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«Allora è vero»: Asser, 14 anni, e il sogno della vela diventato possibile

Una raccolta fondi al Centro Velico 3V e il sostegno di Sport Senza Frontiere gli hanno permesso di continuare. Tra Bracciano, Anzio e Civitavecchia, la passione per la vela è diventata anche amicizia e fiducia in sé.

Due giovani con giubbotti salvagente durante un’attività di vela al Centro Velico 3V

Asser stringe al petto la sacca del club. Sorride, guarda Michele e dice: «Allora è vero». Gli hanno appena confermato che potrà continuare a fare vela. Le quote e l’attrezzatura erano un ostacolo per la sua famiglia; una raccolta fondi e la collaborazione tra Sport Senza Frontiere e Centro Velico 3V hanno reso possibile l’iscrizione stabile.

«Ha fatto un sorriso immenso e ha stretto la sacca al petto come se contenesse il suo futuro», ricorda Michele Pesante, coordinatore territoriale di Roma e Lazio di Sport Senza Frontiere ETS. Era presente quando Asser ha ricevuto la notizia. Lo accompagna da cinque anni, da quando ne aveva nove e iniziava il suo percorso nell’associazione giocando a calcio.

Oggi Asser ha 14 anni. Si allena tra lago e mare, ha nuovi amici e una passione che si riconosce anche lontano dalla barca: basta guardarlo mentre cerca di imparare un nodo.

Un Optimist, il lago e gli occhi che brillano

L’incontro con la vela avviene sul Lago di Bracciano, durante Joy Nature, uno dei campus residenziali nella natura organizzati da Sport Senza Frontiere. Asser sale su un Optimist, la piccola imbarcazione scuola per i più giovani. Michele ricorda bene quel primo approccio all’acqua: «C’era un’energia incredibile nell’aria e a lui brillavano letteralmente gli occhi».

La voglia di imparare si vede anche sulla banchina. Mentre altri ragazzi si distraggono, Asser rimane a osservare gli istruttori che spiegano i nodi marinari.

È il dettaglio che Michele sceglie per descriverlo. Quelle mani che ripetono i movimenti raccontano un ragazzo attento, disposto a dedicare tempo a ciò che lo appassiona. La vela gli offre qualcosa in cui impegnarsi e misurarsi, un gesto dopo l’altro.

Il costo del corso. E le persone che trovano una soluzione

Proseguire richiede risorse: le rette, il materiale tecnico, l’attrezzatura necessaria per le diverse attività. Per la famiglia di Asser sono costi difficili da affrontare.

Alessandro Pace, responsabile del Centro Velico 3V di Trevignano Romano, ha notato il ragazzo fin dalle prime esperienze sull’Optimist e vuole inserirlo nei corsi ufficiali del circolo. Si attiva quindi in prima persona, promuovendo una raccolta fondi interna alla società sportiva.

A dare un sostegno speciale alla raccolta «Una Vela Per Adri» sono stati due genitori. Il loro figlio Adri, velista affermato, è scomparso tragicamente. Per ricordarlo hanno scelto di aiutare un giovanissimo a coltivare quella stessa passione: tra i tanti ragazzi seguiti da Sport Senza Frontiere, hanno voluto sostenere proprio Asser.

Il loro contributo, insieme alla raccolta promossa da Alessandro Pace al Centro Velico 3V, ha permesso di procurargli il materiale tecnico necessario per continuare il percorso, anche sui catamarani.

Il circolo segue la formazione tecnica e sportiva. Sport Senza Frontiere si occupa della logistica, dell’iter per la certificazione medica e del monitoraggio psicopedagogico. La collaborazione rende possibile frequentare con continuità: all’iscrizione si affianca tutto ciò che serve per partecipare agli allenamenti.

È qui che si arriva a quella sacca consegnata e al sorriso di Asser. Per Michele, il valore educativo del momento è preciso: vedere il proprio desiderio preso sul serio dagli adulti aiuta a costruire fiducia in se stessi.

