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LA VITA IN TASCA

HAI QUALCOSA DA DIRE. NOI ABBIAMO TEMPO!

Una parola si ferma, una sillaba torna. E dall’altra parte qualcuno guarda già l’orologio. Per la Giornata internazionale di consapevolezza sulla balbuzie, partiamo da un gesto che possiamo imparare tutte: lasciare spazio alla voce di chi abbiamo davanti.

Tre colleghe conversano davanti a una tazza di caffè: fotografia di contesto sull’ascolto, senza indicazioni sulla salute delle persone ritratte.

«Dai, respira». «Parla piano». «Ho capito, vuoi dire che…». A volte queste frasi escono con le intenzioni migliori. Pensiamo di dare una mano, di sciogliere un momento difficile. Ma immaginiamo per un istante di avere una cosa importante da raccontare e di sentirci correggere proprio mentre cerchiamo di dirla. Forse avremmo bisogno soprattutto di qualcuno che resti lì, interessato alla nostra storia.

22 ottobre: una giornata per cambiare ascolto

Il 22 ottobre è la Giornata internazionale di consapevolezza sulla balbuzie. Un’occasione per parlarne anche fuori dagli studi dei professionisti: a scuola, in famiglia, tra amiche, al lavoro. Perché il modo in cui rispondiamo a una voce può rendere una conversazione più accogliente o più faticosa.

Quando una parola si blocca, chi ascolta può fare spazio: aspettare, mantenere un contatto visivo naturale e seguire il racconto. Sono i gesti suggeriti dalla Stuttering Foundation, da portare nelle conversazioni di ogni giorno.

La frase appartiene a chi la sta dicendo

La Stuttering Foundation suggerisce di mantenere un contatto visivo naturale e di aspettare che l’interlocutore finisca. Evitare di completargli le frasi è un modo concreto per rispettare quello che desidera esprimere. Anche quando crediamo di avere indovinato la parola successiva, possiamo lasciargli il piacere e la libertà di sceglierla.

La fondazione invita inoltre a evitare esortazioni come «rallenta», «fai un respiro» o «rilassati»: possono essere vissute come svalutanti. A chi ascolta consiglia un ritmo tranquillo e naturale, senza rallentare in modo artificiale. L’attenzione va a ciò che la persona racconta.

Anche al telefono serve pazienza

Tra le situazioni segnalate dalla Stuttering Foundation c’è la telefonata. Se dopo il nostro «pronto» non arriva subito una risposta, concediamo qualche istante prima di chiudere. Potrebbe esserci una persona che sta cercando di iniziare a parlare. È un dettaglio minuscolo, ma pensiamo a quante occasioni della giornata passano da una chiamata: una prenotazione, una richiesta, un colloquio.

Chiedere un sostegno, con i propri tempi

Se hai un dubbio per te o per un bambino, parlane con il medico o il pediatra: può aiutarti a orientarti verso una valutazione logopedica. Anche chiedere un sostegno comincia da una conversazione in cui sentirsi ascoltati.

A casa, a scuola e al lavoro possiamo fare la nostra parte: lasciare il tempo per rispondere, accogliere una domanda, ascoltare una battuta fino in fondo. Una conversazione è più bella quando ciascuno può esserci con la propria voce.

A Milano, un’iniziativa dedicata alle famiglie

Il 22 ottobre 2026 l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di Milano ha proposto prime visite foniatriche e counselling logopedico per bambini e ragazzi da 0 a 18 anni e per i loro genitori. L’appuntamento in via Castelvetro 22 è trascorso. Per conoscere le prossime iniziative, consulta il sito dell’ASST Fatebenefratelli Sacco.

Dio ascolta anche quando le parole fanno fatica

In Esodo 4,10 Mosè presenta a Dio la propria difficoltà nel parlare. Questo passo non permette di attribuirgli una diagnosi moderna; ci offre però una scena in cui un uomo porta davanti al Signore una fragilità che sente grande. Possiamo fermarci su quel dialogo e imparare a non ridurre una persona alla difficoltà che incontriamo per prima.

Se balbetti, la tua opinione merita spazio. Una battuta, una domanda, un desiderio, perfino quel racconto lunghissimo che non vedevi l’ora di fare: puoi portarli nella conversazione. E se sei tu ad ascoltare, oggi puoi cominciare da qui: «Ti ascolto». Poi restare davvero.

FONTI E APPROFONDIMENTI

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