ALFA, L’AMORE NON HA PERSO IL TRENO!
Un ritardo, due persone alla stessa stazione e una canzone che mette al centro il tempo necessario per incontrarsi. Con «Eri solo da incontrare», Alfa torna a parlare d’amore. E nel videoclip lascia spazio alle storie delle coppie.

Il treno è in ritardo. Di solito, a questo punto, controlliamo il tabellone, sbuffiamo e mandiamo un messaggio per avvertire che arriveremo dopo. Alfa prende proprio quell’imprevisto, una delle piccole seccature più riconoscibili delle nostre giornate, e gli cambia il finale: sulla stessa banchina possono trovarsi due persone che, con un orario rispettato, forse non si sarebbero incontrate.
Comincia da qui Eri solo da incontrare, il singolo uscito il 30 ottobre 2026 per Artist First. Una dichiarazione d’amore che arriva dopo l’anteprima dal vivo all’Arena di Verona e anticipa il progetto Tempo al tempo, il nuovo album a cui il cantautore sta lavorando. Il singolo si può già ascoltare; per il disco, invece, il racconto resta quello di un lavoro in preparazione.
Prima di te c’era già una vita
La trovata del brano funziona perché non parte da una coppia già felice, fotografata nel momento migliore. Guarda tutto quello che viene prima: gli spostamenti, le giornate confuse, le attese. Esperienze che, quando le viviamo, non sappiamo ancora dove ci porteranno.
Il punto di vista è quello di chi si volta indietro dopo un incontro importante e riconosce un percorso. Non significa che ogni dispiacere fosse necessario, o che ogni storia finita dovesse finire per prepararne una migliore. Sarebbe una spiegazione troppo comoda per sentimenti complicati. In questa canzone, però, il passato smette di sembrare soltanto tempo perso: diventa parte della vita di due persone che adesso si sono trovate.
È un dettaglio che può parlare anche a chi ha già qualche anno d’amore alle spalle. Perché ricordare come ci siamo incontrati significa spesso ritrovare una versione di noi che quasi avevamo dimenticato: cosa ci preoccupava, che lavoro facevamo, chi ci aveva invitati a quella cena. E soprattutto quanto poco sapevamo, allora, di ciò che sarebbe successo.
Nel video entrano le coppie vere
Il videoclip allarga la storia oltre i due protagonisti della canzone. Alfa aveva invitato le coppie a partecipare con i propri video: immagini condivise per raccontare il tempo trascorso insieme. Il risultato porta dentro il progetto musicale relazioni, ricordi e volti diversi, accanto ad alcune presenze conosciute.
Fra queste ci sono Amadeus e Giovanna Civitillo; compare anche José Sebastiani con la fidanzata Beatrice. Insieme a loro, creator e altre coppie che hanno risposto all’invito. La curiosità di riconoscere qualcuno può far partire il video. A farci restare, però, è una domanda molto più personale: quali immagini sceglieremmo noi per raccontare una storia d’amore?
Non sempre sarebbero quelle con il vestito più bello. Magari una foto mossa, una domenica sul divano, una partenza con gli occhi ancora assonnati. Scatti che per gli altri hanno bisogno di una spiegazione e per noi contengono già tutto. In un videoclip costruito con i ricordi delle persone, anche questa differenza diventa interessante: l’immagine pubblica è una sola, ma chi l’ha vissuta ci vede molto di più.
Fonte: AlfaOfficialVEVO / ALFA ↗
Il tempo di una relazione non è una gara
Mostrare da quanto si sta insieme è un modo immediato per raccontare un legame. Gli anni, però, non ne misurano da soli la qualità. Una coppia appena nata non vale meno di una che festeggia un anniversario importante, e chi oggi è single non è rimasto indietro.
È il modo in cui ci piace ascoltare questo brano: come una storia da condividere, senza trasformarla in un conto alla rovescia per chi sta aspettando qualcosa. Il titolo lascia spazio a una possibilità. Non assegna una scadenza, non dice a nessuno entro quando debba trovare l’amore e non promette che basterà aspettare senza vivere.
Intanto si può uscire, cambiare strada, costruire amicizie, coltivare ciò che ci interessa. La persona da incontrare, se arriverà, troverà una vita già abitata. E a quel punto i racconti da scambiarsi saranno tanti.
Riascoltarla insieme, poi, può essere un modo per riaprire il proprio album dei ricordi. Quale viaggio racconta davvero la coppia? Quale canzone c’era quella sera? A volte scopriamo di aver conservato due dettagli diversi dello stesso giorno, e proprio questa differenza rende il racconto più ricco.
Una dedica con una domanda in più
Se decidiamo di mandare la canzone a qualcuno, potremmo accompagnarla con una domanda: «Tu quale momento del nostro incontro ricordi meglio?». La risposta potrebbe essere diversa dalla nostra. Noi ricordiamo la prima frase; l’altra persona, una risata o l’imbarazzo di non sapere come salutarsi.
È lì che una canzone smette di essere soltanto una dedica pronta all’uso e apre una conversazione. Non dobbiamo assomigliare alle coppie del video. Abbiamo le nostre immagini, le nostre attese, perfino i nostri ritardi da raccontare. E magari, per una volta, quel tabellone con i minuti che aumentano ci farà pensare anche a un possibile inizio.


