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MOLLY SI TUFFA DA UN ICEBERG. MA LA SUA STORIA COMINCIA DALLA PAURA!

Il salto a Terranova, la preparazione con Will Gadd e una domanda che ci riguarda da vicino: per essere coraggiose bisogna davvero smettere di avere paura?

Molly Carlson durante la tappa di Boston delle Red Bull Cliff Diving World Series nel 2024; fotografia di repertorio, non del tuffo dall’iceberg.

La parte che fa spalancare gli occhi è il salto. Una donna, un iceberg, l’acqua gelida di Terranova. La parte che merita di restare arriva prima: tutto ciò che bisogna imparare, controllare e decidere per arrivare fin lassù. E la possibilità, da conservare fino all’ultimo, di tornare indietro.

Molly Carlson ha fatto del coraggio il filo della sua vita sportiva e del suo racconto pubblico. Oggi, 22 ottobre, il progetto Red Bull Iceberg Dive riporta l’attenzione su un’impresa compiuta a giugno 2026: un tuffo all’indietro da un iceberg al largo di Terranova. Red Bull la presenta come la prima donna a tuffarsi da un iceberg libero. Ma la storia più interessante non si esaurisce in quel primato.

Prima di tuffarsi, ha dovuto imparare a salire

Il progetto unisce due competenze che non coincidono: saper volare verso l’acqua e saper raggiungere una piattaforma di ghiaccio. La comunicazione ufficiale di Red Bull parla di mesi di preparazione, fra allenamento in acqua fredda e arrampicata con Will Gadd. Il salto, secondo gli organizzatori, è di circa quindici metri.

Gadd è un esperto canadese di arrampicata su ghiaccio, una disciplina in cui conoscere l’ambiente conta quanto il gesto atletico. Per Molly, invece, la salita rappresentava un terreno nuovo. Anche un’atleta di altissimo livello può ritrovarsi principiante quando cambia il contesto. Il suo talento nei tuffi non rendeva superfluo il lavoro di qualcun altro.

È un dettaglio che rende il racconto più bello: al centro c’è un’impresa individuale, ma intorno c’è una squadra. Saper fare una cosa straordinariamente bene non significa dover sapere già fare tutto.

Il diritto di dire: oggi non si fa

Un iceberg può spaccarsi, crollare o ribaltarsi senza preavviso: Molly lo spiega nel documentario del progetto. Per raggiungere il punto del tuffo ha lavorato con Will Gadd, specialista del ghiaccio. Guardando il salto viene da trattenere il respiro; dietro ci sono una preparazione e competenze che il video di pochi secondi non può riassumere.

Questa disponibilità a rinunciare cambia la lettura del salto. La preparazione non serve a convincersi che andrà tutto bene a qualsiasi costo: serve anche a riconoscere quando è necessario fermarsi. L’impresa di una professionista, costruita con specialisti, non è una sfida da riprodurre in vacanza.

La paura non sparisce appena diventi brava

«La cosa più spaventosa che abbia mai fatto»: così Molly descrive l’impresa nel racconto ufficiale del progetto. Lei, che si tuffa per professione. Saper fare qualcosa molto bene non ci rende immuni dalla paura: anche per un’atleta esperta, quel ghiaccio era una sfida nuova.

Il salto resta eccezionale. L’emozione che lo precede, invece, rende possibile riconoscersi almeno in una parte della storia. Non occorre paragonare un colloquio di lavoro a una parete di ghiaccio per capire cosa significa sentirsi pronte e spaventate nello stesso momento.

Il rischio, nei racconti motivazionali, è trasformare ogni esitazione in un difetto da correggere. Qui c’è spazio per una lettura più rispettosa: fare sul serio con un obiettivo significa conoscere anche le proprie incertezze, senza vergognarsene e senza consegnare loro ogni decisione.

Chi è Molly Carlson, anche lontano dall’iceberg

Canadese, nata nel 1998, Carlson è una protagonista delle Red Bull Cliff Diving World Series. La sua scheda ufficiale ricorda il debutto nel circuito nel 2021 e il successo nella tappa conclusiva del 2026 a Polignano a Mare. Un legame concreto con l’Italia, dove il suo sport trova una delle cornici più riconoscibili.

Accanto alle gare ha costruito Brave Gang, una comunità in cui invita le persone a condividere le proprie storie di coraggio e a sostenersi. Sul suo sito il messaggio comprende anche il rapporto con il corpo e la gentilezza verso se stesse. Nel 2025 ne aveva parlato con Adam Grant nel podcast ReThinking, affrontando anche il tema del chiedere aiuto.

Quello che resta, quando l’acqua si richiude

Di questa storia possiamo conservare l’immagine più spettacolare. Oppure accorgerci di tutto ciò che rende possibile quell’immagine: tempo, competenze, fiducia, ascolto. Nessuna di queste cose sta in un singolo istante, eppure senza di loro quell’istante non esisterebbe.

Molly si tuffa. A noi resta una domanda meno estrema e più vicina: qual è il passo per cui vale la pena prepararci, accettando di avere ancora un po’ paura? La risposta non deve impressionare nessuno. Deve soltanto appartenere alla nostra vita.

Molly Carlson: il tuffo dall’iceberg — film Red Bull (in inglese)
Fonte: Red Bull ↗

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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