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PREGHIERE

UNA PREGHIERA PER QUANDO TI SVEGLI GIÀ DI CORSA.

Prima ancora di alzarti hai già aperto tre messaggi e pensato a cinque cose da fare. Fermiamoci un momento, nel mattino che c’è davvero.

Nuvole illuminate dal sole all’alba, 8 febbraio 2006. Immagine evocativa per la preghiera del mattino.

La sveglia suona. Tu allunghi una mano e trovi già i messaggi della notte. Una richiesta per oggi, un cambio di programma, il promemoria che avevi impostato quando eri convinta che questa mattina avresti avuto più tempo.

Non hai ancora messo i piedi a terra e la giornata sembra essere partita senza di te. Anche la preghiera, che desideravi vivere con calma, rischia di diventare l’ennesima cosa rimandata a quando finalmente avrai finito tutto.

Possiamo cominciare in modo più semplice: portare davanti a Dio proprio questa mattina. La fretta, le persone da incontrare, l’entusiasmo per una cosa bella e la preoccupazione per quella che vorresti evitare. Senza aspettare di sentirci già raccolte.

Un momento riconoscibile dentro la giornata

Il Catechismo, al numero 2698, ricorda diversi ritmi che alimentano la preghiera, tra cui il mattino e la sera. Non stabilisce una durata identica per tutti. La tradizione offre un ritmo nel quale una persona può cercare il proprio modo concreto di rivolgersi a Dio.

Puoi scegliere un momento che esiste davvero: prima di aprire le notifiche, mentre aspetti che il caffè sia pronto, quando arrivi a destinazione e hai ancora un minuto. Se guidi o stai svolgendo un’attività che richiede attenzione, aspetta di poterti fermare in sicurezza.

Queste sono possibilità, non una gara di organizzazione. Alcune mattine saranno più tranquille, altre ti sorprenderanno. Un momento saltato non richiede di ricominciare tutto da zero: puoi riprendere appena ne hai l’occasione.

Il mattino di Gesù e il nostro bisogno di spazio

Marco 1,35 racconta che Gesù si alza quando è ancora buio e si ritira in un luogo deserto a pregare. Il brano si trova dentro un racconto di incontri e di missione; non consegna un obbligo a svegliarsi prima dell’alba.

Possiamo lasciarci interrogare dal posto che la relazione con il Padre occupa nella sua vita. Anche noi possiamo cercare uno spazio per rivolgerci a Dio prima che tutte le richieste sembrino avere la stessa urgenza.

Le parole che seguono sono una preghiera originale di CHIARA!, non un testo liturgico. Puoi leggerla intera, fermarti su una parte o usarla per trovare parole tue. La sua lunghezza non misura l’attenzione con cui preghi.

Signore, entro in questa giornata con te

Signore, sono appena sveglia e ho già la testa piena. Ci sono cose che aspettano me, persone a cui rispondere, scadenze che mi sembrano tutte vicine.

Prima di cominciare, ti affido questa giornata. Conosci ciò che ho preparato e ciò che ancora non so. Conosci il mio desiderio di fare bene e la paura di non riuscire a stare dietro a tutto.

Aiutami a distinguere ciò che è urgente da ciò che può aspettare. Dammi onestà quando devo dire che un impegno è troppo e coraggio quando posso affrontare quello che continuo a rimandare.

Custodisci il mio modo di parlare. Quando sarò di fretta, aiutami a ricordare che davanti a me c’è una persona. Fa’ che sappia fare una domanda, ascoltare una risposta, chiedere scusa se il tono sarà ingiusto.

Accompagna chi oggi incontrerò. Chi lavora accanto a me, chi aspetta una notizia, chi porta un peso che io non conosco. Apri il mio sguardo a un bene possibile, anche piccolo, anche senza applausi.

Aiutami ad accogliere ciò che riceverò: un aiuto, un consiglio, un momento allegro, una pausa condivisa. Fa’ che sappia ringraziare senza passare subito alla richiesta successiva.

Ti affido anche i miei limiti. Se qualcosa cambierà programma, aiutami a cercare il prossimo passo. Se avrò bisogno di una mano, dammi parole semplici per chiederla.

Oggi desidero camminare con te. Nel lavoro, nelle attese, nelle cose riuscite e in quelle da rivedere. Resta vicino al mio cuore e rendimi attenta alla vita che mi viene incontro. Amen.

Dopo la preghiera scegli una priorità reale

Puoi guardare gli impegni e individuare ciò che va affrontato per primo. Se due richieste si sovrappongono, forse serve avvisare qualcuno, concordare un altro orario o chiedere collaborazione.

Puoi portare quel gesto nella preghiera: il lavoro che ti aspetta, le persone che incontrerai, la pazienza che vorresti trovare. E quando la giornata prende una strada diversa, tornare a una frase semplice: «Signore, aiutami a esserci anche adesso».

Puoi anche scegliere una sola frase da custodire: aiutami a ricordare che davanti a me c’è una persona. Potrebbe tornarti in mente a una cassa, durante una riunione o mentre rispondi a qualcuno di casa.

Se oggi riesci soltanto a dire poche parole

Signore, accompagna questa giornata. Aiutami a vedere ciò che conta e ad amare nelle cose concrete. Anche questa può essere una preghiera tua.

Quando arriverà sera, potrai tornare a ciò che hai vissuto: ringraziare per un bene, riconoscere una fatica, chiedere perdono. Il rapporto con Dio può attraversare le ore così, riprendendo il filo nella giornata reale, senza attendere che diventi perfetta.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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