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KIMI, ADESSO PUOI PIANGERE: IL SOGNO È MONDIALE!

Le lacrime per il Mondiale, i grazie alla famiglia. E quel ritorno al Rizzoli, tra regali e sorrisi ai piccoli pazienti: c’è tanto cuore nella storia di Kimi Antonelli.

Kimi Antonelli sul podio a Monza nel settembre 2026. Fotografia di repertorio, non della conquista del Mondiale in Messico.

La bandiera a scacchi è passata. Il casco è ancora lì, ma le lacrime non aspettano. Kimi Antonelli è campione del mondo e per qualche istante trovare le parole sembra più difficile che guidare una Formula 1. Puoi aver preparato una gara in ogni dettaglio, aver ripetuto mille volte che cosa fare. Poi succede davvero. E ti commuovi.

Nel Gran Premio del Messico dell’1 novembre 2026, il pilota della Mercedes ha chiuso terzo e conquistato il suo primo titolo. Ha vent’anni e 68 giorni: nessuno ci era riuscito così presto. L’Italia ritrova un campione del mondo piloti dopo Alberto Ascari, che vinse nel 1953. Settantatré anni di attesa, finiti sul podio di Città del Messico.

Ma il cuore di Kimi lo trovi anche al Rizzoli 💗

C’è un’altra Bologna nella storia di Kimi. Quella dell’Istituto Ortopedico Rizzoli, dei bambini e dei ragazzi che a Natale sono ricoverati. È qui che vogliamo fermarci un momento. Perché tra una coppa e una classifica c’è anche un ragazzo che torna nella sua città e va a trovare chi sta attraversando giorni difficili.

Il 21 dicembre 2024, appena rientrato da Londra per le feste, Antonelli è andato al Rizzoli con il papà, portando regali ai piccoli pazienti. Ad accompagnarlo c’era anche Gianluca Pini, tecnico di radiologia di sala operatoria, che aveva organizzato l’incontro insieme a Domenica Santina Catamo, responsabile della promozione del benessere dei pazienti.

Pensaci: hai diciotto anni, stai per cominciare la tua avventura in Formula 1 con la Mercedes, torni a casa per Natale. E tra le persone che scegli di incontrare ci sono bambini e ragazzi in ospedale. È un pezzetto della sua storia che ci piace tantissimo.

E l’anno dopo è tornato. Con i regali e il tempo per esserci

Il 20 dicembre 2025 Kimi è tornato al Rizzoli per il secondo anno consecutivo. Ha portato doni ai ricoverati e auguri alle famiglie e al personale sanitario. Ci sono state foto, autografi e sorrisi: un incontro che ha suscitato entusiasmo tra pazienti e operatori.

È quel «è tornato» che ci resta nel cuore. Una visita nel 2024, un’altra nel 2025. Mentre la sua vita cambiava, quell’appuntamento ha trovato di nuovo posto. E sulle pagine di CHIARA! vogliamo dare spazio anche a questo Kimi: il giovane pilota che, tornato a Bologna, passa a salutare i ragazzi del Rizzoli.

Terzo al traguardo, primo nel mondo

Una piccola precisazione per chi ha seguito la festa e si è perso la corsa: a vincere il Gran Premio è stato Max Verstappen, davanti a Lewis Hamilton. Antonelli ha conquistato il Mondiale con il terzo posto. Gli sarebbe bastato arrivare nono, qualunque fosse il risultato dei rivali ancora in corsa per il titolo.

Facile, allora? Mettici una partenza dalla quarta posizione, una gara di 71 giri, un’interruzione con bandiera rossa dopo l’incidente di Valtteri Bottas e una Safety Car nel finale. Ogni ripartenza rimette in movimento anche quello che sembrava sotto controllo. Per Kimi significava restare dentro la gara, mentre tutti aspettavano di sapere se sarebbe diventata la sua giornata.

