Valeria Marini, il cuore è stellare: la fede, i bambini e la bellezza di esserci
Le preghiere della sera, i giochi portati al Gaslini, i regali di nozze trasformati in aiuto. C’è una luce, nella storia di Valeria, che merita di essere raccontata.

«Baci stellari». Due parole, ed eccola lì: Valeria Marini, il sorriso, gli abiti scintillanti, quel modo tutto suo di mettere un punto luce anche nei saluti. Ma c’è una fotografia che ci piace fermare un po’ più a lungo: Valeria accanto ai bambini, tra i giochi e gli incontri organizzati con AMRI, l’Associazione per le Malattie Reumatiche Infantili.
È una parte della sua storia che porta a Genova, vicino alle famiglie che arrivano al Gaslini per curare i figli. E che comincia parecchio tempo fa.
Genova, 2005: un incontro che diventa impegno
È AMRI a raccontarlo: Valeria conosce l’associazione nel 2005, grazie a un progetto di raccolta fondi. Da quell’incontro nasce un sostegno alle sue attività, in particolare alla ricerca e all’accoglienza dei genitori che raggiungono Genova da altre città.
Nella pagina dedicata alla propria testimonial, l’associazione spiega che i fondi raccolti negli anni hanno permesso di finanziare anche un dottorato di ricerca per una giovane biologa e di aumentare le stanze disponibili per le famiglie vicino all’ospedale. Sono risultati descritti in una testimonianza storica di AMRI: raccontano il percorso fatto insieme, senza pretendere di essere il bilancio delle attività di oggi.
Una stanza vicino a tuo figlio. Fermiamoci un momento qui. Perché durante un ricovero lontano da casa anche il bisogno più semplice può diventare un problema: trovare dove dormire, sostenere le spese, riorganizzare il lavoro e la vita. L’accoglienza aiuta proprio in questo tratto del viaggio.
A Natale si resta bambini, anche in ospedale
Le visite sono documentate anche dal Gaslini. Il 18 dicembre 2012 l’istituto racconta l’incontro avvenuto il pomeriggio precedente con i piccoli ricoverati della Pediatria II. Nel dicembre 2014 pubblica un’altra notizia: Valeria, madrina di AMRI, ha portato il saluto natalizio e giochi ai bambini della Reumatologia. L’ospedale lo descrive come un appuntamento ormai tradizionale.
Le date contano: ci aiutano a riconoscere le tappe di un legame. E quei giochi raccontano un’attenzione che possiamo comprendere tutti. Un bambino in cura continua ad avere voglia di una sorpresa, di una festa, di qualcosa da scartare. La sua giornata deve poter contenere anche questo.
Il regalo di nozze diventa solidarietà
C’è poi una scelta legata al matrimonio con Giovanni Cottone. Nel bollettino del luglio 2014, AMRI conferma che gli sposi avevano rinunciato ai regali chiedendo agli invitati una donazione. Quelle offerte contribuirono al fondo per acquistare un ecografo da destinare al reparto. Altre due coppie, racconta l’associazione, seguirono il loro esempio.
Una festa personale si era allargata ad altre persone. E il gesto aveva trovato qualcuno pronto a ripeterlo: è una delle possibilità più belle della generosità, far venire voglia di partecipare.
La sera, una preghiera
Valeria ha parlato pubblicamente anche della fede. In un’intervista del 17 luglio 2022 raccontò di pregare ogni sera: l’Ave Maria, il Padre nostro, il Gloria e le parole che arrivano spontanee quando si cerca forza o si affida a Dio la salute di una persona cara.
In quell’occasione disse di aver pensato al convento l’anno prima, durante un periodo difficile. Ne aveva parlato con la madre e con un sacerdote. Poi aveva ripensato quella scelta, comprendendo che non poteva essere un modo per sottrarsi alle difficoltà.
Questa era la direzione che indicava. Parole che appartengono a quel momento della sua vita, da accostare con rispetto ai gesti documentati dalle associazioni e dall’ospedale.
Una luce da condividere
La storia che emerge ha dentro una ricercatrice, una famiglia che trova ospitalità, un bambino che riceve un gioco. Persone e bisogni precisi, che ci permettono di capire dove può arrivare un aiuto.
E allora sì, teniamoci anche i baci stellari. Accanto, mettiamo queste immagini. Perché una parte della bellezza di Valeria si può raccontare così: nel tempo e nell’attenzione dedicati a chi aveva bisogno di un po’ di luce.


