ANNUNCIAZIONE: PRIMA DEL SÌ, MARIA FA UNA DOMANDA!
Il 25 marzo si festeggia l’Annunciazione del Signore. Dietro i dipinti più famosi c’è un dialogo tutto da ascoltare.

Angelo, leggio, giglio: un’Annunciazione dipinta la riconosci al volo. Ma se apri il Vangelo di Luca, al capitolo 1, trovi soprattutto persone e parole. Gabriele arriva a Nazaret. Maria è turbata, cerca di capire e chiede come potrà succedere quello che le viene annunciato. Il sì arriva dopo.
Il cuore della festa
Nove mesi prima di Natale si ricorda l’incarnazione di Gesù. Per la fede cristiana il Figlio di Dio diventa davvero uomo: il Compendio del Catechismo lo presenta come vero Dio e vero uomo. Per questo è una festa del Signore, con un significato che va oltre l’episodio che riguarda Maria.
Luca nomina Nazaret, Maria e Giuseppe, ma non descrive la stanza né dice quanti anni avesse lei. Sono gli artisti ad aggiungere ambienti e simboli, spesso presi dalla loro epoca.
Due concepimenti da non confondere
Occhio a non fare confusione! Il concepimento verginale riguarda Gesù, concepito per opera dello Spirito Santo. L’Immacolata Concezione riguarda invece Maria, preservata dal peccato originale fin dal suo concepimento. Sono due affermazioni diverse della fede cattolica.
Una data con una storia
La festa è attestata in Oriente dalla metà del VI secolo e a Roma dal VII. Di solito cade il 25 marzo; quando incontra i giorni della Settimana Santa, il calendario liturgico le trova un’altra data. Puoi seguirla nel calendario della tua diocesi.
La prossima volta che guardi un’Annunciazione, rileggi prima il dialogo di Luca. Poi osserva il giglio, i colori e la stanza immaginata dal pittore: Vangelo e arte ti racconteranno due aspetti diversi della stessa festa.


