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MARIAN TORNA A FIRENZE CON IL DIARIO DEI SUOI 21 ANNI!

Una borsa di viveri, una porta diversa da quella che cercava. Sessant’anni dopo l’alluvione, Marian Newsim è tornata a Firenze con il diario di quei giorni.

Restauro di un manoscritto danneggiato dall’alluvione di Firenze, foto d’archivio del 1967

Marian bussa a una porta in Borgo Santa Croce. Ha una borsa di viveri e un indirizzo. Ad aprirle è una famiglia diversa da quella che cerca. Il cibo lo lascia lì lo stesso.

Succede a Firenze, nei giorni dell’alluvione del 1966. Marian Newsim ha 21 anni, arriva da New York e studia in città. A 81 anni è tornata per il raduno degli Angeli del fango e ha affidato a La Nazione il racconto di quei giorni, custodito nel suo diario. È da quelle pagine che viene la storia della porta.

Prima i libri, poi le porte

Per i primi tre giorni dà una mano alla Biblioteca Nazionale. I ragazzi ripuliscono i libri uno alla volta. La biblioteca è vicina all’Arno e l’acqua è arrivata anche nelle sale dove si conservavano le raccolte. Basta pensare a quanti libri teniamo sul ripiano più basso di una libreria per capire da dove cominciasse il lavoro.

Poi Marian passa ad aiutare chi è rimasto in casa senza acqua, cibo o medicine. Gira in coppia con un altro volontario. Alzano la voce per farsi sentire da chi è alle finestre e chiedono ai negozianti dove c’è bisogno. In via dei Rustici c’è un centro di soccorso. Da lì si distribuisce quello che si riesce a trovare, dal pane alle coperte.

Una porta, una borsa, una cena

Nel diario c’è spazio anche per una cena che ai volontari riesce malissimo. Provano a mettere insieme tonno e latte. Si accorgono troppo tardi che il latte è condensato e zuccherato. A quel punto c’è poco da fare, anche aggiungendo altro.

Poi c’è quella sera in Borgo Santa Croce. Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice che quando dai da mangiare a chi ha fame, lo dai a lui. Marian aveva un nome da cercare e del cibo da portare. Quando la porta si è aperta, ha guardato chi aveva davanti.

Su CHIARA! trovi anche la mostra che riporta a Firenze la memoria degli Angeli del fango.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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