Foto di gruppo dei partecipanti e degli adulti durante le attività di Sport Senza Frontiere e Centro Velico 3V

«Era molto timido». Adesso c’è un gruppo con cui crescere

Il corso porta Asser a fare esperienza sul Lago di Bracciano e in mare, ad Anzio e Civitavecchia. A colpire Michele sono anche i cambiamenti nelle relazioni: i ragazzi hanno formato un gruppo affiatato, collaborano e si sostengono a vicenda.

Un catamarano del Centro Velico 3V con una grande vela colorata durante un’uscita sull’acqua

Governare una barca richiede ascolto e coordinazione. Bisogna comunicare, fidarsi del compagno e contribuire al lavoro comune. L’apprendimento passa attraverso gli altri: condividere un compito significa dare una mano, accettare quella che viene offerta, riconoscere il ruolo di ciascuno.

Per l’associazione è una parte centrale del percorso educativo. Lo sport diventa un contesto in cui allenare l’autostima e il coraggio, imparando a relazionarsi con i coetanei e con gli adulti. Per Asser significa anche la gioia delle nuove amicizie, che Michele vede crescere insieme alle sue capacità sull’acqua.

Sport Senza Frontiere: dai primi cinque bambini alla rete solidale

Sport Senza Frontiere avvia le attività nel 2009, con un progetto pilota per cinque bambini segnalati dalla Comunità di Sant’Egidio e inseriti nei corsi di pentathlon moderno dell’Athlion Roma. Il progetto nasce all’interno della società sportiva, di cui Alessandro Tappa è uno dei fondatori, dall’iniziativa di un gruppo di amici e professionisti uniti dalla passione per lo sport.

A finanziare il primo progetto sono i proventi di un’asta fotografica legata a una mostra organizzata con Contrasto e la collaborazione di Reuters al Museo di Roma in Trastevere. Il 23 maggio 2011 nasce ufficialmente Sport Senza Frontiere Onlus: un primo finanziamento della Fondazione Vodafone permette di coinvolgere cento bambini in diverse società sportive, avviando la Rete Sportiva Solidale. Nel 2024 l’associazione diventa ETS.

La missione è la presa in carico multidisciplinare e gratuita di minori che vivono situazioni di vulnerabilità e disagio socioeconomico. «Lo sport, per noi, non è il fine ultimo, ma lo strumento pedagogico per contrastare l’esclusione sociale e offrire pari opportunità di crescita personale», spiega Michele.

Asser arriva su segnalazione dei servizi sociali territoriali del III Municipio di Roma. Il suo percorso mostra come funziona questo accompagnamento: l’inserimento in una società sportiva, l’esperienza del campus, l’attenzione a una passione nuova e il lavoro con il circolo per permettergli di coltivarla.

Quest’anno Sport Senza Frontiere prevede di seguire oltre 150 bambini e ragazzi nel territorio romano, spiega Pesante. A Palermo è già iniziata la presa in carico dei primi 40 minori di un nuovo progetto, con monitoraggio psicopedagogico e sanitario.

Un adulto e tre ragazzi davanti all’ingresso del Centro Velico 3V

La fiducia si costruisce anche così

Dai primi allenamenti di calcio alle uscite tra lago e mare, Michele ha seguito cinque anni della crescita di Asser. Quando ne parla, dice di essere fiero della sua evoluzione. Ha visto emergere la concentrazione, la determinazione e una maggiore apertura verso gli altri.

In questa storia l’opportunità ha richiesto l’impegno di educatori, dirigenti sportivi e persone che hanno contribuito alla raccolta fondi. Ciascuno ha fatto la propria parte perché Asser potesse continuare.

Il risultato si vede nelle uscite in barca, nelle amicizie, nella sicurezza che Michele riconosce nel ragazzo. E in quel gesto che ha scelto di raccontarci: Asser che stringe la sacca al petto, felice di sapere che tornerà sull’acqua.

Come sostenere Sport Senza Frontiere

Per conoscere i progetti e le modalità di sostegno visita sportsenzafrontiere.it.

È possibile destinare il 5 per mille a Sport Senza Frontiere ETS indicando il codice fiscale 97653510582.

Con il contributo e le fotografie fornite da Sport Senza Frontiere ETS.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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