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ASPETTA A BUTTARLO! RIPARARE VALE ANCHE DOPO IL REPAIR DAY

Il Repair Day del 17 ottobre è passato, ma gli oggetti meritano ancora una seconda possibilità. Dal 22 ottobre è in vigore il nuovo decreto sulla riparazione.

Repair Café ad Amsterdam-Oost, 2 maggio 2012

La lampada che sfarfalla, la zip rotta, il tostapane muto. Prima di buttarli, aspetta! Sabato 17 ottobre 2026 era l’International Repair Day: una giornata per dare agli oggetti un’altra possibilità, imparando insieme.

Riparare unisce le persone

Era la decima edizione della giornata internazionale. Il tema, Repairing Unites People, mette al centro proprio questo: si cerca il guasto, si condividono competenze e intanto ci si incontra. Nei Repair Café visitatori e volontari provano a capire insieme che cosa non funziona.

Il programma del 17 ottobre a Pavia

Il programma dell’Università di Pavia prevedeva il Repair Day Festival nel Cortile Sforzesco, con Repair Café Pavia e l’Office for Sustainable Actions dell’Ateneo. Si potevano portare lampade, piccoli elettrodomestici, laptop, aspirapolvere e macchine da caffè.

Dalle 10 alle 13 erano previste la ciclofficina e la postazione Cucire gli strappi, per imparare a intervenire su orli, cerniere e tessuti. I workshop di saldatura per principianti richiedevano la prenotazione: questi appuntamenti del 17 ottobre sono conclusi.

Il diritto alla riparazione: che cosa cambia

Il decreto legislativo 176/2026 è in vigore dal 22 ottobre. Per i beni coperti dalle specifiche europee di riparabilità, il fabbricante deve provvedere alla riparazione richiesta fuori dalla responsabilità del venditore, gratuitamente o a prezzo ragionevole, salvo impossibilità. Non è una promessa di riparazione gratuita per qualunque oggetto: vanno verificate le condizioni previste per il prodotto.

Un oggetto da cui cominciare

Vuoi trovare un’altra occasione per riparare? Sul sito di Repair Day trovi la mappa degli appuntamenti. Puoi anche scegliere un capo con un piccolo strappo e chiedere a chi sa cucire di mostrarti come fare. Per guasti elettrici, batterie o apparecchi da aprire, affidati a persone competenti.

Prendersi cura del creato passa anche da qui: usare più a lungo quello che abbiamo, invece di sostituirlo al primo inconveniente.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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