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Il programma di Fair Play For Life del 19 ottobre al Foro Italico guarda oltre il risultato: sport, inclusione e arte, con una torcia che arriva dai Giochi di Roma.

Il Palazzo H del Foro Italico a Roma, sede di Fair Play For Life 2026. Foto d’archivio del 2025.

Quando una partita finisce, di solito guardiamo il tabellone. Ma ci sono gesti che quel numero non racconta: rendere un impianto accessibile, cambiare il modo di tifare, dare spazio a chi rischia di restare fuori. A Roma, Fair Play For Life 2026 sceglie di premiare proprio il merito etico.

Il programma annunciato per il 19 ottobre

La manifestazione del Comitato Nazionale Italiano Fair Play era in programma lunedì 19 ottobre 2026 al Palazzo H del Foro Italico, in largo Lauro De Bosis 15. Alle 9.30 era prevista la conferenza nella Sala Presidenti; dalle 11, nella Sala Giunta, premiazioni e presentazioni. La conclusione era indicata alle 12.30.

Il programma ufficiale intreccia sport inclusivo, salute, cultura e vita delle comunità. Tra i temi c’è anche il Festival of Inclusion, annunciato per il 23–25 ottobre al Palatorrino di Roma: un altro appuntamento dedicato alla partecipazione attraverso lo sport.

Otto percorsi diversi, un riconoscimento al rispetto

Secondo l’annuncio dei premi ripreso da Adnkronos, gli otto riconoscimenti sono destinati a queste personalità:

• Luciana Marcellini, atleta dei Giochi olimpici di Roma 1960.

• Michele Grillo, per la promozione di un tifo sportivo etico.

• Salvatore Cristiani, medico impegnato nel Fair Play della salute.

• Daniele Laureti, per accessibilità degli impianti e sport inclusivo.

• Cesare Gaudiano, per i valori del fair play nella società civile.

• Antonio Amara, ideatore di eventi dedicati al merito.

• Eugenio Di Paolo, che porta questi temi nell’arte visiva.

• Lucia Rubedo, soprano che unisce canto, rispetto e pace.

La torcia del 1960 passa di mano

Il programma annunciava la consegna da Luciana Marcellini a Lucia Rubedo della torcia olimpica originale del 1960 custodita dalla famiglia di Marcello Garroni, segretario generale di quei Giochi. Era previsto poi il passaggio della torcia agli altri premiati, collegando memoria olimpica e impegno del presente.

Nel programma del 19 ottobre, lo sport incontrava anche l’arte: l’Inno Fair Play interpretato da Rubedo, l’opera Centomani di Di Paolo e il libro Palla, Storia universale di una sfera presentato da Amara. Tre modi diversi di raccontare una passione che esce dal campo.

Il fair play continua anche fuori dal campo

Forse la domanda da portarci a casa è questa: come tratto gli altri quando nessuno mi sta premiando? Nei commenti dopo una sconfitta, in una discussione sul lavoro, davanti a una persona che ha bisogno di più tempo. Il rispetto si vede lì, nei gesti per cui spesso non arriva alcun applauso.

Su CHIARA! abbiamo raccontato anche il gesto di fair play di Fulignati: un’altra storia per guardare lo sport da vicino, oltre la classifica.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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