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PAROLA DI MAKE-UP

QUESTO PROFUMO HA UNA STORIA DA SALVARE! GLI ANGELI DI FIRENZE TORNANO A FARSI SENTIRE

Una nuova eau de parfum, una mostra e un dipinto da restaurare: Santa Maria Novella ricorda l’alluvione del 1966 e i giovani che arrivarono ad aiutare. Una tappa da segnare prima del 22 novembre.

Sala di vendita dell’Officina di Santa Maria Novella a Firenze, 2007. Repertorio, non la mostra del 2026.

Siamo abituate a chiedere a un profumo di ricordarci qualcosa. Un giardino, una persona, un’estate. A Firenze, questa volta, il ricordo ci porta a delle mani che lavorano: mani che raccolgono, puliscono, provano a salvare. Dietro il nome Angeli di Firenze c’è una storia di giovani arrivati da lontano e di una città ferita dall’acqua. E oggi quella storia torna a incontrare la bellezza in un luogo dove basta entrare per avere voglia di guardarsi intorno con calma.

L’appuntamento è in Via della Scala 16, nella sede storica dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella. La mostra “Frammenti non dimenticati. Firenze, 1966” è aperta dal 16 ottobre al 22 novembre 2026. Il prossimo 4 novembre saranno sessant’anni dall’alluvione: una data che rende questa visita particolarmente significativa.

Prima del flacone, ci sono loro

Il 4 novembre 1966 l’Arno allagò Firenze. I giovani volontari che arrivarono per aiutare a recuperare libri e opere vennero ricordati come Angeli del Fango. Anche l’Officina subì danni: acqua e fango entrarono negli ambienti dove si lavorava e si custodivano documenti e materiali.

Immaginare quel lavoro significa spostare l’attenzione dall’oggetto finito al desiderio di conservarlo. Oggi possiamo vedere una pagina, una fotografia, una decorazione e pensare soltanto a quanto sia bella. La memoria dell’alluvione ci invita anche a domandarci chi l’abbia protetta e quanto sia stato necessario fare perché potesse arrivare fino a noi.

Non serve essere esperte di storia dell’arte per lasciarsi coinvolgere. Puoi scegliere un oggetto in mostra, leggerne la spiegazione e fermarti lì qualche minuto in più. Una visita acquista una dimensione personale anche così, senza dover riconoscere tutto o fotografare ogni teca.

Un San Sebastiano che aspetta il restauro

Il percorso presenta il San Sebastiano di Francesco Botticini, appartenente alle Gallerie degli Uffizi, prima del restauro sostenuto dall’Officina. Insieme al dipinto ci sono fotografie, documenti e oggetti dell’archivio e delle collezioni della maison. È importante la sequenza: il pubblico vede l’opera prima dell’intervento, non un restauro già concluso.

Questo cambia il modo di guardare. Non ci viene chiesto soltanto di ammirare un risultato: possiamo prestare attenzione a una condizione, a una fragilità, al lavoro ancora da compiere. La bellezza ha anche questa capacità di trattenerci davanti a qualcosa che non è perfetto e che merita cura proprio così.

Chi ama i dettagli potrebbe osservare come cambiano i materiali da una teca all’altra, oppure confrontare una fotografia d’archivio con gli ambienti presenti. Chi visita con un’amica può scegliere un solo elemento da raccontarsi alla fine. Anche questo è un modo per portare fuori dalla mostra qualcosa che non sia soltanto una foto sul telefono.

Angeli di Firenze cambia concentrazione

Angeli di Firenze torna come eau de parfum in edizione limitata per i sessant’anni dall’alluvione. Santa Maria Novella descrive un accordo floreale, acquatico e verde, con richiami alla carta e al legno. È disponibile in negozi selezionati del marchio: un profumo che custodisce anche una memoria di Firenze.

Se passi in boutique, chiedi di provare l’eau de parfum Angeli di Firenze in edizione limitata. Dedicale qualche minuto: la prima impressione, poi quello che rimane. Un profumo si incontra così, lasciandogli il tempo di farsi conoscere.

Prima di organizzare il regalo, telefona alla boutique: chiedi formato, prezzo e disponibilità dell’eau de parfum in edizione limitata. Così, quando arriverai, saprai quale flacone cercare. E potrai dedicare qualche minuto anche alla sua storia.

Come trasformare la prova in un momento tuo

Se il negozio consente di provare la fragranza, comincia dalla mouillette e lascia che il primo impatto passi. Poi, se desideri provarla sulla pelle e il prodotto è adatto a te, prenditi il tempo di risentirla più tardi. La descrizione delle note aiuta a orientarsi; la tua impressione rimane personale e non deve coincidere con ogni parola usata per raccontarla.

Puoi annotare una cosa molto semplice: «Mi piace sentirlo addosso mentre faccio altro?». Un profumo può affascinarti come racconto e non diventare quello che desideri indossare. È una scoperta utile quanto trovare il flacone giusto. La visita alla mostra ha comunque il suo valore, indipendentemente da un acquisto.

La tua piccola agenda fiorentina

Segna il luogo, Via della Scala 16, e la conclusione della mostra, il 22 novembre. Prima di partire controlla gli orari e le modalità di accesso aggiornate con la sede ufficiale: non diamo per scontati gratuità, prenotazione o accessibilità dei singoli ambienti. Lascia un margine nella giornata per fermarti davvero.

Questa storia può cominciare da un flacone bellissimo, ma offre molte possibilità per continuare: una teca osservata bene, un dipinto che aspetta cura, un nome collettivo dato a ragazzi che si misero a disposizione. La parte più preziosa da portare a casa, forse, è proprio questa immagine di mani al lavoro. E la voglia di accorgerci delle cose che anche oggi qualcuno sta cercando di salvare.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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