JONATHAN ROUMIE INTERPRETA GESÙ. MA LA FEDE NON È UN COPIONE!
L’attore di The Chosen ha raccontato a Vatican News come il ruolo abbia inciso sulla sua fede. Una testimonianza pubblica da ascoltare, distinguendo la persona dal personaggio.

Lo riconosci dal volto prima ancora di leggere il nome. Per moltissime persone Jonathan Roumie è il Gesù di The Chosen. Ma che cosa succede quando, finita una scena, l’attore torna alla propria vita e alle domande di un credente?
Jonathan Roumie ha parlato pubblicamente del legame fra il suo lavoro e la fede. Ascoltarlo ci porta dietro le scene di The Chosen, dove interpretare Gesù incontra domande molto personali.
Il ruolo e la fede personale
Il 25 giugno 2025, Roumie ha partecipato all’udienza generale di Leone XIV insieme a familiari, cast e troupe. In quell’occasione ha raccontato che interpretare Cristo ha rafforzato la sua fede.
Roumie torna anche all’educazione cattolica ricevuta in famiglia e al senso di responsabilità provato davanti ad alcune scene. Portare il Vangelo sullo schermo, per lui, tocca qualcosa che va oltre la giornata sul set.
Un attore non diventa il personaggio
La forza di una rappresentazione può avvicinarci a una storia, farci notare un gesto o spingerci ad aprire il Vangelo. Rimane però una rappresentazione. La fede cattolica non attribuisce a un interprete l’identità o l’autorità di Gesù.
Anche una serie che prende sul serio i testi evangelici contiene scelte artistiche e parti ricostruite per il racconto. Possiamo apprezzarle e, nello stesso tempo, chiederci quali elementi provengano direttamente dai Vangeli e quali appartengano alla sceneggiatura.
Che cosa ci lascia questa testimonianza?
Un volto famoso può attirare l’attenzione. Ma il punto interessante, per questa rubrica, è ciò che una persona sceglie di raccontare del proprio rapporto con Dio. Qui non ci serve costruire un credente impeccabile da ammirare a distanza.
La riflessione che proponiamo è nostra: quale spazio occupa la fede quando smettiamo di rappresentare un ruolo? Non serve essere attori per conoscere la distanza tra l’immagine che gli altri hanno di noi e le domande con cui restiamo quando siamo soli.
Dallo schermo a una pagina
Se The Chosen ti ha incuriosita, puoi scegliere un episodio evangelico che conosci dalla serie e leggere il testo con calma. Nota che cosa c’è sulla pagina, che cosa ricordavi dalla scena e quali domande nascono dal confronto.
Roumie può essere un interlocutore pubblico nel racconto della fede. Il percorso del lettore, però, non deve fermarsi al suo volto. Un incontro riuscito, anche attraverso uno schermo, può lasciarti il desiderio di cercare ancora.


