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GESÙ, CHE RIVOLUZIONE!

GESÙ CHIEDE DA BERE. LEI COMINCIA A FARE DOMANDE.

Un pozzo, una richiesta d’acqua e una conversazione che si allarga. La samaritana prende parola, interroga Gesù e torna al villaggio con qualcosa da raccontare.

Interno della chiesa che custodisce il pozzo di Giacobbe a Nablus, luogo tradizionalmente associato all’incontro fra Gesù e la samaritana.

La domanda ti viene mentre ascolti. Vorresti capire meglio una cosa della fede, ma guardi gli altri e ti sembra che per loro sia tutto chiaro. Così la rimandi. Non sai se è troppo semplice, troppo scomoda o se qualcuno penserà che, facendo una domanda, tu stia già mettendo in discussione tutto.

Poi apri il Vangelo di Giovanni e incontri una donna che le domande le fa. A Gesù. Gli domanda come mai le chieda da bere, da dove potrebbe prendere l’acqua di cui parla, quale sia il luogo in cui adorare Dio. La conversazione continua proprio attraverso le sue parole.

È la samaritana del capitolo 4. Non conosciamo il suo nome. Il racconto ci consegna invece una voce riconoscibile, capace di stupirsi, interrogare e cercare. E ci presenta Gesù che le si avvicina con una richiesta molto concreta: «Dammi da bere».

Tutto comincia da una sete

Gesù è stanco del viaggio e siede presso il pozzo di Giacobbe, vicino a Sicar. È circa mezzogiorno. La donna arriva per attingere acqua. Lui le rivolge la parola e lei si stupisce che un giudeo chieda qualcosa a una samaritana: il Vangelo segnala la distanza fra i due gruppi.

Il dialogo passa dall’acqua alla vita ricevuta da Dio, dal luogo del culto all’adorazione del Padre, fino alla rivelazione di Gesù come Messia. La donna torna poi in città e invita altri a incontrarlo. L’incontro non resta chiuso fra i due: apre una strada anche per il villaggio.

Gesù si rivela, e lei domanda, ascolta, risponde. Il dialogo si muove così, una frase dopo l’altra. Possiamo fermarci sulle sue domande: forse una di quelle che ci portiamo dentro ha già trovato posto accanto al pozzo.

La domanda che non hai ancora detto

Forse vorresti capire una pagina della Bibbia. Forse una scelta della Chiesa ti lascia perplessa, o una parola ascoltata a Messa sembra molto lontana da ciò che vivi. Potresti avere bisogno di una spiegazione, di distinguere un insegnamento da un’opinione, oppure di raccontare prima perché la questione ti tocca.

Puoi cercare un interlocutore preparato e dire da dove nasce il dubbio. A volte cambiano le risposte quando cambia la precisione della domanda. Non capisco questo passaggio. Non so quale sia la fonte. Ho sentito due cose diverse e vorrei orientarmi. Sono inizi possibili di una conversazione seria.

Una domanda sincera può anche richiedere tempo. Chi ascolta potrebbe dover cercare, studiare, riconoscere di non sapere. C’è qualcosa di rassicurante in una persona che non recita una risposta immediata: ti prende abbastanza sul serio da voler rispondere bene.

Una donna che parla anche di Dio

La samaritana viene spesso ricordata soprattutto per il passaggio sulla sua vita affettiva. Quello è parte del racconto; lo sono anche le sue domande sul culto e sul Messia. Lasciare spazio all’intera conversazione ci permette di incontrarla come una persona che pensa e cerca.

Per una lettrice può essere un particolare importante. Ti è mai successo che un tema spirituale diventasse, appena prendevi parola, una conversazione soltanto sul tuo ruolo familiare? La tua vita comprende relazioni e responsabilità, ma comprende anche un pensiero, una ricerca, domande che meritano attenzione.

Non serve attribuire alla samaritana i dibattiti di oggi. Possiamo però lasciare che la sua presenza nel Vangelo interroghi il modo in cui ci ascoltiamo nelle comunità cristiane. Chi viene invitato a parlare? Quali domande accogliamo volentieri? Quali liquidiamo prima di averle comprese?

L’ascolto si vede da come rispondiamo

Quando qualcuno ti pone una domanda sulla tua fede, potresti sentirti messa alla prova. Succede soprattutto se la questione è delicata o se hai già incontrato ironia. Puoi provare a chiedere che cosa desideri capire, prima di preparare una difesa. La stessa frase può nascere da curiosità, dolore o semplice confusione.

Questo non rende tutte le risposte equivalenti. Nel dialogo cristiano contano la verità di ciò che diciamo e il rispetto della persona a cui lo affidiamo. Se citi un insegnamento, puoi indicarne la fonte; se stai esprimendo una riflessione tua, puoi dirlo con semplicità.

Possiamo anche riconoscere quando una conversazione ha bisogno di un contesto migliore. Un commento online o una cena rumorosa non sempre permettono di affrontare tutto. Proporre un altro momento può essere un modo di dare spazio, purché poi quello spazio esista davvero.

Dal pozzo a una conversazione tua

Nel suo Angelus del 12 marzo 2023, Francesco ha richiamato la sete di vicinanza, attenzione e ascolto che può arrivarci dalle persone incontrate ogni giorno. L’immagine del pozzo può accompagnarci anche qui: qualcuno porta un bisogno che rischiamo di non sentire, se immaginiamo di sapere già tutto di lui.

Potresti tornare al capitolo 4 di Giovanni e leggere con calma le parole dei due interlocutori. Poi scegliere una domanda che da tempo trattieni e cercare qualcuno con cui affrontarla. La samaritana ci lascia questa possibilità molto concreta: prendere parola davanti a Gesù e permettere che una conversazione continui.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Crediti fotografici

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