Dopo la bandiera rossa si è ritrovato quarto. Il sorpasso su Charles Leclerc alla prima curva gli ha restituito il podio. Da lì ha portato a termine la corsa alle spalle di Verstappen e Hamilton. Il titolo è arrivato con quattro appuntamenti ancora da disputare: una stagione già decisa per il campionato piloti, ma tutt’altro che finita.

Il grazie che viene prima della festa

Quando riesce a raccontare quello che sente, Kimi fa spazio agli altri. Alla Mercedes che gli ha dato l’opportunità, alla famiglia, agli amici. Nelle dichiarazioni diffuse dopo la gara ringrazia chi lo ha accompagnato lungo il percorso e racconta la tensione provata sapendo quanto fosse vicino il traguardo.

«Devo ringraziare anche la mia famiglia, i miei amici e tutti quelli che mi sono stati accanto lungo il percorso».

È una frase semplice, e proprio per questo arriva. Al momento di prendersi un riconoscimento enorme, riconosce anche ciò che ha ricevuto. Chi segue lo sport vede un pilota dentro una macchina. Quel grazie ci ricorda tutte le persone che una telecamera non riesce a inquadrare insieme.

Guarda il video ufficiale Mercedes: «Kimi Antonelli — You Are the Formula One World Champion» ↗

Prima di quel casco, un bambino sui kart

La strada comincia molto prima del Messico. Andrea Kimi Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto 2006. Suo padre Marco è stato un pilota e guida la squadra Antonelli Motorsport. Kimi ha iniziato a correre sui kart a sette anni: una passione cresciuta in un ambiente che i motori li conosceva da vicino.

Nell’aprile 2019, a dodici anni, è entrato nel programma giovani Mercedes. Sono seguiti i titoli nei kart, il passaggio alle monoposto, i campionati di Formula 4 italiana e tedesca vinti nel 2022. Nel 2023 ha conquistato la Formula Regional europea; nel 2024 è arrivato in Formula 2, vincendo a Silverstone e Budapest. Poi il debutto in Formula 1, a Melbourne nel 2025.

A mettere in fila questi passaggi ci vuole un paragrafo. A viverli sono serviti anni. È il dettaglio che rischiamo di perdere quando una vittoria sembra spuntare all’improvviso: abbiamo visto l’ultima parte di un lavoro cominciato molto prima.

Chi ha continuato a crederci

Nel giorno del titolo, Toto Wolff torna anche ai momenti difficili della prima stagione. Il responsabile Mercedes ricorda i dubbi di chi si chiedeva se Antonelli fosse pronto e meritasse quel sedile. La squadra ha mantenuto la fiducia nel suo talento, anche quando i risultati non bastavano a convincere tutti.

Per una persona giovane, ricevere una possibilità significa anche poter imparare mentre gli altri guardano. Qui c’erano aspettative altissime e pochissimo spazio per farlo in silenzio. Il racconto di Wolff restituisce al successo una parte meno luminosa, ma necessaria: le difficoltà attraversate prima di arrivarci.

L’applauso di chi correva contro di lui

E poi c’è George Russell. Compagno di squadra e avversario nella corsa al titolo, in Messico ha vissuto una domenica complicata, conclusa al sesto posto. Dopo la gara ha trovato il modo di congratularsi con Kimi per il campionato conquistato.

Un gesto da tenere accanto alla coppa. Essere delusi per sé e felici per qualcuno a cui si vuole riconoscere un merito possono stare nella stessa giornata. Non occorre far finta che perdere sia piacevole per applaudire chi ha fatto meglio.

Il prossimo appuntamento sarà in Brasile, dal 6 all’8 novembre. Ci sarà ancora da correre. Intanto, lasciamogli questa festa: il ragazzo che piange nel casco, un titolo mondiale e tanti nomi da ringraziare. E tu, se oggi arrivasse la tua bella notizia, chi chiameresti per primo?

La fotografia di apertura ritrae il podio di Monza: un’immagine di repertorio del percorso di Kimi, precedente al titolo conquistato in Messico.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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