper cercare aiuto.

Nel giugno 2026 è stata inoltre annunciata una raccolta fondi nei negozi britannici Skechers a favore di Shout, servizio di sostegno psicologico via messaggio. Piccole donazioni proposte alla cassa per sostenere un aiuto concreto.

È questo il lato di Kane che ci colpisce: utilizzare la propria visibilità per aprire conversazioni che spesso restano chiuse. Perché dietro un sorriso, anche dietro quello di chi sembra cavarsela sempre, può esserci una giornata pesante.

Kylian Mbappé: aiutarti a costruire il tuo sogno

Con Mbappé il filo ci porta a Inspired by KM, l’associazione presentata il 20 gennaio 2020. Il progetto è partito con 98 bambini e ragazzi: 49 maschi e 49 femmine, allora tra i 9 e i 16 anni, provenienti da contesti diversi. Il percorso annunciato prevedeva un accompagnamento fino all’ingresso nella vita lavorativa.

Quattro i verbi che ne raccontano la direzione: imparare, comprendere, condividere, trasmettere. La presentazione ufficiale descrive corsi di lingua, uscite culturali e sportive, masterclass e soggiorni, con professionisti, un rapporto con le scuole e un’attenzione individuale ai partecipanti.

È bello soffermarsi su questo: un sogno ha bisogno anche di strumenti. Di incontrare persone, scoprire possibilità, entrare in un luogo dove non pensavi di poter entrare. Di qualcuno che ti accompagni abbastanza a lungo da aiutarti a trovare la tua strada.

L’idea espressa da Mbappé al lancio era proprio questa: aiutare i ragazzi a costruire e realizzare il proprio progetto. Quel proprio conta. Il futuro di un bambino non deve per forza assomigliare a quello del suo idolo per essere meraviglioso.

Il sito dell’associazione precisa anche il metodo: ascoltare la voce dei ragazzi, coinvolgere le famiglie, mantenere un collegamento con le scuole. Sono dettagli meno appariscenti di una foto con un campione, ma raccontano quanto sia importante la continuità. Dietro un’esperienza speciale serve un percorso che tenga insieme le persone.

E poi c’è l’ultimo dei quattro verbi: trasmettere. L’idea che chi riceve un’occasione possa, un giorno, passarla a qualcun altro. Il bene che non si ferma al primo incontro, ma trova nuove mani.

Quando le stelle sono i bambini in ospedale

Mbappé è anche padrino di Premiers de Cordée, associazione che porta attività sportive ai bambini ricoverati e lavora sulla sensibilizzazione alla disabilità. Il suo legame è documentato sia dall’organizzazione sia dal sito ufficiale del calciatore.

Nella pagina dei suoi sostenitori, l’associazione riporta un pensiero di Kylian: quando va a giocare a calcio in ospedale, considera i bambini le vere stelle di quel momento.

C’è una delicatezza che ci piace, in questo modo di guardare. Mettere al centro chi sta attraversando una fatica. Condividere un gioco, un sorriso, il tempo. Dare spazio a un bambino oltre la sua malattia: ai suoi gusti, al suo carattere, alla voglia di divertirsi.

Lamine Yamal: dalla parte di chi ha diritto a giocare

Il terzo gradino del podio ci porta a Lamine Yamal. L’11 giugno 2026 UNICEF ne ha annunciato la nomina ad Ambasciatore di buona volontà, con un impegno dedicato al diritto al gioco e ai bambini che vivono conflitti, disastri naturali e altre emergenze umanitarie.

Nel presentare il suo ruolo, Lamine ha ricordato gli elementi semplici della sua infanzia: la famiglia, un pallone, un parco, un sogno. Il calcio gli ha dato appartenenza e speranza. Ora vuole usare la propria voce per difendere la possibilità, per ogni bambino, di giocare e crescere in sicurezza.

Le iniziative con UNICEF erano cominciate prima della nomina. Per la Giornata mondiale dell’infanzia del 2024 aveva scritto al fratellino, raccontando le proprie speranze per i bambini. Nel 2025 aveva affidato i suoi social ad Ahinora, una bambina di nove anni della Guinea Equatoriale, perché mostrasse la sua esperienza quotidiana dei diritti.

Un gesto che cambia chi prende la parola: una celebrità apre uno spazio e lascia che a raccontarsi sia una bambina. E il diritto al gioco diventa qualcosa che possiamo immaginare: un posto sicuro, altri bambini con cui stare, un tempo dell’infanzia che nessuno dovrebbe rubare.

Non è un tema lontano dal pallone: è forse il suo punto di partenza più semplice. Prima degli sponsor, delle convocazioni e delle classifiche c’è il piacere di correre dietro a una palla. Di inventare una porta con due oggetti. Di sentirsi parte di un gruppo. Yamal, cresciuto con un padre marocchino e una madre della Guinea Equatoriale, porta in questo impegno anche la memoria delle proprie radici, ricordate nel suo profilo UNICEF.

Difendere quel diritto significa fare spazio a un’infanzia che non debba preoccuparsi soltanto di sopravvivere. È lì che il racconto sportivo incontra la vita: nel desiderio che altri bambini possano conoscere almeno un po’ della libertà che un gioco sa regalare.

Un video per entrare in questa storia

Il film Harry Kane: Resilience, diffuso per il lancio della fondazione e premiato agli Smiley Charity Film Awards 2023, racconta il percorso di Kane e l’importanza del sostegno degli altri.

Il bene non ha bisogno di una classifica

Un podio mette tre persone in ordine. Le loro iniziative ci portano invece davanti a bisogni differenti: sentirsi ascoltati, avere opportunità, vivere un’infanzia sicura. Sono progetti distinti, con organizzazioni e obiettivi propri. Ad avvicinarli è la scelta di mettere una parte della propria notorietà al servizio di qualcuno.

Per chi guarda la vita con fede, c’è un richiamo familiare: accorgersi del prossimo. Dare valore al suo futuro. Condividere qualcosa di sé. Lo si può fare attraverso una fondazione, un’associazione, il volontariato o una presenza paziente.

Kane, Mbappé e Yamal si sono presi il podio del calcio. Le loro storie ci ricordano anche quanto può essere bello usare la luce che ricevi per illuminare un pezzetto di strada a qualcun altro. 💗

Harry Kane: Resilience — Harry Kane Foundation
Fonte: Harry Kane Foundation / Smiley Charity Film Awards ↗

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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