IL CIBO SI RISPETTA OGNI GIORNO: CINQUE GESTI DA PORTARE A TAVOLA!
La ricorrenza dura un giorno. La spesa, il frigorifero e le persone con cui condividiamo il cibo ci aspettano anche domani.

Il 16 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Per il 2026 la FAO ha scelto il tema dell’innovazione per nutrire il domani: nuove soluzioni insieme a conoscenze tradizionali, con l’obiettivo di rendere il cibo accessibile e tutelare il pianeta. E nella nostra cucina, da dove si comincia?
1. Prima del supermercato, apri la dispensa
Guarda quello che c’è già e scrivi una lista degli acquisti che servono. La FAO propone la pianificazione per evitare doppioni e cibo dimenticato. Un’offerta è utile se quel prodotto avrà davvero un posto nei tuoi pasti.
2. Porta davanti ciò che va usato prima
Sposta in vista i prodotti da consumare per primi e sistema dietro quelli appena comprati che si conservano più a lungo. Vale anche per il congelatore: data e contenuto leggibili aiutano a sapere che cosa c’è, senza aprire ogni contenitore.
3. Due date, due significati
«Da consumarsi entro» riguarda la sicurezza: non va superata. «Da consumarsi preferibilmente entro» riguarda soprattutto la qualità. Non sono indicazioni equivalenti; conserva sempre gli alimenti come riportato in etichetta e segui le istruzioni dopo l’apertura.
4. Organizza gli avanzi senza trasformarli in un obbligo
Se resta del cibo, valuta come conservarlo correttamente o congelarlo quando adatto, seguendo le indicazioni di sicurezza per quell’alimento. Un contenitore chiuso e riconoscibile può aiutarti a riutilizzarlo. Rispettare il cibo significa anche non chiedere a nessuno di mangiare oltre i propri bisogni.
5. Prima di donare, chiedi che cosa serve
La FAO suggerisce di sostenere le realtà che redistribuiscono eccedenze sicure. Cerca un’organizzazione del territorio, controlla gli alimenti accettati e gli orari di consegna. Una telefonata prima dell’acquisto rende il gesto più utile di un sacchetto preparato a caso.
Un gesto possibile oggi
Scegline uno: fare l’inventario, controllare le etichette o chiedere a una realtà locale di che cosa ha bisogno. Non è una gara a fare tutto e non risolve da solo l’accesso al cibo. È una piccola parte concreta di un lavoro più grande, che riguarda filiere, istituzioni e comunità.
A tavola passano il lavoro di tante persone e le risorse della Terra. Accorgersene può diventare gratitudine; organizzarsi perché meno cibo vada perso è un modo per darle mani e piedi.
Fonte: FAO ↗


