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TENERI AMICI

Tre gattini nel paraurti e qualcuno che si ferma a salvarli

Da Alba ad Altare, nascosti su un camion. Gli operai della vetreria Bormioli e l’autista li hanno recuperati. Una storia piccola, con dentro una domanda che ci riguarda: ci accorgiamo ancora di chi ha bisogno?

Gattini su un prato, immagine di contesto: non sono i tre animali salvati ad Altare.

Tre gattini, due maschi e una femmina. Un camion partito da Alba e arrivato alla vetreria Bormioli di Altare, in provincia di Savona. E un nascondiglio pericoloso: il paraurti posteriore del mezzo. È da qui che comincia la storia raccontata da Savonanews il 28 ottobre. Una di quelle notizie che, in mezzo a tante altre, ti fanno fermare il dito sullo schermo.

Perché il viaggio poteva finire male. E perché, questa volta, qualcuno li ha notati e si è mosso per tirarli fuori. A intervenire sono stati i lavoratori dello stabilimento insieme all’autista. Il salvataggio è riuscito: i tre piccoli sono stati recuperati.

Un arrivo che nessuno aveva previsto

I gattini hanno percorso diversi chilometri nascosti nella parte posteriore del camion. Non si sa come siano arrivati lì. A cambiare il loro viaggio sono stati gli operai della vetreria e l’autista, che si sono accorti di loro e li hanno recuperati.

Tre vite in pericolo e delle persone che si sono fermate ad aiutarle. Il sollievo di questa notizia è tutto qui: il viaggio dei piccoli passeggeri si è concluso con qualcuno pronto a tirarli fuori.

Il grazie della Lida e una domanda ancora aperta

La Lida, sezione Val Bormida, ha raccontato la vicenda sui social e ringraziato i lavoratori della vetreria e l’autista. Nel messaggio riportato da Savonanews c’è anche una preoccupazione: l’associazione spera che sul mezzo ci fossero soltanto i tre animali recuperati. Non è noto se viaggiassero insieme ad altri gattini.

È un timore, non la notizia di altri animali caduti lungo la strada. La differenza conta, anche quando raccontiamo una storia che commuove. Possiamo gioire per il salvataggio senza dare una risposta a ciò che resta da chiarire.

Per sapere come stanno oggi e se ci saranno possibilità di adozione, il riferimento resta l’associazione. Prima di condividere un appello, chiediamo un aggiornamento: anche la tenerezza può fare un piccolo controllo in più.

La cura comincia quando ci accorgiamo

Quante volte ci succede di avere la testa già altrove? Stiamo finendo un turno, controllando l’ora, pensando alla prossima cosa da fare. È una scena quotidiana in cui tante di noi si riconoscono. Questo salvataggio ci fa pensare a quanto possa contare un’interruzione: vedere un bisogno e concedergli attenzione.

Non conosciamo le motivazioni o la fede delle persone intervenute. Il loro gesto ha un valore concreto che possiamo riconoscere così com’è. Hanno visto degli animali in difficoltà e hanno agito per salvarli. Per quei tre gattini, la differenza l’ha fatta proprio questo.

Anche la tenerezza ha qualcosa da insegnarci

Nella fede cristiana la benevolenza verso gli animali trova parole precise. Il Catechismo, al numero 2416, li riconosce come creature di Dio e richiama la delicatezza con cui li trattavano santi come Francesco d’Assisi e Filippo Neri. Al numero 2418 condanna la sofferenza inflitta loro inutilmente.

È un riferimento che dà profondità alla tenerezza, senza chiedere a questa vicenda di diventare qualcosa di diverso. Per noi di CHIARA! c’è una domanda semplice da portare nella giornata: che cosa cambia, attorno a me, quando presto davvero attenzione? A volte non avrò gli strumenti per risolvere tutto. Potrò però fermarmi, segnalare un problema, cercare chi sappia aiutare.

Prima di mettere in moto, concediamoci un’occhiata attorno al mezzo, soprattutto se abbiamo notato animali nelle vicinanze. Se ne vediamo uno incastrato, teniamo fermo il veicolo e cerchiamo aiuto senza esporci a rischi. La prossima attenzione utile potrebbe cominciare proprio lì, accanto alle nostre chiavi dell’auto.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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