Il cielo delle Dolomiti si è tinto di rosa! L'aurora è tornata sulle Alpi
Sabato 10 ottobre 2026 il cielo delle Dolomiti si è tinto di rosa. Dal Passo Giau a Lorenzago di Cadore e Tambre, tre fotografe hanno fermato quella sorpresa: un’aurora sopra le nostre montagne.

Lapponia e Norvegia sono mete famose per osservare l’aurora. Ma il fenomeno può comparire, più raramente, anche alle nostre latitudini: una sorpresa che invita ad alzare gli occhi dal telefono e poi, magari, a usarlo per fotografare.
Dove si è vista
L'aurora è comparsa lungo l'arco alpino, soprattutto nel Bellunese. La fotografa Alessandra Masi l'ha immortalata sopra le Tofane, vicino a Cortina d'Ampezzo e al Passo Giau. Giorgia Hofer l'ha fotografata da Lorenzago di Cadore. Da Tambre, in Alpago, Tita Lorenza Fain ha catturato un velo rosa tra le nuvole.
Tre fotografe, tre punti di osservazione, la stessa voglia di fermare quel cielo. Nell’immagine scelta per CHIARA! compaiono Ra Gusela e le Tofane, viste dal Passo Giau, sotto le stelle e una sfumatura rosa.
Ma perché l'aurora arriva fino a noi?
Tutto parte dal Sole e dalla sua attività magnetica. Le espulsioni di massa coronale, o CME, sono grandi emissioni di plasma e campo magnetico nello spazio. Se raggiungono la Terra, possono perturbare la magnetosfera, la regione dominata dal campo magnetico terrestre.
Queste interazioni possono fornire energia alle particelle che, guidate dal campo magnetico, raggiungono l’alta atmosfera. Quando urtano i gas atmosferici, li fanno emettere luce: è l’aurora. Nell’emisfero nord la chiamiamo boreale; in quello sud, australe.
Durante forti tempeste geomagnetiche la regione in cui compare l’aurora può estendersi verso latitudini più basse, rendendo il fenomeno osservabile anche lontano dai poli.
Una sorpresa tra le vette
Le previsioni dei giorni precedenti indicavano la possibilità di una tempesta geomagnetica moderata, di livello G2. Vedere l’aurora dall’Italia restava tutt’altro che scontato.
Il 10 ottobre la tempesta è stata descritta come G3: nella scala NOAA significa forte. Le fotografie ci restituiscono la parte più bella di quella serata sulle Alpi: il cielo che cambia colore sopra le cime.
Il Sole ha un ritmo, ma non un calendario perfetto
L’attività del Sole varia secondo un ciclo di circa 11 anni. NASA e NOAA hanno annunciato l’ingresso nel periodo di massimo del ciclo 25 nell’ottobre 2024. Questo non significa che ogni notte ci sia un’aurora, né permette di fissare con certezza il momento di una futura apparizione: contano le condizioni reali della tempesta e del cielo.
Come provare a vederla la prossima volta
Segui le notizie sul Sole. Le pagine dell'INGV avvisano quando arriva una tempesta geomagnetica.
Guarda verso nord. Alle nostre latitudini il fenomeno può comparire basso sull’orizzonte: scegli un punto con visuale libera e controlla le condizioni locali.
Scappa dalle luci della città. Montagna e campagna sono i posti migliori.
Usa il telefono come aiuto. La modalità notte o una lunga esposizione possono registrare colori poco evidenti a occhio nudo. A volte scopri il rosa proprio riguardando lo scatto: anche la fotografia può insegnarci a osservare.
Wow, che creato!
Un'esplosione sul Sole, un viaggio di milioni di chilometri, e alla fine un cielo rosa sopra le nostre montagne. «I cieli narrano la gloria di Dio», dice il Salmo 19. Sabato sera sulle Dolomiti l'hanno fatto con un colore nuovo.
Domande e risposte
Si può vedere l’aurora boreale in Italia? Sì, in particolari condizioni di attività geomagnetica. Gli scatti delle Dolomiti del 10 ottobre 2026 ci regalano un bellissimo esempio.
Dove si è vista il 10 ottobre? Soprattutto nel Bellunese: Cortina d'Ampezzo, Passo Giau, Lorenzago di Cadore e Tambre in Alpago.
Perché si vedono colori diversi? Dipendono dai gas coinvolti e dalla quota: l’ossigeno può emettere verde e rosso, l’azoto anche blu e rosa. L’ossigeno emette rosso a quote superiori a circa 200 km; da una foto, però, non si può attribuire ogni sfumatura a un solo gas.
Come si fotografa? Con la modalità notte del telefono o una lunga esposizione, guardando verso nord, lontano dalle luci.
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