DIO, DOMANI È IL PRIMO GIORNO.
I vestiti sono sulla sedia da prima di cena. Hai controllato l’orario, il percorso e quanto tempo lasciare per un imprevisto. Ti sei detta che adesso basta pensarci. Dieci minuti dopo stai cercando di nuovo l’indirizzo, come se durante la serata potesse essersi spostato.

Domani è il primo giorno. Un lavoro nuovo, persone che ancora non conosci, nomi da ricordare. C’è la gioia di cominciare e, insieme, la paura di non essere all’altezza. Magari questa possibilità l’hai desiderata a lungo. Essere contenta non ti impedisce di avere un po’ di tremore nelle mani.
Prima di chiudere la borsa puoi fermarti. Non per ottenere da Dio una giornata senza errori, ma per affidargli te stessa dentro quello che sta per iniziare: le competenze che porti, ciò che devi imparare, il desiderio di essere accolta e di fare bene.
Puoi arrivare senza sapere già tutto
Essere stata scelta non significa dover dimostrare ogni minuto che nessuno avrebbe potuto fare meglio di te. Un posto di lavoro ha abitudini, strumenti e parole che dall’esterno non si conoscono. Chiedere una spiegazione può essere un gesto di responsabilità.
Nel Salmo 90, il versetto 17 affida a Dio l’opera delle mani. La fede entra anche nella fatica quotidiana, nel tempo dedicato a imparare, nella cura con cui trattiamo una persona. Non promette che ogni impiego sarà facile o che una difficoltà dimostri un errore nella nostra preghiera.
Questa è una preghiera originale di CHIARA! per la devozione personale. Puoi farla tua prima di uscire, su un mezzo pubblico o la sera precedente. Se il tuo primo giorno sarà da casa, davanti a un collegamento online, c’è spazio anche per quel nuovo inizio.
La preghiera
Signore Gesù, domani comincio qualcosa di nuovo. Ho preparato la borsa, ma dentro di me non è ancora tutto in ordine.
C’è una parte che non vede l’ora, una che ripassa ogni possibile errore, una che vorrebbe già conoscere tutti per non sentirsi fuori posto. Ti porto tutte e tre.
Grazie per il cammino che mi ha condotta fin qui, per quello che ho imparato, per le persone che mi hanno sostenuta, per chi mi ha dato una possibilità.
Aiutami a entrare con attenzione. A ricordare che ogni collega ha un nome, una storia, un modo di lavorare che non conoscerò in un solo giorno.
Dammi il coraggio di chiedere quando non capisco. La pazienza di ascoltare una spiegazione. L’onestà di non fingere sicurezza dove ho ancora bisogno di imparare.
Se sbaglierò, aiutami a riconoscerlo senza trasformare un errore in una sentenza su tutta la mia persona. Fa’ che sappia correggere, domandare, riprovare.
Custodisci il mio desiderio di fare bene. Liberalo dalla fretta di piacere a tutti, dalla tentazione di promettere troppo, dalla paura di non valere abbastanza.
Aiutami a lavorare con cura e a riconoscere il momento del riposo. A rispettare il lavoro degli altri e la dignità del mio.
Accompagna chi ricomincia dopo una pausa, chi arriva da un’esperienza difficile, chi cerca ancora un’occasione e domani manderà un altro curriculum.
Ti affido questa giornata che ancora non conosco. Non so come andrà. So che posso venire da te senza averla già superata alla perfezione.
Resta con me nel primo saluto, nella prima domanda, nel primo piccolo passo. Amen.
Dopo, resta da fare una cosa normale
Puoi mettere la sveglia, preparare qualcosa per colazione e provare a riposare. Non serve aspettare che ogni agitazione sparisca per considerare autentica la tua fiducia. A volte pregare e continuare a sentire un po’ di paura stanno nella stessa sera.
Domani puoi concederti qualche appunto, un nome scritto per ricordarlo, una domanda fatta al momento adatto. Non devi costruire subito tutte le relazioni né capire ogni dinamica. Il primo giorno può restare un primo giorno.
E quando torni a casa, prova a raccontare anche una cosa piccola: chi ti ha salutata, qualcosa che hai imparato, un momento in cui ti sei sentita meno estranea. Se invece la giornata sarà faticosa, non dovrai renderla bella a tutti i costi. Potrai parlarne, capire che cosa ti serve e affidare a Dio anche quella parte. La preghiera può accompagnarti mentre impari ad abitare un posto nuovo, un giorno alla volta.


